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La Provincia di Lecce esclude la
Via sull'impianto della OilSalento, subordinandola all’ottemperanza
di alcune specifiche prescrizioni, ma la scelta fa insorgere alcuni
consiglieri provinciali di maggioranza.
La decisione è stata disposta con determina dirigenziale il 18
gennaio scorso, dal responsabile Provinciale del servizio rifiuti,
Dario Corsini. Le prescrizioni, invece, sono quelle indicate
dall’Università del Salento nella relazione di consulenza
tecnico-scientifica, a supporto dell’istrut - toria di verifica di
assoggettabilità a Valutazione
di
impatto ambientale, ordinata dalla stessa Provincia, a cura della
commissione composta dai professori Giovanni Zurlino, Antonio
Ficarella, Luigi Ranieri, Gianpiero Colangelo. Proprio «la quantità
e la qualità delle prescrizioni» gettano in allarme i consiglieri
provinciali di maggioranza Donato De Mitri, Roberto Schiavone, Maria
Antonietta Capone, Donato Margarito, Nicolino Sticchi e Venanzio
Dell’Anna. I quali, in una lettera inviata al Presidente della
Provincia Giovanni Pellegrino e all’as - sessore all’Ambiente Gianni
Scognamillo, fanno sapere che proprio a seguito delle suddette
prescrizioni «non si possa fare a meno di sottoporre il progetto a
Via. Gli esperti prescrivono che la Oil-Salento - dicono i
consiglieri - operi nell’ambito di un bacino di approvvigionamento
della sansa vergine che abbia dimensioni in linea di massima non
superiore a 100 chilometri, al fine di assicurare un processo
produttivo basato sulla filiera corta. E su questo punto più volte
abbiamo cercato di far rilevare che le potenzialità dell’impianto
erano debordanti rispetto alle esigenze della zona». Altre
prescrizioni riguardano i cattivi odori e le polveri sottili. «Quest’ultime,
come scrivono gli stessi professionisti - continuano - non sono
eliminabili e i rischi di superare i limiti dalla legge sono alti.
Infine, va considerato che la commissione stessa esclude che si
tratti di un’attività connessa all’agricoltura». Infatti, la
commissione stabilisce che la natura della sansa umida utilizzata
dall’im - pianto «non rientra nella nozione di sottoprodotto».
Riaprendo la diatriba, in realtà non ancora chiusa,
sull'insediamento dell’opificio in zona agricola senza una variante
urbanistica, che ha determinato i quattro ricorsi avanzati contro il
provvedimento di autorizzazione, rilasciato dal Comune di Veglie
alla Oil ad agosto scorso. A tal proposito, i consiglieri
provinciali ricordano che, «ove fossero accolti i ricorsi tutta la
procedura verrebbe posta nel nulla, sicché sarebbe anche opportuno
procedere con cautela attendendo il pronunciamento del Tar».
Soddisfazione sul risultato ottenuto dal direttore della OilSalento
Mauro Spagnolo: «Alla luce dei risultati degli esiti a cui
l’Università e l’Autori - tà competente in materia di emissioni di
fumi sono pervenute, il nostro impianto di essiccazione, non può
essere più considerato dannoso per la salute». Non è dello stesso
parere il Comitato Ambiente Sano. «La commissione ha subordinato la
non assoggettabilità a Via a ben 11 prescrizioni per la tutela della
salute dei cittadini. Continueremo a vigilare. Dispiace, inoltre,
come l’amministrazione Fai, tramite il responsabile Antonio Anglano,
dal quale lo stesso sindaco aveva preso le distanze, ha espresso
ancora una volta parere contrario alla Via sul progetto.
Katia Manca
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