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marzo 2004 - A. Chiara Coppola consiglia questo libro:
Ryszard
Kapunscinski è nato a Pinsk, nella Polonia Orientale, l’attuale
Bielorussia, nel 1932. Dopo aver studiato a Varsavia, lavora fino al 1981
come corrispondente estero dell’agenzia di stampa polacca Pap. “Questo
libro non parla dell’Africa, ma di alcune persone che vi abitano e che
vi ho incontrato, del tempo che abbiamo trascorso insieme. L’Africa è
un continente troppo grande per poterlo descrive. E’ un oceano, un
pianeta a se stante, un cosmo vario e ricchissimo. E’ solo per
semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua
denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste.” Viaggiatore
curioso e acuto Kapuscinski durante questo viaggio nel continente africano
evita le tappe obbligate, gli stereotipi e i luoghi comuni, abita nelle
case dei sobborghi più poveri e vive a stretto contatto con la gente del
posto, scoprendo, in questo modo ciò che dell’Africa nessuno conosce. Kapuscinski
scrive: “Gli africani sono come l’Ebano, albero forte e maestoso,
da cui si ricava legno resistente, ma anche estremamente malleabile,
facile da scolpire e da lavorare. L’Ebano è il simbolo che racchiude la
forza di questa gente, la quale sa adeguarsi alle situazioni più diverse,
pur rimanendo profondamente radicata alle proprie tradizioni, alla propria
storia millenaria.” Kapuscinski,
quindi, riesce a cogliere l’essenza della vita del popolo africano,
offrendola al lettore attraverso questo meraviglioso viaggio nel
continente nero.
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