27 novembre 2005 - a cura di Gianluca Marcucci 

 

ESORDIO FORTUNATO DEL NUOVO ACQUISTO ROSSONERO CULICH!

 

Dopo il poker di Sheva è il Lecce a San Siro a fare cose turche. Ma alla fine a fare la differenza è Pippo Inzaghi che al 94' con una zampata infila Sicignano e regala un 2-1 insperato ai rossoneri, troppo spreconi nel primo tempo. Al gol di Pirlo dopo 3' risponde Konan nella ripresa. Poi il miracolo di Superpippo subentrato a Gilardino.
A tre giorni dal trionfo di Istanbul, pur recuperando Stam in difesa, alla fine a fare la differenza è la stanchezza. Come in Turchia è Rui Costa a regolare i tempi alle spalle di Gilardino e Shevchenko. Compito arduo per il Lecce che, senza freni, è disposto da Baldini secondo il suo classico 4-3-3 spregiudicato, caratterizzato dal tridente Konan-Vucinic-Valdes. Il tecnico toscano non bada a spese e cerca l'impresa. Ma Pirlo stravolge subito i piani con una punizione capolavoro che lascia di sasso Sicignano.
Primo tempo senza storia, dominato dai rossoneri in ogni reparto. Nel possesso palla, quasi venti minuti contro i 7 dei salentini, nel gioco di prima, nelle occasioni fallite. Almeno cinque; in ordine da Gilardino, Gattuso e Shevchenko. Rui Costa fa il suo dovere e Seedorf dimostra di attraversare un momento magico. Se Pirlo viene pressato, ci pensa l'olandese a smistare i palloni, dialogando sulla sinistra con Serginho e dispensando palle centrali che non vengono sfruttate con moneta sonante dagli attaccanti rossoneri. Onore al Lecce che cerca varchi, ma la difesa del Milan, al pari di centrocampo e attacco non concede proprio nulla. Giallorossi che peccano troppo in difesa; troppo alta e sbilanciata, incapace di gestire il fuorigioco e graziata due volte dall'imprecisione di Gilardino.
Il leit-motiv è identico nella prima parte della ripresa. Il Lecce spinge e si sbilancia, rischiando di subire il raddoppio rossonero. Squilibrio che esalta le qualità di Pirlo; per due volte il regista del Milan regala due lanci straordionari che non vengono sfruttati. Ed è proprio questa fallibilità rossonera a caricare il Lecce che insiste e non si tira indietro. Pronto a sfruttare il primo cedimento della difesa che subisce il gol di Konan in un festival di errori: da Nesta all'uscita goffa di Dida sull'ivoriano. Per di più i rossoneri hanno perso Serginho, toccato duro in un contrasto; Ancelotti lo sostituisce con Costacurta. Tocca invece a Inzaghi prendere il posto di Gilardino, mentre nel Lecce Cozzolino e Marianini rilevano Valdes e Pinardi. Due volti nuovi che danno più corpo alla resistenza leccese, proporzionale alla stanchezza del Milan che chiede aiuto a Jankulovski entrato per Gattuso.
I pugliesi, oltre a soffiare sulla fumosità del Milan, per poco non raddoppiano con Ledesma. Ma la fortuna del Milan si chiama panchina, intercambiabilità. Sheva non segna? Gilardino è stanco? Nessun problema: ci pensa Inzaghi, alias Culich!!!