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Lettere

 

Si riportano di seguito gli scambi di opinione accorsi sul nostro sito (via Guestbook o e.mail) tra l'Avv. L.Catamo, Dania Freguia e Ignaro. Altri interventi non firmati possono essere letti sul nostro GUESTBOOK cliccando su questo link o sul link presente sulla pagina principale di Controvoci.

Data 15/04/2008   Lettore di Controvoci (Ignaro)

 

Sono sinceramente stupito dal clamore provocato dal mio breve intervento del 4 aprile scorso.
La mia non era, né voleva essere, una provocazione.
Non era una richiesta di rinnegare il proprio passato né la propria storia.
Non ho costruito a “bella posta” le mie considerazioni e chi mi conosce lo sa perfettamente.
Era una mera esposizione di un fatto di cui sono stato mio mal grado spettatore.
Voleva essere al più un’esortazione collettiva, e nello specifico alla persona del sig. Catamo in qualità di esponente autorevole de La Destra, alla riflessione ed al rispetto di una delle tragedie più grandi della storia dell’intera umanità.
Ho ancora nella mente le parole mirabilmente raccontate e le fugaci ma intense immagini evocate dall’amico Daniele nel suo articolo “Io, nato 50 anni dopo l’olocausto” del 27 gennaio scorso. Intervento toccante e disarmante pur nella sua apparente semplicità.
Sono ancora stupito di come a distanza di quasi due settimane non si sia ancora spenta la polemica per qualcosa che a me pareva non meritasse una risposta scritta, ma solo una opportuna pausa di riflessione e una silenziosa meditazione personale.
Avevo comunicato ad alcuni amici la mia ferma volontà di non dare ulteriore seguito ad una diatriba sterile ed inconcludente, anche alla luce dei vari interventi susseguitisi e delle risposte del sig. Catamo, per lo più basate su teorie criticabili se pur rispettabili di “orgoglio, gloria e famiglia” e infarcite di numerosi cenni storici che per sua bontà ha abbondantemente elencato senza la necessità della pubblicazione di un libro.
“Ognuna di quelle donne, ognuno di quei bambini con gli occhi tristi, sta guardando me. Mi chiede di non dimenticarli (…), Non si può dimenticare. Sono figlio della Storia, tutti noi siamo figli della Storia. Il mondo odierno, la mia libertà proviene anche dall’interno di un lager”
scrive l’amico Daniele, saremo anche nel 2008 sig. Catamo, ma qui non si tratta di essere antifascisti professionali, né nostalgici del più orrendo periodo a memoria d’uomo.
Si tratta che due ragazzi, senza nessuna attenuante né difesa plausibile, elogiavano i “forni crematori” e questo con i miei quasi quarant’anni vissuti nell’assoluto rispetto dell’uomo non posso accettarlo né posso far finta di niente…
Sono deluso sig. Catamo, lo dico con un fondo di tristezza che per nulla assomiglia alla rassegnazione, sono deluso dalle sue argomentazioni e da tutte le risposte apparse sul guest, lei ne ha fatto una battaglia personale, altri hanno fatto esercizio di tiro al bersaglio con la sua persona.
Non era questa la speranza espressa nel mio intervento originario, ha voluto farne un discorso politico ed è stato purtroppo seguito da molti a partire da “apple” continuando con la “dottoressa in legge” proseguendo con “confusa e infelice” e finendo a “er piotta e peppone”.
Ho avuto modo in questi giorni di parlare con alcuni ragazzi della Redazione con la stessa apple, ed altri che sono intervenuti sul guest, e mi hanno in un certo modo invitato ad un intervento chiarificatore quale vuole essere questo.
Credo fosse doverosa da parte mia questa che spero sia la conclusione della storia, invitandola tuttavia a chiedere la mia identità alla Redazione di Controvoci, qualora volesse continuare il discorso davanti ad un buon caffè come si dovrebbe fare in una società Civile degna di questo nome.

 

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Data 14/04/2008   Dania (Daniela Freguia) 

 

CONCLUDO (per l'Avv. Catamo)


La conosco da quando sono entrata in Veglieonline, Avvocato Catamo: credo rappresentasse proprio lei la prima immagine di cittadino vegliese che mi è apparso sul video. E in seguito l’ho sempre vista attiva in prima persona; infatti, così testimonio il 9 aprile 2005 su messaggi di veglieonline:

 

Non sempre tutto si può risolvere con un “due più due fa quattro, punto e basta!” A volte occorre sforzarci di leggere tra le righe e usare un poco di comprensione e di umanità. In una intervista apparsa su ControVoci, leggo queste parole del Dottor Lorenzo Catamo: […] Mi propongo quello che ho già fatto e cioè di scendere di nuovo in campo per costruire qualcosa ancora per la comunità vegliese e, per far questo, accetterò qualsiasi ruolo mi dovesse toccare in sorte, sia di maggioranza che di opposizione.” Purtroppo per lui, non è andata così. A me poco importa dello schieramento politico del dottor Catamo e non ho elementi per valutare come abbia svolto la sua opera, ma non ho motivo di pensare che le sue parole non fossero dettate dalla buona fede, visto che, da quando sono entrata in Veglie, l’ho sempre trovato in prima linea, sia sul campo politico che in quello sportivo. Il suo articolo sfogo è dettato dall’ amarezza: credo che rispettarla non faccia male a nessuno...


Per quanto si riferisce a suo Padre, ho davanti a me i due volumi di “Pagine e Ricordi –scritti di Antonio Catamo- ”, che parlano per lui.

Mai sindacato sulla sua persona, o sul suo operato politico, Avvocato Catamo. Non spetta a me. E non ho motivo per dubitare della severa educazione ricevuta in famiglia.

Riconfermo che il mio rammarico verteva sulla sua risposta al Lettore di Controvoci, della quale non ho gradito né il tono nè le parole. Per cui non rimangio nulla del mio intervento. Tuttavia, resto fiduciosa lei possa arrivare là dove si augura il lettore di Controvoci. Buon lavoro!

 

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Data 13/04/2008   Avv. Lorenzo Catamo

 

PER DANIA

Cara Dania,
lei non mi conosce e, di conseguenza, non conosce la mia storia nè quella della mia famiglia. Io sono figlio di un fascista mai pentito ed ex combattente della R.S.I.; ma mio padre non era un violento ed in guerra ebbe la fortuna di non essere costretto ad ammazzare nessuno.
Perciò, sono stato educato al rispetto del prossimo ed alla pratica democratica, avendo mio padre scelto - in qualità di cofondatore del M.S.I. in provincia di Lecce - di portare in democrazia quelle che erano le idee del passato regime democraticamente praticabili e cioè quelle della socializzazione e dello Stato nazionale del lavoro. E quando,giovane non ancora ventenne, ebbi la responsabilità di guidare a Veglie un centinaio di giovani iscritti al Fronte della Gioventù (organizzazione del Movimento Sociale Italiano), mio padre insegnò a me e agli altri di non far pratica di violenza se non costretti per legittima difesa e di cercare di essere i migliori, sia dal punto di vista etico che da quello culturale.
Del resto, la gloriosa storia della Destra vegliese sta a dimostrare la bontà delle mie affermazioni.
Per quanto riguarda la memoria dell'olocausto ebraico,essa è viva nella mia mente e , al pari, lo è quella degli infoibati in Istria e in Venezia Giulia da parte delle bande comuniste titine, quella degli innocenti morti ammazzati nelle "radiose giornate" dell'aprile 1945 - che, a guerra finita, furono massacrati dai partigiani comunisti senza nessuna colpa specifica se non quella di essere stati fascisti, quella dimenticata (che solo ora sta tornando alla luce) dei morti ammazzati dagli anglo-americani dopo lo sbarco in Sicilia,quella dei martiri di Cefalonia trucidati dai tedeschi per colpa del re e di Badoglio, quella dei bambini della scuola di Gorla (Milano) uccisi deliberatamente per puro terrorismo da un bombardamento americano, quella delle centinaia di migliaia di giapponesi letteralmente distrutti dal criminale bombardamento atomico americano di Hiroshima e di Nagasaki, quella dei milioni di uomini immolati in tutto il mondo dalla follia di tutte le rivoluzioni a cominciare da quella francese per finire con quelle comuniste che hanno insanguinato tutti i continenti. Come vede, l'elenco è lungo e potrei continuare, ma ci vorrebbe un libro.
Come cristiano, prego per tutti perchè tutti i morti sono uguali senza distinzione di razza,di lingua, di sesso, di religione, di opinione politica e se, in Veglie, vi è qualche giovane che la pensa diversamente o non mi è vicino o è refrattario al mio modo di pensare, come lo erano trenta anni fa tanti che posavano a nazisti e che poi sono finiti a far carriera politica nelle file della Democrazia Cristiana, del Partito Comunista (sì, proprio così!) o del Partito Socialista.
Con stima

 

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Data 10/04/2008   Dania (Daniela Freguia) 

 

LA MEMORIA STORICA


Se il non intervenire su di un argomento che ci ha particolarmente colpito può essere definito “peccato d’omissione” ebbene, mi pesa ammetterlo, ma l’ho commesso quando, il 26 gennaio 2004, non ho ufficializzato la mia solidarietà all’Avvocato Lorenzo Catamo per l’atto vandalico compiuto a danno della cappella cimiteriale della sua famiglia. Ne dava notizia Fabiana Pacella su “Il Quotidiano” con un articolo poi riportato dal sito Veglieonline.
Mi ero indignata, in quel 2004, e mi riusciva difficile pensare che potessero esistere persone capaci di entrare in cimitero per dissacrare una tomba. Tanto avevo condannato in cuor mio l’agire degli ignoti vandali, altrettanto avevo apprezzato e condiviso le parole pronunciate dall’Avvocato Catamo in tale occasione:
“Mi sono precipitato a vedere di persona - racconta il professionista - Non potevo crederci. Tutta quell'immondizia là dove sono seppelliti mio padre, i miei nonni, lo zio e mio suocero mi ha fatto ribrezzo anche perché, chiunque abbia agito e per qualunque motivo l'abbia fatto, ha certamente dimenticato che la civiltà di un popolo si misura proprio dal rispetto riservato agli estinti».
In questi giorni “Un lettore di Controvoci” testimonia d’aver udito pronunciare frasi antisemitiche da alcuni giovani che sostavano in un locale pubblico. Nello stesso intervento il lettore si augura che l’Avvocato Catamo, grazie alla propria autorevolezza, possa prodigarsi tra i giovani del circolo “La Destra” affinché tali episodi non abbiano a ripetersi. Il messaggio ha lasciato perplesso l’Avvocato Catamo e ne è seguita una replica che, quantomeno, sorprende.
Sono la prima a raccomandare che nessuno venga demonizzato a causa di preconcetti, ma, se mi è concesso, all’Avvocato vorrei dire: “Vede, io non ero presente in quel locale e, per quanto desideri ardentemente che il Lettore di Controvoci abbia mal interpretato la conversazione di cui dice d’esser stato testimone, se pur col beneficio del dubbio, la notizia la devo prendere per buona. Ma anche lei, Avvocato, non era presente, per cui, con altrettanto beneficio del dubbio, non la dovrebbe prendere sottogamba. E da persona “passionale e corretta”, come è stata definita, neppure tentare di sminuire o deridere la denuncia del Lettore con l’allusione, del tutto inappropriata, della pizza cotta nel forno a legna. E ancora, non dovrebbe invitare tutti gli altri a svegliarsi per prendere coscienza che siamo nel 2008 e non più nel 1945.
Se mi è impossibile non convenire con l’Avvocato Catamo quando, colpito negli affetti più cari, dice che “la civiltà di un popolo si misura proprio dal rispetto riservato agli Estinti”, ritengo altrettanto vero che un popolo civile deve possedere una memoria storica. E la memoria storica del nostro Paese impone rispetto verso le innumerevoli Vittime delle leggi razziali e dei campi di sterminio e pietà per tutto il dolore che ancora attanaglia il cuore dei sopravvissuti e dei loro familiari, per i quali, anche se siamo nel 2008, il 1945 non è morto, e non morirà mai, perchè ritorna alquanto vivo e lacerante ogni volta che qualcuno osa porre in dubbio, o dissacrare, la terribile tragedia dell’Olocausto.


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Data 09/04/2008   Avv.  Lorenzo Catamo 

 

Risposta al lettore di Controvoci.

 

Rilevo, nella pur cortese lettera del lettore, una serie di inesattezze.

A cominciare dal mio titolo professionale, per il quale chiedo - se proprio lo si vuole usare, ma non è necessario - di essere chiamato"avvocato", così, almeno, mi distinguo in una Italia di tutti dottori.
Il resto della lettera mi lascia perplesso e mi pare costruito a bella posta. Innanzitutto,  non mi sono avvicinato alla sezione de "La Destra", essendo io il fondatore  ed il portavoce provvisorio del movimento e quella che viene chiamata sezione  è solo il comitato elettorale in coabitazione con Fiamma Tricolore, i cui aderenti  hanno avuto cura di aprire.
Conoscendo bene questi ragazzi, posso assicurare che, stando in una pizzeria, probabilmente si riferivano alla cottura della pizza nel forno a legna, perchè solo gli antifascisti professionali - per loro tornaconto - accostano la destra italiana, orgogliosa della propria identità e della propria storia, agli sproloqui e alle nefandezze del nibelungo.
Vi prego, perciò, di svegliarvi, di accorgervi che siamo nel 2008 e non nel 1945, come vorrebbe la vostra nostalgia, e di non affibbiare etichette infamanti a ragazzi che portano i capelli corti solo per moda e per motivi igienici.


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   Dal Guestbook di Controvoci: Data/Ora 04/04/2008 14.51.38  Nome: Ignaro

 

Al Dott. Catamo

 

Ho avuto il dispiacere di ascoltare con disgusto, all’interno di una pizzeria Vegliese, una serie di affermazioni “immorali e farneticanti” da parte di alcuni sostenitori del neonato circolo “La Destra”.
I conversanti, di giovane età abbigliati e rasati in maniera inequivocabilmente estremista, declamavano la bontà ed esprimevano nostalgia verso i famigerati “forni” di Hitleriana memoria…
Sono fiducioso che l’avvicinarsi del dott. Catamo al suddetto circolo possa essere spunto di riflessione e fonte d’insegnamento verso le nuove leve, incapaci di cogliere l’orrore frutto dell’odio, dell’insofferenza e del razzismo.
Spero che lo stesso dott. Catamo, che stimo come persona passionale e corretta, non deluda le aspettative di molti e sappia prendere le distanze dalle frange estremiste ed antistoriche…

Grazie per lo spazio concessomi.

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Comunicato stampa: Data 02/04/2008   Avv.  Lorenzo Catamo

 

Rendo noto che, con lettera 2 aprile 2008, ho comunicato all'on. Adriana Poli Bortone, coordinatrice regionale di AN, all'on.Ugo Lisi, presidente provinciale di AN, e al prof.avv. Massimo Buonerba, presidente della Commissione Provinciale di Garanzia e dei Probiviri di AN, le mie irrevocabili dimissioni da Alleanza Nazionale e dalla Commissione Provinciale di Garanzia e dei Probiviri di cui ero membro; in quanto non condivido più una linea politica, che spesso ho sopportato con sofferenza in lunghi quindici anni mai pensando, però, che il Partito potesse sciogliersi per annessione nel Popolo della Libertà come, purtroppo, è avvenuto con la perdita del simbolo e dell'identità.
Fedele alle tradizioni familiari e secondo l'insegnamento di mio padre, proseguo la mia battaglia politica nelle file de"La Destra", di cui l'on.Achille Villani Miglietta ha avuto la bontà di nominarmi portavoce temporaneo per il costituendo circolo di Veglie.


 

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