21 aprile 2004 - a cura di Gianluca Marcucci
GAUCCI
CONTRO TUTTI: RITIRO LA SQUADRA!
Il presidente della squadra umbra furioso dopo il mancato riconoscimento di un rigore nel match contro la Sampdoria
«Non
giochiamo più le prossime quattro partite. Non è una minaccia, ma una
decisione». Il presidente del Perugia, Luciano Gaucci getta prepotentemente le
sue carte in tavola. E la partita stavolta sembra chiusa davvero. Sempre più
convinto di aver subìto torti a ripetizione che a
suo dire seguirebbero un disegno ben preciso per
penalizzare la sua squadra, Gaucci si dice irremovibile: «Adesso basta -
annuncia - Basta con il tiro al piccione. Non vogliamo dare altre possibilità
di divertimento a chi vuole giocare sulla pelle di una città e di una società».
Possibilità di ripensamenti? «Nessuna».
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la
partita contro la Sampdoria: l'arbitro, secondo gli umbri, non avrebbe
fischiato un rigore regalando di fatto alla
Sampdoria la vittoria dell'incontro. Gaucci è furioso: «Su
30 partite abbiamo subito 28 torti arbitrali. Io non posso più esporre i
giocatori a queste umiliazioni. Abbiamo una squadra che gioca bene, gioca un
calcio vero. Teniamo testa a tutti», spiega.
E ancora: «I miei figli sono stati i primi a spronarmi verso questa decisione».
Cosa faranno i giocatori nelle prossime settimane? «Si potranno allenare - ha
detto Gaucci - ma non andranno in campo». Le prossime quattro partite del
Perugia sono fissate a Brescia, in casa con la Juventus, all'Olimpico con la
Roma e l'ultima al Curi con l'Ancona.
Gaucci non teme la radiazione: «Piuttosto - dice -
qualcun altro dovrà temere la galera. E adesso grazie alle firme dei tifosi, le
procure di tutta Italia si attiveranno. In 40 anni di calcio non avevo
mai assistito ad una simile vergogna». Gaucci non ha, per ora, intenzione di
lasciare il calcio: «Non lo so ancora. Intanto saltiamo queste quattro partite,
poi vedremo. E Carraro non sarà mica il padre eterno...».