Foto d'epoca - vietata la riproduzione

Telaio orizzontale costruito nel 1950 dal falegname Mesciu Mimì Conte

Stesso telaio ai giorni nostri

                        

LA TESSITRICE

 

Senza nessuna pretesa ho cercato di riassumere in breve le operazioni preliminari alla tessitura, usando i termini “tecnici” dialettali che identificano parti del telaio o le operazioni stesse eseguite dal tessitore.

Non meravigliatevi se nel leggere rimarrete impigliati nei fili e nelle matasse, io stesso non sono riuscito a intendere bene alcuni passaggi, quindi prego gli esperti che leggeranno questo articolo di soprassedere sugli errori che posso aver commesso.

 Ringrazio la signora Teodora Lanza, tessitrice fino a 5 anni fa, per le minuziose informazioni che mi ha rilasciato. 

La tessitura è preceduta da una serie di operazioni, la cosiddetta URDITURA, che servono per sistemare il cotone sul telaio, in modo che possa essere tessuto. E’ questa la fase più complessa della lavorazione.

Il filo da tessere inizialmente si presenta sotto forma di matassa, che viene posizionata nella MACINULA (attrezzo ruotante). Più matasse (fino a quattro) vengono  lavorate e legate insieme fino ad ottenere il CANNULU (un rocchetto molto grande).

Dapprima i CANNULI vengono infilati nei FUSULI (ferri degli ombrelli) nei quali sono liberi di girare. I FUSULI  vengono poi infilati tra due canne poste in orizzontale tra di loro, le LIASTRE. Sulle LIASTRE possono essere montati fino a trentatré CANNULI.

A poca distanza dalle LIASTRE, sono infissi nel muro una serie di  CINTRUNI che formano due linee parallele verticali. I fili di tutti i CANNULI vengono raggruppati  e avvolti sui CINTRUNI, con una tecnica particolare, partendo da un punto chiamato CRUCE e arrivando fino ad un altro chiamato  PETE.

I fili, così URDUTI, vengono prelevati dai CINTRUNI, partendo dal PETE e raccolti, sempre tutti insieme, su di un arnese chiamato SSUIU. Da qui, ogni IATURA, composta da centotrenta fili, viene passata nel TRASTIEDDRHU e quindi riavvolta sul SSUIU. E così si continua fino a raggiungere l’altra estremità dei fili chiamata CRUCE. A questo punto i fili, con l’ausilio di un collaboratore, vengono fatti passare ad uno ad uno nel LIZZU (composto da 4 elementi). In ogni elemento passano fino a trentatre IATURE. Ogni elemento solleva o abbassa i vari fili facendo formare una “V”, attraverso la quale viene poi passata la NAETTA. Ogni elemento del LIZZU è comandato da un pedale; in tutto sono quattro, detti PUTARICHE. Una volta passati dal  LIZZU, tutti i fili a coppie passano nel PETTINE. Dopodiché, legati a 100 la volta vengono NCURDIGGHATI  su di un altro SSUIU, che stavolta raccoglie il tessuto. Ha inizio quindi la tessitura vera e propria, passando la NAETTA, manovrando le PUTARICHE che guidano il LIZZU, premendo la stoffa con il PETTINE e dando la giusta tensione ai fili e alla stoffa girando il SSUIU.

 

Mauro Mea