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di Katia Manca
Il Tar accoglie i ricorsi contro il
contestato sansificio della Oil Salento e annulla gli atti con cui
il dirigente comunale ne aveva autorizzato l’attivazione.
La prima sezione del Tribunale amministrativo di Lecce, presieduta
dal magistrato Aldo Ravalli, ha accolto i ricorsi dei Comuni di
Salice, Porto Cesareo, Sandonaci, Guagnano e San Pancrazio, difesi
dagli avvocati Pietro Quinto e Adriano Tolomeo, il ricorso proposto
da privati cittadini, rappresentati dall’avvocato Gianluigi Manelli,
dall’Associazione delle Masserie, assistiti dall’avvocato Angelo
Vantaggiato (ricorso rafforzato da un intervento ad adiuvandum della
tenuta Materdomini, di Pierandrea Semeraro, difesa dall’avvocato
Saverio Sticchi Damiani) e dall’Associazio - ne dei consumatori
organizzati, rappresentata dagli avvocati Luigi Quinto ed Enrico
Pellegrini. I ricorsi erano tutti volti a chiedere l’annullamento
del permesso di costruire che il Comune aveva rilasciato all’azienda
Panarese per la realizzazione di un opificio industriale per la
produzione di nocciolino di sansa. Nullaosta concesso senza
interessare preventivamente coloro che
potenzialmente avrebbero potuto subire un danno dalla localizzazione
dell’impianto e dalla sua attività.
«Si tratta di un importante principio di diritto - dice l’avvocato
Quinto - che stabilisce per la prima volta l’essenzialità, alla luce
della legge 241/90 sul procedimento amministrativo, della più larga
partecipazione sia dei privati che degli enti pubblici portatori
degli interessi confliggenti perché il procedimento amministrativo
di un autorizzazione possa tenere conto delle molteplici esigenze
cui ciascuno è portatore. E’ questo il senso dello stato-comunità
nel quale i diritti individuali vanno contemperati con gli interessi
generali».
I ricorrenti avevano lamentato, oltre alla violazione procedimentale
anche una errata localizzazione dell’impianto: il Comune di Veglie
avrebbe dato il nullaosta ad un intervento a carattere squisitamente
industriale in una zona a spiccata vocazione agricola, in palese
violazione delle norme tecniche d’attuazione del Prg. «Dette norme
prevedono la possibilità di realizzare degli opifici industriali in
zona agricola solo a condizione che si tratti di un’attività
connessa con l’agricoltura. L’intervento della Oil Salento -
precisano gli avvocati ricorrenti - si pone quindi in aperto
contrasto con la disciplina tecnica comunale, prevedendo la
lavorazione non già di un prododtto agricolo, bensì di una materia
derivante da diverso ciclo produttivo, qual è appunto la sansa. Il
contrasto con la disciplina tecnica di zona emerge inoltre anche
dalla finalità perseguita dall’impianto: la produzione di un
biocombustibile che nulla ha a che vedere con l’attività agricola».
«Per non parlare poi - aggiungono gli avvocati delle parti
ricorrenti - del fatto che l’impianto si inserisce nel Parco del
Negroamaro, in cui sono in attività numerose aziende agricole ed
agrituristiche che soffrirebbero un indubbio pregiudizio
dall’attività dell’impianto». Tutto da rifare, quindi, con la più
ampia partecipazione possibile di tutti i soggetti interessati.
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di k.m.
«La sentenza del Tar è una piccola
vittoria per quanti si oppongono da sempre alla realizzazione del
sansificio nel Parco del Negroamaro». A parlare è Serena Saponaro,
coordinatrice del Comitato «Ambiente Sano», che, insieme agli altri
componenti del comitato, esulta per la decisione espressa dal Tar.
Con un breve giro di telefonate la notizia ha fatto il giro di tutti
i cittadini impegnati nella battaglia. «Ci riteniamo soddisfatti per
quanto è stato deciso - dice Saponaro - Il nostro Comitato,
costituito da semplici cittadini, si è sempre battuto a difesa
dell’ambiente e della salute. Alla luce della sentenza, la nostra
attività non può più essere definita semplice strumentalizzazione
politica. Questo trova conferma nella stessa decisione dei giudici,
che parlano di mancato coinvolgimento dei cittadini, senza la benché
minima forma di pubblicità e senza interessare tra l’altro le
aziende agricole che a causa dell’opi - ficio avrebbero subìto
effetti negativi».
«Abbiamo sempre sostenuto- continua - che il procedimento
amministrativo attivato dal Comune era illegittimo perché non aveva
dato la possibilità a tutti i soggetti interessati di partecipare.
Naturalmente il Comitato continuerà a vigilare su questa vicenda e
soprattutto si impegnerà a chiedere alla Provincia di revocare la
determina dirigenziale del 18 gennaio scorso con cui il responsabile
del servizio rifiuti, Da - rio Corsini, ha ritenuto non necessaria
la procedura di Valutazione di impatto ambientale all’impianto della
Oil Salento. Questo provvedimento - conclude la coordinatrice - non
ha più senso di esistere perché si basa su un impianto che non ha
più i titoli autorizzativi perché sono stati annullati». |
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La vicenda sansificio si apre ad agosto
2008 con il provvedimento che ne autorizza l’insediamento da parte
del dirigente comunale Antonello Anglano. Un’iniziativa che ha
scatenato un vespaio di polemiche. Infatti sin da subito cittadini,
imprenditori agricoli, rappresentanti politici della cittadina,
sindaci dei comuni limitrofi sbarrano la strada all’opificio. Contro
l’impianto si costituisce anche il comitato “Ambiente Sano”. I
sindaci dei comuni limitrofi sono i primi ad impugnare il
provvedimento, seguiti dalle aziende agricole e dai cittadini. Il
caso scuote anche la maggioranza Fai con le dimissioni
dell’assessore alla Sanità Maria Calcagnile, prendono le distanze
anche i consiglieri Cosimo Spagnolo e Stefania Capoccia. L’azienda
così fa un passo indietro decidendo di produrre solo nocciolino di
sansa. La Provincia delega all’Università del Salento la pre
valutazione dell’impatto ambientale del progetto. La quantità e la
qualità delle prescrizioni elencate dall’ateneo in merito al
progetto gettano in allarme alcuni consiglieri provinciali di
maggioranza. Pertanto, il presidente della Provincia Giovanni
Pellegrino, su richiesta degli stessi consiglieri, blocca la
determina provinciale che esclude la Via sull'impianto della Oil
Salento, in attesa del pronunciamento del Tar. |