|
Commento Parola di Vita – mese Febbraio
2009
“Se uno
viene a me e non pospone suo padre, sua madre,
la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria
vita, non può essere mio discepolo” |
|
Il tema della Parola di Vita di questo mese è tratto dal Vangelo di
Luca (14, 25-33); queste parole, sopra citate, sono riportate nel
versetto 26, in cui pur collocando il verbo “odiare” nel suo
significato più proprio di posporre decisamente, queste parole di
Gesù mantengono intatta la propria forza. L’essere discepolo di Gesù
è una scelta radicale, senza compromessi. Questo perché l’incontro
con il Dio di misericordia, può avere come risposta da parte
dell’uomo e della donna solo un amore esclusivo e totale.
Scegliere Cristo esige la prontezza a posporre i legami familiari e
la propria vita, per essere veramente suoi discepoli.
Ogni cristiano, se vuole essere realmente discepolo di Gesù, deve
essere sempre pronto a rinunciare effettivamente all’amore di
genitori, figli, coniuge, fratelli, pur di rimanere federe alla Sua
chiamata.
Ora mi domando: se uno dei dieci comandamenti dice che bisogna
onorare il padre e la madre, come si può seguire la chiamata di Gesù,
operare una propria scelta, ignorando il padre, la madre, la moglie,
i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita?
Leggendo attentamente la Parola di Vita di questo mese, Chiara
Lubich mi da subito una risposta: chi non ha lotta, non ha vittoria.
Secondo il mio punto di vista, non bisogna mai posporre il padre, la
madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la
propria vita di fronte a una propria scelta, a un proprio desiderio,
perché amo Dio amando i miei, onoro i miei amando Dio.
Da Dio viene la vita: coloro che me l’hanno comunicata sono Suo
strumento.
A volte, a causa di alcuni miei sbagli, mi considero debitore nei
confronti dei miei genitori, dei miei fratelli e di coloro che mi
sono accanto; però, essi sono stati, sono e saranno segno dell’amore
di Dio per me, per questo, anche se qualche volta, non realizzo una
mia scelta, a causa di un loro impedimento, cerco di essere anch’io
dono di Dio per loro, non ignoro le loro necessità spirituali e
materiali, cerco prima di tutto la comunione fraterna, la pace, la
concordia.
|
|
La parola chiave della Parola di Vita di
questo mese è l’unità, infatti, Chiara Lubich ci ricorda che se i
membri di una comunità cristiana, parrocchiale, di una famiglia
attuano bene il loro modo di vivere, realizzano fra loro l’unità.
Domenica 18 Gennaio avrà inizio la Settimana per l’unità dei
cristiani che, terminerà Domenica 25 Gennaio 2009; non a caso, la
Parola di Vita di questo mese ci aiuta a riflettere e meditare su
questo tema di rilevante importanza, ma che oggi spesso ignobilmente
calpestiamo.
Una comunità cristiana, parrocchiale, una famiglia è composta da
diversi membri, ma il corpo è uno solo, Cristo, da cui bisogna
attingere quel carisma per ciascun uomo che incontriamo, per tutti
gli uomini della terra: l’amore.
Chiara Lubich ci ricorda che con l’amore verso chi ha bisogno, verso
il prossimo, le molte membra possono essere un sol corpo.
Concludo questa mia breve riflessione con la speranza che la
Settimana per l’unità dei cristiani sia occasione per ritrovare
quell’amore, a volte perduto, verso i nostri fratelli più bisognosi,
affinché l’unità di molte membra attraverso un sol corpo, sia la
vera protagonista non solo di questo mese ma di tutta la nostra
vita.
|