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Alle
autorità competenti
FERMATE IL MEGASANSIFICIO
DELLA OIL SALENTO DI VEGLIE

Nel cuore dell’Arneo, in zona agricola, senza
alcuna variante urbanistica, la OIL Salento di Veglie, dei fratelli
Panarese, sta tentando di realizzare un impianto
industriale-commerciale per la lavorazione della sansa in contrada
“La Casa”.
E’ un impianto
ENORME (il 3° in Europa):
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ha una superficie di quasi 7.500 mq,
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due forni con sei bruciatori per una potenza termica di 48 MW,
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un camino alto 40 m. e diametro di 2,50 m,
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emette fumi a temperatura di circa 110° C e ha una portata di
circa 160.000 Normalmc/h,
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lavorerà 13.000 quintali di sansa al giorno, provenienti dal
Salento e da tutta la Puglia, per produrre 3.200 quintali di
nocciolino al giorno,
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brucerà circa 1.000 quintali al giorno di derivati della sansa.
E’ un impianto
DANNOSO:
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per i composti impattanti (polveri sottili e sottilissime, che
trascinano ceneri contenenti metalli pesanti cancerogeni, fumi
che contengono IPA, ossidi di azoto e di zolfo, monossido di
carbonio, carbonio organico totale -COT, acido cloridrico e
diossine) emessi dal camino, soprattutto per la loro quantità,
che producono danni all’aria, al suolo, alla falda acquifera,
alla fauna, alla flora, al paesaggio e ai siti agronomici di
particolare interesse presenti in Arneo; ovviamente non sono
meno nocivi per la salute umana;
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per i cattivi odori e il rumore.
E’ un impianto
INSOSTENIBILE
per il territorio
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il Comune di Veglie non ha chiesto una Valutazione di Impatto
Ambientale e/o verifiche-studi di fattibilità ambientale. Ma lo
stato di fatto indica che la qualità dell’aria nel sito di
interesse è già fortemente compromessa per i fumi dell’ILVA di
Taranto e per i fumi della Centrale di CERANO: le centraline
ARPA della zona (Guagnano, San Pancrazio e Arnesano) segnalano
che negli ultimi tre anni vi è stato un elevato numero di
superamenti della concentrazione ammessa di PM10, per non
parlare delle polveri ancora più piccole e più pericolose (cfr.
Osservazioni sulla Relazione di verifica di assoggettabilità a
V.I.A. dei ricercatori del CNR di Bologna e Lecce);
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mancano nella zona infrastrutture viarie adeguate per il
trasporto della sansa in entrata e del nocciolino in uscita.
E’ un impianto
INCOMPATIBILE con lo sviluppo
rurale:
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va in direzione opposta ai progetti del Parco del Negroamaro, di
Agenda 21 e dei Programmi Leader+ (due già realizzati e uno in
fase di avvio);
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è
in contrasto con le produzioni del vino DOC Salice, Leverano,
Nardò e Copertino ed è situato nel cuore della Strada dell’olio
extravergine di oliva DOP “Jonica-Antica Terra d’Otranto”;
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è
la fine delle rinomate aziende vinicole, olearie,
dell’agriturismo e del turismo rurale.
E’ un impianto
NATO VECCHIO:
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per il materiale che intende produrre, in quanto il nocciolino,
nelle piccole caldaie domestiche pone problemi di accensione,
emette cattivi odori e sporca gli scambiatori e la canna
fumaria;
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per l’impianto di abbattimento fumi e polveri previsto, che non
è classificato tra le migliori e più avanzate tecnologie;
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perché non tiene conto che sono già in atto nuove esperienze,
testate dal CNR, che mediante un riciclaggio eco-compatibile
delle sanse e delle acque di vegetazione, ottengono un materiale
organico con caratteristiche chimicofisiche assimilabili a
quelle di un concime organico od organico minerale, ed offrono
la possibilità di recuperare, a monte del refluo, il nocciolino
da destinare ad altri impieghi economicamente vantaggiosi, con
conseguente eliminazione delle problematiche ambientali causate
dai sansifici.
E’ un impianto
IMPOSTO ALLE POPOLAZIONI:
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le autorizzazioni comunali sono state date, in tutta fretta,
l’11 agosto 2008, da un funzionario e avallate, di fatto, dalla
Amministrazione Comunale di Veglie;
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non è stata data nessuna pubblicità al progetto, in avvio del
procedimento, per consentire l’intervento dei cittadini
controinteressati;
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tutte le popolazioni interessate e 8 consigli comunali (Salice,
Guagnano, Porto Cesareo, Nardò, Novoli, San Pancrazio, San
Donaci, Leverano) dei paesi limitrofi si sono pronunciati contro
il sansificio;
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contro i provvedimenti del Comune di Veglie sono stati
presentati 6 articolati ricorsi al Tar di Lecce (da 140
cittadini, dall’Associazione “Salento Terra d’Arneo”-24
agriturismi, da 5 comuni -Salice, Sandonaci, San Pancrazio,
Guagnano, Porto Cesareo-, dal Consorzio di tutela “Salice
Salentino doc”, dalla “Tenute Mater Domini”, dall’Associazione
Consumatori Organizzati).
FERMATELO!!!
IL COMITATO Ambiente Sano,
40 associazioni, gruppi e partiti locali, 24 aziende
agrituristiche, tutte le aziende agricole, vitivinicole e olearie
della zona
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