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   21 gennaio 2009 -

Da Il Paese Nuovo di Domenica 18 gennaio 2009

SOS olio: dopo le piogge subito lo stato di calamità

 

In Puglia e nel Salento la pioggia continua a flagellare l’agricoltura.
Ammontano già a decine di milioni di euro i danni provocati dal maltempo che, nei giorni scorsi, ha colpito on eccezionale violenza, nello specifico, vaste aree agricole della nostra provincia.
A pagare lo scotto maggiore di condizioni metereologiche tanto inclementi sono stati i comparti orticolo e olivicolo. E ad oggi quintali di olive, strappate dai rami a causa del forte vento, “annegano” ai piedi degli alberi e gli ortaggi marciscono nei campi senza alcuna possibilità di essere “recuperati” e messi in ommercio.
Non che prima delle piogge degli ultimi giorni i diversi settori dell’agricoltura pugliese se la passassero poi così bene. Produzioni e commercializzione hanno dovuto fa i conti, infatti, con numerose situazioni “calde” legate a una concorrenza più che sleale delle merci estere, da una normativa europea sull’etichettatura che non giova per nulla alle produzioni di qualità di casa nostra e ai prezzi di cereali, olio e grano che continuano a crollare.
Se nel Salento, dunque, si moltiplicano manifestazioni e iniziative, a volte palesemente provocatorie, come quella lanciata da un gruppo di olivicoltori che hanno chiesto alla Regione il via libera allo svellimento degli ulivi “improduttivi”, l’ultima allarmante notizia giunge proprio da Col diretti Puglia Un 2009 che altri non può
definirsi per l’associazione di categoria se non un “Annus orribilis” che sta nmietendo vittime anche in seno al reparto cerealicolo. E le cattive notizie che continuano a “piovere” da più parti paiono appartenere a un eroe proprio bollettino di guerra.
Le piogge torrenziali, fanno spaere da Coldiretti, starebbero provocando un’asfissia radicale delle sementi e piantate e la conseguente imposssibilità di seminare nuovamente a causa degli allagamenti.
Non basta. A subire gravi danni sarebbero anche le stesse strtture agricole. Smottamenti, muretti a secco distrutti dalla violenza delle acque, fabbricati rurali allagati e collegamenti interrotti starebbero contribuendo a rendere drammatica una situazione di ormai difficilissima gestione.
“Dopo la cris di mercato che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2008 - dichiara il presidnete di Coldiretti Puglia Pietro Salcuni - anche il 2009 si apre sotto i peggiori auspici soprattutto in termini di quantità della produzione cerealicola che si prospetta drasticamente ridimensionata.
Si tratta di venti calamitosi di eccezionale gravità che necessitano di risposte concrete quanto tempestive”. Perchè, dunque, gli interventi tarderebbero a giungere?
Secondo Coldiretti le maggiori responsabilità di talei vane attese starebbero proprio in un sistema di interventio eccessivamente burocratizzato per cui i tempi di erogazione delle sovvenzioni potrebbero definirsi “biblici”.
Nonostante ciò, tuttavia, Col diretti così come altre associazioni, e numerosi consorzi invocano pert la Puglia lo stato di calamità naturale. Oltre, dunque, ai fondi della Protezione Civile, finalizzati al ripristino delle attività produttive, ai produttori secondo Coldiretti dovrebbe spettare anche il sostegno economico e finanziario della Comunità Europea. “In questo contesto infatti - specifica il direttore Antonio De Concilio - è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gtestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali. Ogni coltivatore è chiamato a conservare habitat naturali, a difendere il territorio e a proteggere le cque, requisiti indispensabili per accedere ia finanziamenti europei