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 17 gennaio 2008  - di Daniele Durante

Lettere

 

SIGNORI, IL PAESE E' MIGLIORE DI VOI

 

Signori parlamentari (onorevoli per niente…), so bene che la vergogna è un sentimento a voi sconosciuto, e so anche che con questa classe politica abbiamo da tempo toccato il fondo. Ma mi rendo conto che purtroppo stiamo continuando a scavare. Il discorso di dimissioni di Clemente Mastella in Parlamento qualche giorno fa, era semplicemente scandaloso, un attacco diretto e violento contro la magistratura, colpevole di aver arrestato la moglie dell’ex ministro, e di accusare di 7 (sette!) capi d’imputazione lo stesso Mastella. Per non parlare dell’arresto di una trentina di membri dell’Udeur, partito di Mastella, per i reati più disparati. Ma ancora più scandaloso e vergognoso è stato l’applauso bipartisan di tutto il parlamento alle parole dell’ex ministro di grazia e giustizia. TUTTI, dalla Lega a Forza Italia (ma va!?), ad AN, al Partito Democratico, con le sole eccezioni dei Comunisti Italiani e dell’Italia Dei Valori, TUTTI ad applaudire, a osannare, senza nemmeno avere cognizione delle accuse mosse dai PM, e degli atti processuali, l’uomo di Ceppaloni. Il motivo mi sembra ovvio: “Oggi è successo a lui, domani potrebbe succedere a noi…”

È l’ennesimo segno di uno stato di insofferenza dei politici nei confronti delle leggi, che per fortuna il Paese (con la P maiuscola, cioè NOI che votiamo) sembra aver capito. La classe politica è marcia, porta con sé una concezione del proprio potere come di qualcosa di immutabile e digrigna i denti ogni volta che un qualsiasi pubblico ministero si azzarda a scalfirlo. Lo spettacolo, sconcertante, del parlamento che applaude incondizionatamente Mastella, ne è l’ennesima prova. Ormai questi uomini sono completamente avulsi della realtà, dai problemi delle famiglie, degli operai, degli insegnanti, salvo rilasciare dichiarazioni nei momenti propizi e a favore di telecamera. Ma dubito che questo atteggiamento riesca ancora ad infinocchiare milioni di persone…

Per questo vi dico, signori parlamentari, che il Paese è migliore di voi.

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