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Dopo la grande e civile partecipazione popolare di domenica, quanti
sono ancora disposti a sostenere che la vicenda “sansificio” è solo
una montatura di qualche esaltato, contrario alle attività
imprenditoriali dell’Oil salento? In realtà, la formazione delle
idee percorre itinerari complessi ai quali, molto spesso, è
impossibile risalire. Ma forse è utile riflettere su un brano dal
“Barbiere di Siviglia”.
La calunnia è un venticello
Un'auretta assai gentile
Che insensibile sottile
Leggermente dolcemente
Incomincia a sussurrar.
Piano piano terra terra
Sotto voce sibillando
Va scorrendo, va ronzando,
Nelle orecchie della gente
S'introduce destramente,
E le teste ed i cervelli
Fa stordire e fa gonfiar.
....Dalla bocca fuori uscendo
Lo schiamazzo va crescendo.
Alla fin trabocca, e scoppia,
Si propaga si raddoppia
E produce un'esplosione
Come un colpo di cannone....
Ora io penso che la tecnica di comunicazione esposta nel brano, non
valga solo per veicolare la calunnia, ma venga usata per costruire
molta dell’informazione su cui ognuno di noi elabora le proprie
idee. Certo tale tecnica agisce con maggiore efficacia sui
predisposti e sui distratti.
Chiedo scusa per questo pistolotto introduttivo, ma è veramente
insopportabile che una battaglia di civiltà per il completamento di
un’opera pubblica di indubbia utilità come la circonvallazione, per
la quale battaglia bisognerebbe essere grati a chi l’ha condotta ,
diventi, agli occhi del mio amico impresario, un’aggressione
personale ad un imprenditore dalle indiscusse qualità manageriali.
Quando poi lo stesso imprenditore viene scoperto che sta per
realizzare abusivamente nel feudo di Veglie il più grande sansificio
d’Italia, il mio amico ritiene di essere certo che tutto sia solo ed
esclusivamente una macchinazione e un attacco alla persona del
magnate da parte di chi semina odio nel paese.
Che intorno a questa vicenda si siano mobilitate migliaia di
persone, con i rispettivi sindaci e Consigli Comunali (nei diversi
paesi di San Pacrazio, Guagnano, Salice, Porto Cesareo, Campi,
Nardò) per impedire che l’opificio si realizzi, arrivando a
deliberare incarichi legali per ricorrere al Tribunale
Amministrativo; che il presidente della Commissione Ambiente della
Provincia e il responsabile del Parco del Negroamaro si siano
espressi contro tale intervento; che centinaia di piccoli
proprietari stiano ricorrendo alle vie legali per tutelare le loro
produzioni; che gli studi dei più noti amministrativisti della
provincia siano impegnati intorno alle vicende concessorie di questo
intervento; che l’assessora all’urbanistica della Regione Puglia,
interpellata sulla procedure, abbia espresso parere apertamente
contrario, rispetto al parere dell’architetto Anglano, che ha
rilasciato la concessione; che “Gazzetta” e “Quotidiano” escano da
più di un mese con articoli e dichiarazioni intorno alla
realizzazione del sansificio; che il consigliere regionale Piero
Manni abbia coinvolto, attraverso un’interpellanza all’assessore
regionale all’Ambiente, l’intera Regione Puglia su questo
insediamento; che movimenti, partiti di destra e di sinistra per la
prima volta si trovino d’accordo nell’impedire l’attività; che la
stessa Oil Salento, presenziando ogni manifestazione di dissenso,
abbia deciso di ammorbidire la sua posizione e rinunciare alla
produzione di olio e sia disposta a modificare il progetto; che una
domenica pomeriggio un intero popolo si ritrovi in Piazza Umberto I
ad applaudire quanti sono contrari alla realizzazione del
megaimpianto, questo agli occhi del mio amico è d’importanza
secondaria. Lui è convinto, o è stato convinto, che tutto ciò sia
stato voluto da una sola persona che ha dichiarato guerra al
proprietario dell’Oil Salento.
Mi chiedo quali siano i processi mentali che determinano la modifica
della logica.
La simpatia dei soggetti in campo? Il mio amico difende la
categoria, come fa l’avvocato Bonanno?
Tutti gli imprenditori vanno difesi, perché lavorano e danno posti
di lavoro, sostiene il mio amico, ma anche l’avvocato Bonanno; per
giunta non sopporta chi s’interessa di politica, perche, secondo
lui, è un perditempo che non ha mai lavorato.
Il ragionamento è troppo semplicistico. Non tutti gli imprenditori,
per fortuna, difendono quanti di loro si arrogano il diritto di
determinare con ogni mezzo gli aspetti strutturali e la vita dei
vegliesi.
Allora, perché c’è chi è portato a svilire l’impegno civico? Perché
il mandato popolare non deve essere preso nella giusta
considerazione? Perché non si apprezza chi, svolgendo il ruolo di
opposizione, controlla la gestione e le scelte fatte dalla
maggioranza? Perché l’interesse per il bene pubblico deve essere
considerato rancore verso qualcuno? Perché fatica a farsi strada la
consapevolezza che salvaguardare l’ambiente, le produzioni
autoctone, la cultura, le tradizioni, con le quali si vive insieme
alla propria comunità, sia interesse di tutti?
La diversità delle opinioni è la ricchezza di una comunità e dà
valore alla democrazia, ma il mio amico sbaglia nella sua analisi e
deve vigilare sulle sue sinapsi, ancorché sulla sua memoria, poiché
questo è il paese, che ha costruito sulle dune, ha distrutto le
coste e ha fatto dell’abusivismo edilizio una fonte di ricchezza, è
il paese che per anni non ha regolamentato l’uso dei pesticidi e
degli anticrittogamici, è il paese in cui si falsifica in maniera
ricorrente il vino, l’olio e per ultimo anche il formaggio, è il
paese del Petrolchimico di Brindisi, della centrale di Cerano,
dell’Ilva di Taranto e tutto questo ce l’hanno venduto come
progresso e sviluppo, per poi scoprire, sulla pelle di molti, che
invece si chiama cancro.
A Veglie, al di là di quello che pensa il mio amico, la partenza,
per impedire l’ennesimo scempio ambientale, è stata buona. Il
cammino, però, è lungo e c’è bisogno della partecipazione di tutti.
Le assenze, come in modo acuto ha notato “Dany”, sono ancora tante,
e ciò non aiuta il Paese e scredita le funzioni e i ruoli esercitati
dagli assenti. La vita la si tutela sempre e in ogni circostanza.
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