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| Notizie | |
| 27 gennaio 2009 - dalla Gazzetta del Mezzogiorno | |
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Arpa Puglia: l'acqua salentina si può bere
tranquillamente
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BARI - I valori di trialometani (sottoprodotti
di disinfezione) riscontrati nei giorni scorsi in campioni di acqua
potabile provenienti da alcune fontanine pubbliche e serbatoi dell’Aqp
in provincia di Lecce “in nessun modo possono essere ritenuti, alla
luce delle attuali conoscenze, motivo di allarme per la salute
pubblica”. Lo precisano in una nota congiunta l’assessorato
regionale alle Politiche della salute e l’Arpa Puglia.
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Salento:
vietato bere acqua dai rubinetti |
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di Daniela Pastore
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L'Aqp: «non c'è alcun problema»
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«Non c’è davvero alcun problema per la salute delle persone. E’ solo una questione tecnico- normativo». Giuseppe Valentini, responsabile della sezione leccese dell’Acquedotto pugliese, assicura che il parametro rilevato dalla Asl non ha alcun effetto negativo sulla salute umana. «I trialometani si formano dalle reazioni della sanificazione dell’acqua, che viene fatta con il cloro. E’ una reazione chimica lenta, assai frequente in acquedotti come quello pugliese, il più grande in Italia. L’acqua viene dalla Basilicata e quindi la sua permanenza nelle tubature è maggiore di altri tipi di acquedotti». I valori di trialometani dell’acqua in entrata nel serbatorio di Leverano registrati dalla Asl sono di 98 microgrammi al litro, mentre quelli in uscita sono di 59. «Voglio precisare - aggiunge Valentini - che la normativa italiana è molto più restrittiva di quella europea per ciò che riguarda le acque. L’Unione europea consente valori di trialometani sino a 100 microgrammi per litro, mentre l’Italia fissa il tetto a 30. La deroga che otteniamo per l’Aqp è fino a 80 microgrammi al litro. Dunque i parametri registrati non devono destare alcun allarme, anche perché quando l’ac - qua arriva al rubinetto di casa il valore si abbassa ulteriormente rispetto ai 59 microgrammi registrati in uscita dal serbatorio». A determinare un picco della presenza di trialometani, probabilmente, le piogge insistenti che hanno riempito gli invasi in tempi record, portando con sé milioni di microrganismi. «Ma ripeto - chiosa Valentini - non c’è alcun pericolo per la salute». [d.p.]
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Le sostanze nel mirino |
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I trialometani furono tra i primi sottoprodotti di disinfezione ad essere scoperti in acqua clorinata. Queste sostanze si formano durante la disinfezione del cloro e la disinfezione con disinfettanti clorurati. I trihalomethanes possono essere divisi in triclorometano (cloroformio), diclorometano di bromo, tribromometane di cloro e tribrometano. Le sostanze si formano durante la reazione fra cloro e la materia organica contenuta nell'acqua. La concentrazione di trialometano in acqua superficiale d'estate supera la concentrazione presente d'inverno. Ciò è provocato dall'aumento nella temperatura e del contenuto di materia organica dell'acqua. Un’eccessiva concentrazione di trialometani può creare danni al fegato, reni e al sistema nervoso centrale. Sono inoltre considerati cancerogeni. |
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