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   20 maggio 2008 - di Guido Sodero

Lettere

Io e mio figlio

.  ... una carezza per "Buio"

Non scorderò mai quella telefonata. Mai! Neanche nella vita che verrà.
Era la notte del 24 marzo 2001, ero andato a letto da quasi un’ora. Dormivo già quando squillò il telefono, erano le due di notte, non era mai successo prima. Era terribile, non volevo sollevare la cornetta, quello squillo non lasciava scampo. Quello squillo già parlava e faceva male.
Il poliziotto del Pronto Soccorso cercava proprio me…diceva che Adalberto era grave. “Grave?
Ma che significa? Sarà grave adesso, tra un po’ sarà meno grave, poi meno ancora…quando sarò in ospedale lo troverò fuori pericolo”.
Questo era ciò che pensavo mentre il poliziotto mi parlava al telefono.
Non scorderò mai quel tremendo Lenzuolo bianco…
Non dimenticherò mai il cinguettio di quell’alba del 24 marzo del 2001. Mi meravigliava che durante la notte il mondo fosse andato egualmente incontro al sole. Trovavo strano che anche quella notte avesse avuto una fine. Il nuovo giorno entrava in camera attraverso le fessure della persiana, delle lame di luce…ma come?
Che c’entrava la luce…la vita? Come faceva ancora ad esserci il mondo? Senza Adal?

Mi sono reso conto da subito che ciò che era accaduto era Immenso, come immensa era la mia fragilità. La vita di sempre non aveva più alcun significato. Mi guardavo attorno e mi stupivo che esistessero ancora il mondo, le nuvole, la notte, la luna.
Mi convincevo che il Cielo mi doveva tanto. Dio mi aveva dato la vita, potevo togliermela… per dispetto!
Ma Adalberto voleva vivere, mi urlava i suoi 21 anni, dovevo essere anche mio Figlio.
Avevamo iniziato un viaggio di Vita assieme, dovevamo continuarlo.
Così anche la Morte, che all’inizio si dava tante arie, pian piano ha cominciato a morire.
Sentivo le carezze di Adal, la tenerezza che soffiava sulle mie lacrime. Le mie notti dal “Nerobuio”
viravano al grigio, poi al blu, al rosa… adesso sono io a dipingerle con i colori che riesco ad essere.
Non mi chiedo più come fa ad esserci il mondo senza Adal… Adal c’è!
Adal è la notte che incanta.
Adal è la luna che infiora la mia anima
Adal è gli Altri.
Adal è il mio Stupore.