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Ora il pianeta degli anni corti, dei ragazzini dalle gambe
larghe e le mani in tasca, smanetta su internet, basta guardare su
alcuni blogs e accorgersi dei tanti ragazzi che perdono tempo e
sonno, a raccontarsi il proprio sballo, il trip appena concluso, da
iniziare a breve, per l’ennesima volta.
Ognuno spinge avanti l’altro, ciascuno affascina l’altro, imprudenti
al salto in avanti, che a gioco lungo non fa sconti a nessuno,
neppure di fronte a due occhi spaventati costretti alla ritirata.
Droga a valanga, la solita, quella nuova, adesso anche le erbe,
definite droghe finte, eppure sono sostanze devastanti, per quantità
e modalità di uso, contengono principi attivi, causano effetti
somiglianti alle sostanze di sempre, occorre predisporsi a quali
diagnosi verranno individuate.
Hanno nomi sempre meno uguali, Kratom, Spice gold, Sniff, per meglio
sedurre i nuovi arrivi per l’inferno che verrà, perché statene certi
che arriverà.
Adolescenti e droga, come se afferrare una canna, una pasticca, una
polvere, fosse semplice più ancora di ottenere un’autorizzazione a
trasgredire una norma, e mandare a quel paese una regola.
“Droga e mi calo giù, tutto qui, e non rompetemi l’anima”, questo il
leit motiv delle ultime stagioni, l’istanza che sale alta da un
quattordicenne, che formato lo è dalla play station, dalla voglia di
uscire dalla propria periferia adolescenziale.
Parlando con un ragazzo sospeso per qualche giorno da scuola, non
una parola importante sull’accaduto, sull’infrazione commessa, non
un sussulto di rimorso, piuttosto un lamento persistente di
giustificazioni, completamente assente di motivazioni, distante da
un riesame critico dell’evento.
Un ragazzo come tanti altri, educato, pulito, eppure dentro
un’insignificanza comportamentale stupefacente, poco interessato
alle strade del mondo, alle scelte da fare, certo di farcela a
delegare ad altri la fatica dello studio e del rispetto delle
regole, un ragazzo preso in mezzo tra internet e il quad nuovo
fiammante.
Un adolescente, a farsi una canna o una pipetta di roba da
supermercato delle idiozie, è così normale l’indulgenza politica da
diventare prassi culturale, fino a essere scandaloso scandalizzarsi,
in fin dei conti non occorre esagerare, creare panico, c’è una
gioventù capricciosa è vero, ma che verrà ricondotta alla ragione,
dalla nostra capacità di confrontarci e dialogare, di mettere in
campo strumenti educatici e preventivi efficaci. Intanto però ci
muoviamo sui detriti causati da questo disagio, lo facciamo con
risposte immediate ma semplicistiche, continuando a fare i conti con
quella imperturbabilità del mondo giovanile protesa all’incontro di
azioni di vera e propria devianza.
Navi da guerra con le stive piene di codicilli e sicurezza, nel
frattempo si oltrepassa il limite della prudenza con gli estratti
vegetali che comunque potrebbero contenere sostanze psico attive.
Appare evidente che c’è una accondiscendenza da teatrino del dubbio,
per questo dramma persistente che la droga moltiplica e accentua,
massacrando i ragazzi e le famiglie, lasciati senza difese, privati
persino dell’ultima certezza, quella di meritare un futuro migliore.
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