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Notizie
   27 febbraio 2009 - dalla Gazzetta del Mezzogiorno

 

VEGLIE ACCOLTI I RICORSI CONTRO L’AUTORIZZAZIONE DEL COMUNE

AL PROGETTO DELLA OIL SALENTO
Il Tar di Lecce boccia il sansificio non può sorgere in una zona agricola di grande pregio come il Parco del Negroamaro
 

di Katia Manca

 

Il Tar accoglie i ricorsi contro il contestato sansificio della Oil Salento e annulla gli atti con cui il dirigente comunale ne aveva autorizzato l’attivazione.
La prima sezione del Tribunale amministrativo di Lecce, presieduta dal magistrato Aldo Ravalli, ha accolto i ricorsi dei Comuni di Salice, Porto Cesareo, Sandonaci, Guagnano e San Pancrazio, difesi dagli avvocati Pietro Quinto e Adriano Tolomeo, il ricorso proposto da privati cittadini, rappresentati dall’avvocato Gianluigi Manelli, dall’Associazione delle Masserie, assistiti dall’avvocato Angelo Vantaggiato (ricorso rafforzato da un intervento ad adiuvandum della tenuta Materdomini, di Pierandrea Semeraro, difesa dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani) e dall’Associazio - ne dei consumatori organizzati, rappresentata dagli avvocati Luigi Quinto ed Enrico Pellegrini. I ricorsi erano tutti volti a chiedere l’annullamento del permesso di costruire che il Comune aveva rilasciato all’azienda Panarese per la realizzazione di un opificio industriale per la produzione di nocciolino di sansa. Nullaosta concesso senza interessare preventivamente coloro che
potenzialmente avrebbero potuto subire un danno dalla localizzazione dell’impianto e dalla sua attività.
«Si tratta di un importante principio di diritto - dice l’avvocato Quinto - che stabilisce per la prima volta l’essenzialità, alla luce della legge 241/90 sul procedimento amministrativo, della più larga partecipazione sia dei privati che degli enti pubblici portatori degli interessi confliggenti perché il procedimento amministrativo di un autorizzazione possa tenere conto delle molteplici esigenze cui ciascuno è portatore. E’ questo il senso dello stato-comunità nel quale i diritti individuali vanno contemperati con gli interessi generali».
I ricorrenti avevano lamentato, oltre alla violazione procedimentale anche una errata localizzazione dell’impianto: il Comune di Veglie avrebbe dato il nullaosta ad un intervento a carattere squisitamente industriale in una zona a spiccata vocazione agricola, in palese violazione delle norme tecniche d’attuazione del Prg. «Dette norme prevedono la possibilità di realizzare degli opifici industriali in zona agricola solo a condizione che si tratti di un’attività connessa con l’agricoltura. L’intervento della Oil Salento - precisano gli avvocati ricorrenti - si pone quindi in aperto contrasto con la disciplina tecnica comunale, prevedendo la lavorazione non già di un prododtto agricolo, bensì di una materia derivante da diverso ciclo produttivo, qual è appunto la sansa. Il contrasto con la disciplina tecnica di zona emerge inoltre anche dalla finalità perseguita dall’impianto: la produzione di un biocombustibile che nulla ha a che vedere con l’attività agricola».
«Per non parlare poi - aggiungono gli avvocati delle parti ricorrenti - del fatto che l’impianto si inserisce nel Parco del Negroamaro, in cui sono in attività numerose aziende agricole ed agrituristiche che soffrirebbero un indubbio pregiudizio dall’attività dell’impianto». Tutto da rifare, quindi, con la più ampia partecipazione possibile di tutti i soggetti interessati.
 

INTERVIENE LA COORDINATRICE DEL COMITATO «AMBIENTE SANO»
«Abbiamo sempre sostenuto che il procedimento era illegittimo»
 

di k.m.

 

«La sentenza del Tar è una piccola vittoria per quanti si oppongono da sempre alla realizzazione del sansificio nel Parco del Negroamaro». A parlare è Serena Saponaro, coordinatrice del Comitato «Ambiente Sano», che, insieme agli altri componenti del comitato, esulta per la decisione espressa dal Tar.
Con un breve giro di telefonate la notizia ha fatto il giro di tutti i cittadini impegnati nella battaglia. «Ci riteniamo soddisfatti per quanto è stato deciso - dice Saponaro - Il nostro Comitato, costituito da semplici cittadini, si è sempre battuto a difesa dell’ambiente e della salute. Alla luce della sentenza, la nostra attività non può più essere definita semplice strumentalizzazione politica. Questo trova conferma nella stessa decisione dei giudici, che parlano di mancato coinvolgimento dei cittadini, senza la benché minima forma di pubblicità e senza interessare tra l’altro le aziende agricole che a causa dell’opi - ficio avrebbero subìto effetti negativi».
«Abbiamo sempre sostenuto- continua - che il procedimento amministrativo attivato dal Comune era illegittimo perché non aveva dato la possibilità a tutti i soggetti interessati di partecipare. Naturalmente il Comitato continuerà a vigilare su questa vicenda e soprattutto si impegnerà a chiedere alla Provincia di revocare la determina dirigenziale del 18 gennaio scorso con cui il responsabile del servizio rifiuti, Da - rio Corsini, ha ritenuto non necessaria la procedura di Valutazione di impatto ambientale all’impianto della Oil Salento. Questo provvedimento - conclude la coordinatrice - non ha più senso di esistere perché si basa su un impianto che non ha più i titoli autorizzativi perché sono stati annullati».

 

Tutte le tappe della vicenda Sette mesi di pareri e polemiche

 

La vicenda sansificio si apre ad agosto 2008 con il provvedimento che ne autorizza l’insediamento da parte del dirigente comunale Antonello Anglano. Un’iniziativa che ha scatenato un vespaio di polemiche. Infatti sin da subito cittadini, imprenditori agricoli, rappresentanti politici della cittadina, sindaci dei comuni limitrofi sbarrano la strada all’opificio. Contro l’impianto si costituisce anche il comitato “Ambiente Sano”. I sindaci dei comuni limitrofi sono i primi ad impugnare il provvedimento, seguiti dalle aziende agricole e dai cittadini. Il caso scuote anche la maggioranza Fai con le dimissioni dell’assessore alla Sanità Maria Calcagnile, prendono le distanze anche i consiglieri Cosimo Spagnolo e Stefania Capoccia. L’azienda così fa un passo indietro decidendo di produrre solo nocciolino di sansa. La Provincia delega all’Università del Salento la pre valutazione dell’impatto ambientale del progetto. La quantità e la qualità delle prescrizioni elencate dall’ateneo in merito al progetto gettano in allarme alcuni consiglieri provinciali di maggioranza. Pertanto, il presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, su richiesta degli stessi consiglieri, blocca la determina provinciale che esclude la Via sull'impianto della Oil Salento, in attesa del pronunciamento del Tar.