( chiudi la pagina )

Religione
   Commento alla "Parola di Vita" - di Andrea Coppola

 

 

Commento Parola di Vita – mese Febbraio 2009

“Se uno viene a me e non pospone suo padre, sua madre,
la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”


Il tema della Parola di Vita di questo mese è tratto dal Vangelo di Luca (14, 25-33); queste parole, sopra citate, sono riportate nel versetto 26, in cui pur collocando il verbo “odiare” nel suo significato più proprio di posporre decisamente, queste parole di Gesù mantengono intatta la propria forza. L’essere discepolo di Gesù è una scelta radicale, senza compromessi. Questo perché l’incontro con il Dio di misericordia, può avere come risposta da parte dell’uomo e della donna solo un amore esclusivo e totale.
Scegliere Cristo esige la prontezza a posporre i legami familiari e la propria vita, per essere veramente suoi discepoli.
Ogni cristiano, se vuole essere realmente discepolo di Gesù, deve essere sempre pronto a rinunciare effettivamente all’amore di genitori, figli, coniuge, fratelli, pur di rimanere federe alla Sua chiamata.
Ora mi domando: se uno dei dieci comandamenti dice che bisogna onorare il padre e la madre, come si può seguire la chiamata di Gesù, operare una propria scelta, ignorando il padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita?
Leggendo attentamente la Parola di Vita di questo mese, Chiara Lubich mi da subito una risposta: chi non ha lotta, non ha vittoria.
Secondo il mio punto di vista, non bisogna mai posporre il padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita di fronte a una propria scelta, a un proprio desiderio, perché amo Dio amando i miei, onoro i miei amando Dio.
Da Dio viene la vita: coloro che me l’hanno comunicata sono Suo strumento.
A volte, a causa di alcuni miei sbagli, mi considero debitore nei confronti dei miei genitori, dei miei fratelli e di coloro che mi sono accanto; però, essi sono stati, sono e saranno segno dell’amore di Dio per me, per questo, anche se qualche volta, non realizzo una mia scelta, a causa di un loro impedimento, cerco di essere anch’io dono di Dio per loro, non ignoro le loro necessità spirituali e materiali, cerco prima di tutto la comunione fraterna, la pace, la concordia.
 

Commento alla "Parola di Vita" del mese di gennaio 2009

 

"Molte sono le membra, ma uno solo il Corpo"

 

La parola chiave della Parola di Vita di questo mese è l’unità, infatti, Chiara Lubich ci ricorda che se i membri di una comunità cristiana, parrocchiale, di una famiglia attuano bene il loro modo di vivere, realizzano fra loro l’unità.
Domenica 18 Gennaio avrà inizio la Settimana per l’unità dei cristiani che, terminerà Domenica 25 Gennaio 2009; non a caso, la Parola di Vita di questo mese ci aiuta a riflettere e meditare su questo tema di rilevante importanza, ma che oggi spesso ignobilmente calpestiamo.
Una comunità cristiana, parrocchiale, una famiglia è composta da diversi membri, ma il corpo è uno solo, Cristo, da cui bisogna attingere quel carisma per ciascun uomo che incontriamo, per tutti gli uomini della terra: l’amore.
Chiara Lubich ci ricorda che con l’amore verso chi ha bisogno, verso il prossimo, le molte membra possono essere un sol corpo.
Concludo questa mia breve riflessione con la speranza che la Settimana per l’unità dei cristiani sia occasione per ritrovare quell’amore, a volte perduto, verso i nostri fratelli più bisognosi, affinché l’unità di molte membra attraverso un sol corpo, sia la vera protagonista non solo di questo mese ma di tutta la nostra vita.