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Dall’8 settembre, giorno del
Vaffanculo Day e delle migliaia in piazza a Bologna,
sono passate più di 3 settimane, e il fenomeno Grillo è
stato analizzato e sezionato in ogni sua parte. Ci si è
chiesti se è giusto o sbagliato condannare l’intera
Casta (dal libro di Gian Antonio Stella), se quella del
comico è solo demagogia, quali saranno le conseguenze di
questa ondata di antipolitica.
Ma la domanda più importante, a mio parere, è una sola:
Perché?
Da dove viene la rabbia, l’indignazione che si respira
per strada, nei bar, nelle università, nei confronti
degli eletti e dei loro privilegi? Il momento storico è
casuale, o c’è stata, negli ultimi tempi, la fatidica
goccia che ha fatto traboccare il vaso, il sottovaso e
anche tutto il tavolo?
Una risposta c’è, un colpevole è facilmente
individuabile, secondo me.
È il centro-sinistra, la coalizione che ha vinto
le elezioni l’11/04/2006.
Spiego cosa mi spinge a dire questo con tanta sicurezza.
Il governo di Silvio Berlusconi ha fatto danni enormi.
In cinque anni sono state fatte una decina di leggi ad
personam, l’informazione è stata imbavagliata e il
sistema scolastico è stato riformato in maniera molto
discutibile. Tutto questo mentre l’UE ammoniva il nostro
Paese per i conti pubblici un giorno si e l’altro pure.
Poi è arrivata la campagna elettorale, e in tanta gente
di sinistra e non solo, si è fatta largo la speranza che
ci fosse una possibilità di emergere dall’abisso, di non
essere più quelli governati da un conflitto di
interessi vivente. L’Unione ha presentato un programma
di oltre 200 pagine, di certo complesso, ma che
conteneva tante cose che profumavano un po’ di
“giustizia”. Superamento della legge 30 (poi intestata a
Marco Biagi), abolizione delle leggi pro Cavaliere, fine
della lottizzazione della Rai, riammissione dei
personaggi colpiti dal cosiddetto “editto bulgaro”.
Si è finalmente votato e Prodi ha vinto. Il vantaggio è
stato risicatissimo, grazie anche alle grandi doti
propagandistiche di Berlusconi e a una legge elettorale
da casa psichiatrica. Ma, tanti dicevano, l’importante è
che l’Italia abbia cambiato. Era un po’ come uscire dopo
5 anni da un tombino e respirare una boccata di aria
pura.
Ben presto però il tombino ci ha risucchiato.
La fragilità del governo Prodi si è subito rivelata in
tutta la sua drammaticità, con continue richieste di
“fiducia” al parlamento, per tenere insieme i pezzi
troppo diversi della coalizione. Mastella (???) e Di
Pietro litigavano sui giornali, un numero enorme di
Ministri, viceministri e sottosegretari, e un indulto
che ha liberato 26000 pregiudicati (votato da ¾ del
parlamento, ma comunque da attribuire al governo). Per
non parlare del mancato ritorno di Luttazzi, Beha, Biagi
e Guzzanti con i propi programmi.
È qui che volevo arrivare.
Le speranze della gente sono state deluse, la
rassegnazione ha lasciato il posto alla rabbia. Tanti si
sono sentiti traditi. È da qui che è sgorgato, puro e
cristallino, il primo VAF...!
Grillo porta avanti da tempo la sua crociata (giusta)
contro i parlamentari condannati in via definitiva. Ma
mai come in questo momento poteva avere tutto il seguito
di persone che abbiamo visto in televisione. Sono
convinto che la folla in piazza a Bologna,e in tante
altre città, fosse prevalentemente di sinistra.
Naturalmente vi erano componenti di ogni ideologia e
credo, e Grillo ha incassato anche il supporto
(parziale) di Fini e Donna Assunta Almirante, ma la
maggioranza dei “grillino” è riconducibile a una cultura
“rossa”. La gente, i giovani, hanno finalmente capito
che questi politici, di qualsiasi parte, non aiuteranno
mai gli italiani a vivere meglio, a trovare lavoro, ad
arrivare alla fine del mese. Il fallimento del centro
sinistra ha dato fuoco alla miccia dell’antipolitica,la
disillusione ha generato lo sdegno e lo schifo di
persone oneste che si sentono prese per il c... da anni,
e che non ne hanno più voglia.
C’è tanta demagogia in ciò che Grillo dice e fa, ma è il
pensiero della gente, di tanta gente. Ed è stato questo
governo a rovesciare il vaso, il sottovaso e tutto il
tavolo.
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