Un piccolo episodio per dire…

Il prosciutto del Parroco

 

E’ bello, per un  cittadino che  trascorre le vacanze  sempre nello stesso luogo di campagna, cercare   d’integrarsi nella vita del paese, dimostrando interesse per le attività messe in atto dalla gente del posto per dare vivacità alla festa patronale! Il primo passo, quello d’iscriversi alla Pro-Loco, sarà sicuramente ben accetto, anche se, in seguito, la sua presenza alle riunioni potrà risultare ingombrante e creare un poco di disagio e soggezione, per via dell'errata concezione che il cittadino, in quanto tale, viva costantemente in un mondo perfetto, o quantomeno,  superiore.

 

Una volta iscritto, per caso gli capitasse di trovarsi al bar, giusto nel momento in cui è riunita l’assemblea, dovrà sicuramente restarci, per non apparire scostante,   ma sarà bene faccia propria la regola di  ascoltare molto e parlare poco.

L’ordine del giorno sarà pressappochista, e pressappoco rispettato. Tra le varie ed eventuali, l’argomento di maggior interesse verterà, guarda caso, proprio sui villeggianti.  Ci sarà chi farà notare di quanto questi ricchi signori, (perché gli abitanti di città devono per forza essere ricchi) siano taccagni nel momento della raccolta fondi; di come i cestini  posti intorno alla piazza, recintata per il ballo notturno, restino sempre vuoti proprio da una, e sempre da quella parte:  proprio quella da dove entrano, a gruppi, i vacanzieri!

 

ssendo particolarmente fortunata, anni indietro ebbi il privilegio di assistere ad una assemblea straordinaria, indetta per la contesa - fra parroco e comitato esecutivo - di un bel  prosciutto crudo di Parma, messo in palio nella lotteria e spettante, secondo il primo  sorteggio, al Signor Parroco, che come tanti altri cittadini, aveva acquistato un  biglietto.

Sarebbe spettato al parroco, il bel prosciutto, "sarebbe",  ma per repentino rimescolamento delle carte e dei numeri, finì, "per giustizia", in mani laiche! Sì, perché  cosa avrebbe mai detto la gente se quel bel prosciutto avesse preso la via della canonica? Che c’era stata truffa, inganno, manipolazione!  Un intero  prosciutto al parroco: non sia mai! E mai fu.

Una serata intera tutti riuniti a  discutere sul fatto, vergognosi di mostrare a me, cittadina, l’esistenza di paesane,  umane debolezze, mentre il parroco, che sui cittadini aveva le idee più chiare, noncurante della mia presenza,  continuava a reclamare il premio in quanto il biglietto, andava precisando,  era stato acquistato per conto di un parente.

E io? Non potei che elargire sorrisi a destra e a sinistra,  fino a farmi dolere le ganasce e,  alla fine, portarmi con gli altri al bancone del bar e, finalmente, aprire bocca per ordinare da bere.

Fu allora che sortii il mio  "Che sete! Era troppo salato quel prosciutto!” Frase che, dal bar,  passò alla storia!

 

dania