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Lecce
(salento) - Un impianto che ha fatto e fa ancora
discutere molto di se. Posizionato nella campagna di
Veglie, sulla via che dalla circonvallazione porta
alla località Monteruga, lontano dai centri abitati,
il moderno impianto se ne sta lì fermo,
improduttivo.
(Gabriella Fortunato) - Dopo la
conferenza stampa (guarda
il videoclip della conferenza) indetta dai
sindaci dei comuni limitrofi che hanno, peraltro,
fatto ricorso al TAR perché ritenevano pericoloso e
illegittimo l’impianto, è Mauro Spagnulo, direttore
della “Oilsalento” a farsi avanti e a voler dire la
sua su questa faccenda.
Il progetto dell’impianto,
finalizzato alla produzione e commercializzazione
del nocciolino di sansa, viene presentato nel 2007.
Un impianto che con i comuni sansifici, non ha nulla
a che fare. Si tratta infatti, di un impianto di
essiccazione che permette di asciugare l’acqua
presente nella sansa, prodotto derivante dalla
molitura delle olive, per poi derivarne,
meccanicamente e non chimicamente, il nocciolino, un
comunissimo combustibile utilizzato spesso per
alimentare le comuni stufe.
Un’installazione dunque, presente
in molti comuni della Puglia e, spesso, presente
nelle vicinanze del centro abitato. “Nessuno
ecomostro”, afferma il Direttore, “Si rischia di
fare una confusione con la Copersalento che nulla ha
che fare con la produzione di nocciolino”. Una
struttura che presenta macchinari sofisticati con le
più moderne tecnologie, che permettono un costante
monitoraggio delle emissioni grazie ad una
centralina posta sull’alto comignolo dell’azienda.
“Il danno ambientale ci sarebbe qualora ci fosse una
produzione di fumi nocivi, qui si parla
prevalentemente di vapore acqueo, quella residua
parte di polveri viene trattenuta, per la maggior
parte, dal sistema di abbattimento dei fumi che fa
parte del nostro impianto”, commenta il direttore.
Una struttura che opera a pieno regime solo nei tre
mesi invernali, il periodo che va da Novembre a
Gennaio, che tratta esclusivamente sansa proveniente
dalla nostra regione e che conclude il suo ciclo di
lavorazione nelle 8 ore, senza stoccaggio. Per gli
altri nove mesi, invece, l’azienda si adopera per la
vendita del nocciolino confezionato, prodotto
venduto nei più comuni supermercati. Un’azienda
italiana, gestita da vegliesi ma che, allo stato
attuale è si finita ma ferma, in attesa delle
autorizzazioni, soprattutto dell’indispensabile
autorizzazione provinciale che permette l’immissione
dei fumi nell’atmosfera.
Una “mistificazione”, a detta del
direttore, quella compiuta dai comuni limitrofi che
hanno di conseguenza alimentato una serie di cattive
informazioni su un impianto che con i comuni
sansifici non ha nulla a che fare. Intanto, oltre
300 curricula giacciono negli scaffali dei moderni
uffici, “Nessuno potrà mai ripagarci del danno
economico che stiamo subendo” conclude Mauro
Spagnulo. |