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| 21 settembre 2008 - di Giuseppe Landolfo |
Lettere |
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è proprio da quell’”Amen” che vorrei iniziare
a fare delle considerazioni su quanto ha asserito
nell’intervento sul sito di Controvoci del 20/08/2008. Come ben
sa, solitamente l’”Amen”, di consuetudine pone fine alle
celebrazioni, buone o cattive che siano state. Ora, dopo tutto
quello che ha detto nella suddetta lettera, mi chiedo e le
chiedo: pensa veramente, in coscienza, di essere stato in tutti
questi anni un buon amministratore della cantina “Viticultori
Associati” di Veglie? Non pensa che se lo fosse stato, oggi la
struttura cooperativa starebbe in buoni condizioni, al pari di
quelle di Leveranno, Cellino, Salice…? Non pensa, che la crisi
ed i debiti che hanno le cantine di Veglie sono addebitabili
alla lunga gestione sua e di chi ha amministrato negli anni
antecedenti all’elezione dello scrivente avvenuta nel 2007?
Quali giustificazioni può dare sul trattamento diverso che la
sorte ha riservato alle cantine di Veglie rispetto agli ottimi
risultati che danno altre cantine dei paesi vicini? |
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