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Ormai è ufficiale! Sta per accadere
qualcosa di veramente sgradevole, in quanto le suore
d'Ivrea stanno per abbandonare Veglie dopo ottanta anni
di proficua e lodevole presenza.
Lo ha ufficializzato l'arciprete
scatenando una valanga di proteste e, se non si
interverrà con forza e decisione, la nostra comunità a
giugno perderà per sempre l'opera solerte e silenziosa
di queste religiose, che, in silenzio ma con estrema
dignità, hanno educato quattro generazioni di vegliesi.
E' già partita una raccolta di firme
per far recedere la casa madre dalla decisione e sono
certo che Veglie risponderà con slancio e con affetto al
fine di trattenere le nostre suore, che fanno parte a
pieno titolo della grande famiglia cittadina.
Io non so che cosa ci sia dietro, anche se si vocifera
che si siano scatenati voraci appetiti attorno a quell'immobile
che la santa memoria del nostro vescovo mons.Adolfo
Verrienti volle destinare alle suore d'Ivrea; ma, come
cittadino e cattolico qualunque, lancio l'allarme.
Veglie, già tanto materialista e
scristianizzata, non può permettersi il lusso di perdere
anche la presenza delle suore dopo aver
perduto,centocinquanta anni or sono, i frati conventuali
di S.Francesco d'Assisi, in seguito all'infame legge
Rattizzi (ndr - Legge 8 luglio 1866, n. 3036 -
Soppressione delle corporazioni religiose che non
avessero compiti di assistenza o di insegnamento e
l'incameramento dei loro beni nel fondo statale per il
culto) voluta dalla massoneria piemontese dopo la
malriuscita unità d'Italia.
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