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COOPERSALENTO, QUATTRO ANNI DI DUBBI
Blasi: «Le analisi sui microinquinanti
sono ferme al 2003 e intanto aumentano i tumori» |
E’ necessario che i cittadini sappiano qual è la qualità
dell’aria che respirano.
Da Sergio Blasi, sindaco di Melpigano, giunge un appello a
Provincia e Regione perché sia finalmente avviata una fase di
controlli regolari e di informazione alle popolazioni.
“Raccolgo la preoccupazione della mia cittadinanza - scrive
Blasi -, così come quella di tutti coloro che abitano
nell’immediata vicinanza, per riprendere la questione della
Copersalento. Di come sulla puzza che ammorba di notte, più che
di giorno, come a colpire al fianco le persone, non ci siano
sufficienti chiarezze, rassicurazioni da parte degli uffici
tecnici ambientali della Provincia e della Regione”.
Ma non è solo questione di miasmi: “La Copersalento -continua
Sergio Blasi -, oltre a bruciare sansa brucia rifiuti, il Cdr
che arriva da chissà dove. Sappiamo che i controlli e le analisi
sui microinquinanti, quelle sostanze che immesse nell’aria non
hanno odore, ma che sono le più pericolose perché attaccano le
parti molli provocando carcinomi, sono ferme al 2003. Quattro
anni senza sapere di che natura è l’aria che si respira”.
Ma ciò che chiede il sindaco di Melpignano alla Provincia ed
alla Regione non è solo che si dia finalmente il via a controlli
quadrimestrali così come è prescritto dalla legge, ma che gli
enti chiariscano a quale normativa faranno riferimento. Infatti
la Copersalento è un impianto industriale, ma poiché brucia
rifiuti può anche essere assimilata ad un inceneritore, in
quest’ultima ipotesi, evidentemente, sarebbe soggetta a regole
più severe di quelle previste per un sansificio: “I parametri di
controllo per i termovalorizzatori sono certamente più
restrittivi e, quindi, più rassicuranti per la nostra salute.
Raccolgo – conclude Sergio Blasi – la preoccupazione della gente
per rimetterla nelle mani della Provincia e della Regione,
perché avviino le risposte, le rassicurazioni e soprattutto la
certezza che le regole sulla sicurezza ambientale non si
promettono solo durante la fase delle rivolte cittadine, ma sono
una normalità quotidiana”.
La domanda di attenzione che Blasi rivolge a Provincia e Regione
non riguarda solo la copersalento, ma anche altre realtà
industriali come la Colacem di Galatina e la Corvaglia di Diso.
Camillo De Donno