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Ieri - 18 settembre - Dott. Gennachi, Sindaco
F.Fai e Cittadini a Confronto sull'argomento SANSIFICIO:
RESOCONTO.
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Ieri sera si è tenuta presso il Convento dei Francescani di
Veglie una riunione presieduta dal dott. Nicola Gennachi, alla
presenza di diversi cittadini vegliesi e del sindaco dott.
Fernando Fai.
Tema della serata, ovviamente, il Sansificio.
Il dott. Gennachi ha informato i presenti circa la variazione
del progetto da parte della Oil Salento, che modifica la
produzione dell'impianto da sansa a nocciolino.
Il problema inquinamento ambientale e danni per la salute, però,
non sembra essere stato risolto, dato che la quantità di
nocciolino che verrà prodotta rimane di 13.000 quintali al
giorno (pari a quanto produce un oleificio in un anno
intero!!!).
La quantità elevatissima di nocciolino da lavorare determinerà
un'immissione nell'atmosfera di anidride carbonica ed altre
sostanze inquinanti in misura eccessiva rispetto ai livelli
massimi sopportabili. Eppure la legge oggi consiglia, nel
rispetto della salute e dell'ambiente, di adottare filiere
produttive corte, vale a dire: produrre quanto basta al proprio
fabbisogno.
Durante la serata, il dottor Gennachi ha letto alcuni dati
ufficiali, forniti dalla Asl di Maglie, riguardanti le morti per
tumore e leucemia nella zona di Maglie e, più in generale, nella
regione Puglia.
Purtroppo, da quando esiste il Sansificio, a Maglie i casi di
tumore e leucemia sono aumentati sensibilmente: per alcuni tipi
di tumori o leucemie nel 1990 si è passati ad una mortalità pari
al doppio, se non al triplo rispetto a quella rilevata nel
1980-82. E la mortalità media, nella sola zona di Maglie, supera
oggi quella media dell'intera regione Puglia.
Come lo stesso dottore faceva notare, non è possibile attribuire
a priori e con certezza la causa di ciò alla presenza del
sansificio, ma risulta anche difficile credere che si tratti
solo di una coincidenza, soprattutto in considerazione del fatto
che questo sansificio immette nell'atmosfera sostanze
cancerogene con una concentrazione superiore del 400% a quella
consentita dalla legge.
Ciò non può non indurre ad un'altra osservazione circa
l'importanza dei controlli sull'attività di questo tipo di
impianti, controlli che, purtroppo si sa, nel sud sono quasi
inesistenti o, a dir poco, "superficiali".
Di una cosa siamo certi: ci sono già troppe fonti di
inquinamento che ci circondano (Cerano, l'Ilva, per fare degli
esempi) che non abbiamo affatto bisogno di un mega sansificio,
il più grosso d'Italia! Già, ne possiamo fare benissimo a
meno!!! Per lo più in una zona che alcuni definiscono "il
triangolo della morte", a causa delle particolari correnti
d'aria che si creano e dei venti che circolano creando come un
vortice fermo in un punto, che non consente mai il ricambio
d'aria e determina delle concentrazioni di sostanze inquinanti
molto pericolose. Se poi si pensa che in quella zona sorgonoi
grossi centri agroturistici e si svolge un'intensa attività
agricola, allora l'immagine di una grande ciminiera che sputa su
queste aziende fumo denso e maleodorante, non può che farci
rabbrividire. Non sia mai che quella zona e i dintorni diventino
una piccola Taranto, morta sotto i fumi dell'Ilva!
Al sindaco, presente in sala, abbiamo chiesto di porre rimedio
all'errore fatto di autorizzare un sansificio di quelle
dimensioni in quella zona. Il sindaco ha risposto che lui non ha
alcuna responsabilità in merito all'autorizzazione concessa dal
tecnico, in quanto, per legge, il progetto poteva essere, come
di fatto è stato, autorizzato dal tecnico senza il suo parere
favorevole o la sua firma. Alla richiesta avanzata dai presenti
di difendere la cittadinanza impedendo l'apertura dell'impianto
con ogni mezzo, il sindaco ha risposto che la legge non gli
conferisce alcun potere in questo senso e che solo la Provincia
di Lecce può impedire che continui la realizzazione del
progetto. Lui si è ufficialmente dichiarato contrario al
sansificio e a tutto ciò che emette fumi nell'aria, ma non può
fare nulla per impedire l'ultimazione di questo mega impianto
che, parole sue, "nel migliore dei casi, bene non farà!".
Una battuta che fa comprendere che c'è poco da stare allegri e
che gli stessi amministratori lo sanno, ma che la legge è fatta
in modo tale che un'amministrazione non possa fare nulla per
opporsi alla realizzazione di un progetto così pericoloso per il
territorio e la salute umana.
Ma è poi vero che un sindaco non abbia potere? E' mai possibile
che il sindaco o l'amministrazione comunale in genere non
possano tutelare i cittadini a causa della legge che, in casi
come questi, non lo permette? Secondo alcuni presenti le cose
non stanno proprio così! La realtà, come qualcuno ha osservato,
forse è che quando ci sono in ballo gli interessi di alcune
famiglie vegliesi, quelli del resto della cittadinanza vengono
dimenticati. Questa una delle accuse rivolte ieri all'attuale
sindaco e alle passate amministrazioni, che avrebbero sempre
assecondato i giochi di alcuni, a danno della collettività. Si è
chiesto, inoltre, al sindaco maggiore fermezza anche nei
confronti di alcuni consiglieri e assessori di maggioranza, che
condizionerebbero l'operato di tutta l'amministrazione.
Il sindaco ha risposto che la sua amministrazione non ha nulla a
che fare con l'approvazione del progetto e che lui spera, e si
adopererà affinchè ciò avvenga, che la Provincia di Lecce
accolga il ricorso e fermi per sempre il sansificio.
Al sindaco infine è stato richiesto che la cittadinanza venga
d'ora in poi preventivamente informata e interpellata circa
l'opportunità di determinate scelte, soprattutto quando si
tratta di questioni così delicate che interessano il "benessere"
dei cittadini, inteso come buona qualità della vita. Intanto per
il 28 settembre alle ore 18, in piazza Umbero I, è prevista una
manifestazione di protesta organizzata dal comitato Ambiente
Sano, alla quale tutta la cittadinanza vegliese e quella dei
comuni interessati dalla vicenda, è invitata a partecipare.
Chiunque voglia aggiungere qualcosa o commentare ciò che ieri è
stato detto e riassunto qui per grandi linee, può farlo
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