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   04 novembre 2008 - di A. Coppola

Lettere

IL DISAGIO GIOVANILE

 

Racchiudere in poche righe la complessità delle problematiche psicologiche adolescenziali e degli approcci terapeutici conseguenti, è davvero difficile.

Nella società moderna, il disagio giovanile trova nell’abuso di sostanze psicotrope e di droghe, una delle sue manifestazioni disadattive più diffuse e frequenti.

Inoltre, la scarsa capacità dei genitori e degli adulti di riconoscere ed accettare questo tipo di difficoltà nei propri figli o nei propri allievi, tende a far ritardare un intervento terapeutico che, se tempestivo, faciliterebbe una soluzione del problema, evitando situazioni talvolta molto gravi.

Il difficile rapporto dell’adolescente con la realtà di oggi, mette in evidenza da un lato un disagio esistenziale che può assumere connotazioni estreme e devianti, dall’altro uno sviluppo delle proprie potenzialità che può sfociare nell’irregolarità o nella creatività.

Troppe volte ci si trova ad accogliere giovani in difficoltà, cui tutti, dalla famiglia, alle amicizie, dalla scuola, ai coetanei, avevano negato qualsiasi aiuto e sostegno, semplicemente perché, secondo alcuni, il giovane in  questione non aveva alcun problema.

Probabilmente, il problema di questi giovani in difficoltà, ma anche di ognuno di noi, riflettendoci un attimo, è l’accettare se stessi e il mondo in cui si vive, senza per questo perdere la necessaria fiducia nei futuri e opportuni miglioramenti da apportare con il proprio impegno.

Da parte degli adulti, è indispensabile stimolare il bambino e il ragazzo a credere nelle proprie possibilità, nelle proprie attitudini, nella propria volontà di agire in modo costruttivo, al fine di attuare un processo di crescita evolutivo che porti ad un tentativo di autorealizzazione personale, è necessario per l’adolescente poter distinguere con chiarezza l’eventuale distanza tra il proprio Io e quello potenziale.

Secondo il mio punto di vista, un atteggiamento vigile da parte dei genitori e degli adulti in genere, dovrebbe coincidere con un sostegno attento e costante al possibile senso di scoraggiamento che il giovane può provare di fronte all’esame critico di situazioni, fatti, sentimenti, emozioni che vive sia direttamente sia indirettamente.

Concludo dicendo che, secondo me, affinché ogni giovane superi qualunque forma di disagio, gli adulti dovrebbero controllarli, stare al loro fianco, educarli rettamente, perché solo così si può costruire un futuro migliore e più armonioso.