( chiudi la pagina )

Notizie
   13 gennaio 2009 - dalla Gazzetta del Mezzogiorno - Katia Manca

 

Nella "Vertenza Sansificio" il Comitato Ambiente Sano mette in campo le valutazioni di due specialisti

Il Cnr dice "no" a nuove emissioni


Sul caso sansificio entra in campo anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Il Comitato «Ambiente Sano», ha reso noto, durante l’annunciata conferenza stampa di ieri a Palazzo Adorno, le osservazioni di due ricercatori del Cnr, Marco Cervino e Cristina Mangia, sulla relazione di procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (Via) sull'impianto di contrada “La Casa”. Relazione redatta a dicembre dallo studio di progettazione dell’ingegnere Giuseppe Coluccia, commissionata dalla OilSalento su richiesta della Provincia di Lecce.
Dalle osservazioni degli esperti emerge come la qualità dell’aria nel sito di interesse sia già compromessa. Sul paragrafo relativo alla “produzione di emissione”, infatti, gli esperti evidenziano come nella relazione «la lista di composti impattanti emessi dall’impianto appare riduttiva: oltre alle polveri, ossidi di azoto e di zolfo, e monossido di carbonio, si devono ragionevolmente considerare», scrivono i ricercatori, «le altre sostanze previste dalla normativa citata, ovvero sostanze organiche volatili come Cot (carbonio organico totale) e acido cloridrico. La presenza del cloro nel nocciolino e ancor più nel polverino è rilevante sia per la formazione di Hcl che di diossine».
E gli esperti del Cnr aggiungono che anche le emissioni per la fornitura di sansa vergine e commercializzazione della sansa essiccata dovute ai mezzi di trasporto producono ulteriori inquinanti. «La criticità della qualità dell’aria nella zona rispetto alle concentrazioni di Pm10», concludono i due ricercatori, «impone a nostro avviso un’attenta valutazione dell’impatto di nuove emissioni di polveri come quelle previste dall’impianto in considerazione. Inoltre, dall’analisi delle relazioni Arpa si fa presente che i superamenti dei valori soglia del Pm10 vengono superati prevalentemente nei mesi che vanno da novembre a marzo, che corrispondono anche ai mesi in cui dovrebbe funzionare l’impianto». Nel dicembre 2006 e nel dicembre 2007 tutte e tre le centraline, posizionate ad Arnesano, Guagnano e San Pancrazio presentano un numero elevato di superamenti della concentrazione giornaliera di Pm10 rispetto ai limiti di legge, limiti che tra l’altro saranno abbassati a partire dal 2010».
Ieri, a confermare il loro “no al sansificio nel Parco del Negramaro”, c'erano tutti i soggetti interessati dall’insediamento produttivo, tranne il Comune di Veglie. Oltre il Comitato “Ambiente sano”, infatti, erano presenti i primi cittadini dei Comuni di Salice Salentino, San Pancrazio, San Donaci, Guagnano, ma anche Pier Nicola Leone de Castris, presidente del “Consorzio di Tutela vini Doc Salice Salentino”, Antonio Costantini, presidente dell’associazione “Salento Terra d’Ar - neo” e Maurizio Manna presidente provinciale di Legambiente.
Tutti concordi nel continuare a chiedere una procedura di verifica di assoggettabilità alla Via che non valuti il progetto parzialmente, solo per la emissione dei fumi in atmosfera, ma per intero. «Le poche risorse economiche della nostra penisola dichiarano i sindaci - relative allo sviluppo rurale vanno salvaguardate». Contrario all’impianto anche Leone de Castris: «Con la realizzazione dell’opi - ficio, la qualità del vino, essenza del nostro territorio, che unisce tradizione, conoscenza, esperienza e passione, ambasciatore in Italia e nel mondo del proprio territorio d’appartenenza, viene compromessa».