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29/08/2007   -  di Daniele Durante
Perché la lega ce l’ha duro…

 

 

C’è talmente tanto a cui pensare nell’estate della politica italiana, che i politici polemizzano anche sulle parole di un leader illuminato come Umberto Bossi sullo “sciopero fiscale”. L’inventore della secessione e del motto “la LEGA ce l’ha duro” (che già la dicono lunga sulla portata del personaggio), ha dichiarato in un momento di esaltazione (forse in preda alla “durezza” citata pocansi) che i leghisti stanno organizzando una protesta clamorosa contro le esose tasse del governo Prodi. Il leader del carroccio ha pensato bene di dar sfogo alla rabbia della gente che “è stanca delle tasse di questo governo”,con una protesta a suo dire clamorosa. I dettagli sono ancora segreti, ma negli ultimi giorni si è parlato di una protesta soft in 5 o 6 passi, e naturalmente non si è fatta attendere l’adesione di Berlusconi che , com’è noto, con le cartelle esattoriali non è mai andato d’accordo. Fossero cadute nel vuoto (come sarebbe stato normale), le dichiarazioni di Bossi non avrebbero meritato nemmeno l’inchiostro di queste poche righe, ma, visto che i nostri parlamentari hanno speso  fiumi di parole a tal proposito, cercherò di entrare nel merito.

Se un leader politico propone una protesta del genere, probabilmente non ha la minima conoscenza di come funziona uno Stato, e in particolare lo stato sociale. Ogni cittadino italiano, attraverso le tasse, versa una parte del suo patrimonio al fisco. La contribuzione è proporzionata al reddito effettivo per i dipendenti pubblici e a quello dichiarato (e questo è il vero tasto dolente) per i privati, e risponde al criterio “più guadagni, piu paghi”. Questi soldi vengono poi distribuiti tra i vari comparti di cui è composto il sistema statale: sanità,sicurezza,istruzione ecc. Questo sistema contributivo permette a chi versa in condizioni di ristrettezze economiche,di poter usufruire degli ospedali pubblici, della scuola pubblica, e di tutti quei servizi che privatamente non potrebbe permettersi. Non bisogna dimenticare infatti che il sistema sanitario italiano,pur con tutti i suoi problemi, è considerato uno dei più validi del mondo occidentale, come ha ricordato anche Michael Moore alla presentazione del suo documentario-denuncia sulla sanità americana, famosa per lasciar morire per strada chi non è in grado di stipulare un’assicurazione che copra le spese mediche. Versare i soldi alle regioni,invece che nelle casse dello Stato centrale, come furbescamente ha proposto il leader leghista, avrebbe conseguenze che qualsiasi persona con un quoziente intellettivo medio e un po’ di buona volontà, può comprendere. Se i residenti in Lombardia (regione ricca) versassero le loro tasse alla Regione avrebbero mediamente a disposizione un budget per i servizi pubblici molto superiore a quello dei campani (regione povera). Conseguenza naturale sarebbe una diversità nella qualità dei servizi offerti, e quindi una differenza nella qualità della vita tra i cittadini Italo-Lombardi e quelli Italo-Campani.

 

Questo era il primo punto. Il secondo sta nel fatto che NON Può e NON DEVE passare la concezione che si possa far cadere un governo non pagando le tasse. Non è concepibile che la parte che perde le elezioni utilizzi come metodo di protesta politica un’azione che mira al disfacimento dello Stato democratico. È normale ed è lecito pensare che Prodi abbia introdotto tasse esagerate, ecc ecc, ma non è normale pensare di far sentire la propia voce non pagandole. A memoria d’uomo nessuno è mai stato felice di versare le imposte, ma è sempre valsa tra la gente la concezione generale che chi non le pagasse o le pagasse in parte fosse un evasore,e come tale da perseguire. Se una parte politica (minoritaria per fortuna,ma comunque pericolosa) vuole capovolgere questa concezione, e introdurre la figura dell’”evasore a fin di bene”, è una parte politica a dir poco irresponsabile, che considera i cittadini dei pecoroni privi di senso critico, pronti a seguire il primo Umberto che sale su un  palco a urlare idee strampalate.

 

Se c’è un problema nel sistema fiscale italiano, questo è dato dall’evasione. Conosciamo tutti qualcuno che dice che “è impossibile pagare tutte le tasse”,e questo la dice lunga sulla gravità della questione. La realtà è che se tutti pagassero davvero quello che gli spetta, pagheremmo tutti molto meno, ma far passare questa idea non è facile. Per questo è apprezzabile la proposta di Montezemolo, di promuovere una manifestazione non contro le tasse, ma perché le tasse le paghino tutti, prontamente e bruscamente zittito dal leader del carroccio, che com’è noto non ha studiato a Oxford.

 

Nessuno sa come andrà a finire questa storia, se i propositi leghisti verranno attuati o meno.

Prima delle elezioni Umberto Bossi aveva dichiarato: “se vince Prodi vado a vivere in Svizzera”. Fosse stato di parola, ci avremmo guadagnato tutti…

 

 

Daniele Durante