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In
Puglia e nel Salento la pioggia continua a flagellare l’agricoltura.
Ammontano già a decine di milioni di euro i danni provocati dal
maltempo che, nei giorni scorsi, ha colpito on eccezionale violenza,
nello specifico, vaste aree agricole della nostra provincia.
A pagare lo scotto maggiore di condizioni metereologiche tanto
inclementi sono stati i comparti orticolo e olivicolo. E ad oggi
quintali di olive, strappate dai rami a causa del forte vento,
“annegano” ai piedi degli alberi e gli ortaggi marciscono nei campi
senza alcuna possibilità di essere “recuperati” e messi in ommercio.
Non che prima delle piogge degli ultimi giorni i diversi settori
dell’agricoltura pugliese se la passassero poi così bene. Produzioni
e commercializzione hanno dovuto fa i conti, infatti, con numerose
situazioni “calde” legate a una concorrenza più che sleale delle
merci estere, da una normativa europea sull’etichettatura che non
giova per nulla alle produzioni di qualità di casa nostra e ai
prezzi di cereali, olio e grano che continuano a crollare.
Se nel Salento, dunque, si moltiplicano manifestazioni e iniziative,
a volte palesemente provocatorie, come quella lanciata da un gruppo
di olivicoltori che hanno chiesto alla Regione il via libera allo
svellimento degli ulivi “improduttivi”, l’ultima allarmante notizia
giunge proprio da Col diretti Puglia Un 2009 che altri non può
definirsi per l’associazione di categoria se non un “Annus orribilis”
che sta nmietendo vittime anche in seno al reparto cerealicolo. E le
cattive notizie che continuano a “piovere” da più parti paiono
appartenere a un eroe proprio bollettino di guerra.
Le piogge torrenziali, fanno spaere da Coldiretti, starebbero
provocando un’asfissia radicale delle sementi e piantate e la
conseguente imposssibilità di seminare nuovamente a causa degli
allagamenti.
Non basta. A subire gravi danni sarebbero anche le stesse strtture
agricole. Smottamenti, muretti a secco distrutti dalla violenza
delle acque, fabbricati rurali allagati e collegamenti interrotti
starebbero contribuendo a rendere drammatica una situazione di ormai
difficilissima gestione.
“Dopo la cris di mercato che ha caratterizzato gli ultimi mesi del
2008 - dichiara il presidnete di Coldiretti Puglia Pietro Salcuni -
anche il 2009 si apre sotto i peggiori auspici soprattutto in
termini di quantità della produzione cerealicola che si prospetta
drasticamente ridimensionata.
Si tratta di venti calamitosi di eccezionale gravità che necessitano
di risposte concrete quanto tempestive”. Perchè, dunque, gli
interventi tarderebbero a giungere?
Secondo Coldiretti le maggiori responsabilità di talei vane attese
starebbero proprio in un sistema di interventio eccessivamente
burocratizzato per cui i tempi di erogazione delle sovvenzioni
potrebbero definirsi “biblici”.
Nonostante ciò, tuttavia, Col diretti così come altre associazioni,
e numerosi consorzi invocano pert la Puglia lo stato di calamità
naturale. Oltre, dunque, ai fondi della Protezione Civile,
finalizzati al ripristino delle attività produttive, ai produttori
secondo Coldiretti dovrebbe spettare anche il sostegno economico e
finanziario della Comunità Europea. “In questo contesto infatti -
specifica il direttore Antonio De Concilio - è fondamentale
riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella
gtestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali. Ogni
coltivatore è chiamato a conservare habitat naturali, a difendere il
territorio e a proteggere le cque, requisiti indispensabili per
accedere ia finanziamenti europei
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