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Sul caso sansificio entra in campo anche il Consiglio Nazionale
delle Ricerche (Cnr). Il Comitato «Ambiente Sano», ha reso noto,
durante l’annunciata conferenza stampa di ieri a Palazzo Adorno, le
osservazioni di due ricercatori del Cnr, Marco Cervino e Cristina
Mangia, sulla relazione di procedura di verifica di assoggettabilità
alla Valutazione di Impatto Ambientale (Via) sull'impianto di
contrada “La Casa”. Relazione redatta a dicembre dallo studio di
progettazione dell’ingegnere Giuseppe Coluccia, commissionata dalla
OilSalento su richiesta della Provincia di Lecce.
Dalle osservazioni degli esperti emerge come la qualità dell’aria
nel sito di interesse sia già compromessa. Sul paragrafo relativo
alla “produzione di emissione”, infatti, gli esperti evidenziano
come nella relazione «la lista di composti impattanti emessi
dall’impianto appare riduttiva: oltre alle polveri, ossidi di azoto
e di zolfo, e monossido di carbonio, si devono ragionevolmente
considerare», scrivono i ricercatori, «le altre sostanze previste
dalla normativa citata, ovvero sostanze organiche volatili come Cot
(carbonio organico totale) e acido cloridrico. La presenza del cloro
nel nocciolino e ancor più nel polverino è rilevante sia per la
formazione di Hcl che di diossine».
E gli esperti del Cnr aggiungono che anche le emissioni per la
fornitura di sansa vergine e commercializzazione della sansa
essiccata dovute ai mezzi di trasporto producono ulteriori
inquinanti. «La criticità della qualità dell’aria nella zona
rispetto alle concentrazioni di Pm10», concludono i due ricercatori,
«impone a nostro avviso un’attenta valutazione dell’impatto di nuove
emissioni di polveri come quelle previste dall’impianto in
considerazione. Inoltre, dall’analisi delle relazioni Arpa si fa
presente che i superamenti dei valori soglia del Pm10 vengono
superati prevalentemente nei mesi che vanno da novembre a marzo, che
corrispondono anche ai mesi in cui dovrebbe funzionare l’impianto».
Nel dicembre 2006 e nel dicembre 2007 tutte e tre le centraline,
posizionate ad Arnesano, Guagnano e San Pancrazio presentano un
numero elevato di superamenti della concentrazione giornaliera di
Pm10 rispetto ai limiti di legge, limiti che tra l’altro saranno
abbassati a partire dal 2010».
Ieri, a confermare il loro “no al sansificio nel Parco del Negramaro”,
c'erano tutti i soggetti interessati dall’insediamento produttivo,
tranne il Comune di Veglie. Oltre il Comitato “Ambiente sano”,
infatti, erano presenti i primi cittadini dei Comuni di Salice
Salentino, San Pancrazio, San Donaci, Guagnano, ma anche Pier Nicola
Leone de Castris, presidente del “Consorzio di Tutela vini Doc
Salice Salentino”, Antonio Costantini, presidente dell’associazione
“Salento Terra d’Ar - neo” e Maurizio Manna presidente provinciale
di Legambiente.
Tutti concordi nel continuare a chiedere una procedura di verifica
di assoggettabilità alla Via che non valuti il progetto
parzialmente, solo per la emissione dei fumi in atmosfera, ma per
intero. «Le poche risorse economiche della nostra penisola
dichiarano i sindaci - relative allo sviluppo rurale vanno
salvaguardate». Contrario all’impianto anche Leone de Castris: «Con
la realizzazione dell’opi - ficio, la qualità del vino, essenza del
nostro territorio, che unisce tradizione, conoscenza, esperienza e
passione, ambasciatore in Italia e nel mondo del proprio territorio
d’appartenenza, viene compromessa».
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