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Lettere
   03 febbraio 2009 - dalla Gazzetta del Mezzogiorno

 

LA PROVINCIA ESCLUDE LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE SUBORDINANDOLA ALL’OTTEMPERANZA DI SPECIFICHE PRESCRIZIONI

 

Niente «Via» al sansificio ma la decisione divide

 

Un gruppo di consiglieri lancia l’allarme; soddisfatta l’azienda. Il Comitato Aria sana: «Non ci arrenderemo»


 

La Provincia di Lecce esclude la Via sull'impianto della OilSalento, subordinandola all’ottemperanza di alcune specifiche prescrizioni, ma la scelta fa insorgere alcuni consiglieri provinciali di maggioranza.
    La decisione è stata disposta con determina dirigenziale il 18 gennaio scorso, dal responsabile Provinciale del servizio rifiuti, Dario Corsini. Le prescrizioni, invece, sono quelle indicate dall’Università del Salento nella relazione di consulenza tecnico-scientifica, a supporto dell’istrut - toria di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale, ordinata dalla stessa Provincia, a cura della commissione composta dai professori Giovanni Zurlino, Antonio Ficarella, Luigi Ranieri, Gianpiero Colangelo. Proprio «la quantità e la qualità delle prescrizioni» gettano in allarme i consiglieri provinciali di maggioranza Donato De Mitri, Roberto Schiavone, Maria Antonietta Capone, Donato Margarito, Nicolino Sticchi e Venanzio Dell’Anna. I quali, in una lettera inviata al Presidente della Provincia Giovanni Pellegrino e all’as - sessore all’Ambiente Gianni Scognamillo, fanno sapere che proprio a seguito delle suddette prescrizioni «non si possa fare a meno di sottoporre il progetto a Via. Gli esperti prescrivono che la Oil-Salento - dicono i consiglieri - operi nell’ambito di un bacino di approvvigionamento della sansa vergine che abbia dimensioni in linea di massima non superiore a 100 chilometri, al fine di assicurare un processo produttivo basato sulla filiera corta. E su questo punto più volte abbiamo cercato di far rilevare che le potenzialità dell’impianto erano debordanti rispetto alle esigenze della zona». Altre prescrizioni riguardano i cattivi odori e le polveri sottili. «Quest’ultime, come scrivono gli stessi professionisti - continuano - non sono eliminabili e i rischi di superare i limiti dalla legge sono alti. Infine, va considerato che la commissione stessa esclude che si tratti di un’attività connessa all’agricoltura». Infatti, la commissione stabilisce che la natura della sansa umida utilizzata dall’im - pianto «non rientra nella nozione di sottoprodotto». Riaprendo la diatriba, in realtà non ancora chiusa, sull'insediamento dell’opificio in zona agricola senza una variante urbanistica, che ha determinato i quattro ricorsi avanzati contro il provvedimento di autorizzazione, rilasciato dal Comune di Veglie alla Oil ad agosto scorso. A tal proposito, i consiglieri provinciali ricordano che, «ove fossero accolti i ricorsi tutta la procedura verrebbe posta nel nulla, sicché sarebbe anche opportuno procedere con cautela attendendo il pronunciamento del Tar». Soddisfazione sul risultato ottenuto dal direttore della OilSalento Mauro Spagnolo: «Alla luce dei risultati degli esiti a cui l’Università e l’Autori - tà competente in materia di emissioni di fumi sono pervenute, il nostro impianto di essiccazione, non può essere più considerato dannoso per la salute». Non è dello stesso parere il Comitato Ambiente Sano. «La commissione ha subordinato la non assoggettabilità a Via a ben 11 prescrizioni per la tutela della salute dei cittadini. Continueremo a vigilare. Dispiace, inoltre, come l’amministrazione Fai, tramite il responsabile Antonio Anglano, dal quale lo stesso sindaco aveva preso le distanze, ha espresso ancora una volta parere contrario alla Via sul progetto.

 

Katia Manca