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LETTERA ALLA REDAZIONE
DELL'EX PRESIDENTE DELLA CANTINA VITICULTORI ASSOCIATI DI VEGLIE
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Egregio direttore,
Le chiedo ospitalità sapendo di abusare della Vostra
disponibilità, di cui Vi ringrazio, per chiarire alcune
questioni che in altre occasioni sono apparse anche sul Vostro
Giornale.
Da qualche mese il Sig. Landolfo mi ha (o si è) onorato di
regolare attacchi ad personam come ex Presidente della Cantina
Viticultori Associati, ultimo un articolo su “ La Voce di
Veglie” chiedendo(mi) “ che fine hanno fatto i soldi ricavati”
dalla vendita del vino nella grande Distribuzione.
La persona in questione sembra essere vittima di una vera e
propria ossessione nei miei confronti, visto il numero e il tono
degli interventi che mi dedica, non solo sulla carta stampata,
ma anche in manifesti dove spesso compare con foto a mezzobusto.
Non sto ad indagare i suoi motivi, ma anche le ossessioni si
possono curare, ma temo di doverlo deludere per quanto riguarda
un mio simmetrico interesse nei suoi confronti. Vorrei però,
solo per una volta, rispondere a tutti questi attacchi, anche
per correggere gli errori (colposi o dolosi) in essi contenuti.
Da premettere e sottolineare che il nostro è stato
amministratore della Cantina Sociale prima e delle Cantine
Associate poi, fino ai primi giorni del mese di Luglio 2008.
Come tale ha partecipato (?) alla gestione della Cantina
Sociale, al Progetto di fusione delle due Cantine e poi ancora
alla gestione delle Cantine Associate nate dalla fusione.
Gli rammento che per la fusione i bilanci delle due Cantine sono
stati rivoltati come calzini da esperti esterni incaricati della
stesura del progetto, sono state messe in evidenza quelle che
erano e sono tuttora le difficoltà finanziarie, era stato
elaborato un piano industriale per risanare tali difficoltà e
rilanciare le attività.
Successivamente tale piano è stato modificato per adeguarlo ad
una nuova situazione. Di tutto questo il nostro,che ricordo
faceva parte del Consiglio di Amministrazione, sembra non se ne
sia mai accorto, né d’altronde ricordo mai un suo intervento
teso a dare suggerimenti o nuove idee utili alla risoluzione dei
problemi.
Infatti solo adesso si accorge che le uve 2006 e 2007 non sono
state pagate, né conosce i quantitativi di uve lavorate nel 2006
(meno della metà di quelle da lui indicate); altrimenti se se ne
fosse accorto avrebbe certamente provveduto al pagamento, così
come ha fatto con le uve 2005 pagate non con i mezzi finanziari
della Cantina, ma con la sottoscrizione di un finanziamento
bancario, quindi un debito che le cantine Associate devono
pagare fino al 2010.
Sarà forse che i soldi ricavati dalla vendita del vino alla
Grande Distribuzione servano anche a saldare quel debito? Presso
la Cantina Sociale forse il vino non si vendeva? Non mi sembra
che si sia mai chiesto che fine hanno fatto quei soldi. Queste
domande sono lecite se sono i soci a porle,diventano
inconcepibili se a formularle è un amministratore che ha il
diritto ma soprattutto il dovere oltre che della gestione anche
della vigilanza e del controllo.
Con il rinnovo delle cariche sociali (luglio 2008) il Sig.
Landolfo viene allontanato dal Consiglio di Amministrazione e
subito scopre che le Cantine Associate non hanno un futuro
invitando tutti a tenersene lontani; ha auspicato l’intervento
della magistratura per far luce sui bilanci che anche lui, forse
senza accorgersene, ha approvato; ha partecipato alle crociate
contro i nuovi amministratori (in carica da due mesi) denigrando
sulla Tv e sulla stampa la Cooperativa, salvo poi a vedere
ancora “spiragli di salvezza e di rilancio della Cantina” dopo
aver allontanato i “mala-amministratori” (gli altri) e si
propone come novello messia in grado di portare la cantina fuori
dalle tenebre.
Visti i precedenti lo prego vivamente, per il bene di tutti,ad
astenersi da questi insani propositi. Per quanto mi riguarda non
dovrà più permettersi di lanciare accuse o fare insinuazioni, se
ha qualche cosa da denunciare lo faccia alla magistratura,
altrimenti adirò per vie legali. Amen.