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MEDIA WORLD,
L’AMMINISTRATORE DELEGATO: PAGHEREMO TUTTI
Uno
spot che rischia di costare 10 milioni
Televisore
gratis se l’Italia vince». La promozione lanciata a maggio: in 10
mila hanno comprato lo schermo
MILANO — Loro assicurano di «aver sempre tifato
Italia, fin dall’inizio». E che continueranno a farlo fino a
domani sera, quando la Nazionale si giocherà la finale del Mondiale
di Calcio 2006 contro la Francia. E semmai l’Italia dovesse portarsi
a casa l’ambita coppa dorata, loro sarebbero solo «felici», anche se
dal primo settembre oltre diecimila persone arriveranno in negozio
per riscuotere il «premio» promesso, una cifra che, in totale, può
aggirarsi intorno ai dieci milioni di euro.
Perché quasi due mesi fa,
la grande catena dell’elettronica Media World ha pensato bene di far
puntare i suoi clienti sulla vittoria della Nazionale. Niente gioco
d’azzardo, per carità, ma una promozione che legava l’acquisto di
mega televisori (dai 32 pollici in su, cristalli liquidi o plasma)
alla Coppa del mondo di calcio. Chi ne comprava uno nel periodo dal
18 maggio all’8 giugno poteva vincere una tv, diceva la pubblicità.
Anche se poi leggendo il regolamento si scopriva che in realtà si
trattava di un buono d’acquisto del valore della tv acquistata da
spendere entro la fine del 2006. Necessaria però una condizione: che
Lippi e compagni diventassero campioni del mondo.
Sono passati quasi due mesi.
Tutto il popolo
tricolore ha sofferto per Cannavaro, Buffon, Gilardino. Ma per
quelli (più di diecimila) che hanno una tv al plasma nuova di zecca
(da un costo minimo di 899 euro ad un massimo di cinquemila) ogni
vittoria e ogni passaggio alla fase successiva del Mondiale ha avuto
un doppio significato. E ormai ci siamo. Poco più di ventiquattr’ore
e la spesa potrebbe essere ammortizzata.
Ci spera nella vittoria italiana nonostante tutto
Pierluigi Bernasconi,
amministratore
delegato di Mediamarket, la holding che guida Media World. «Siamo
tranquilli, se dovesse vincere l’Italia nessuno perderà il suo posto
di lavoro», sorride, anche perché «l’operazione è stata votata,
approvata e messa a budget dagli azionisti», rendendola «la
promozione con il montepremi più grande della storia (dieci milioni
di euro, ndr)». È anche vero che prima di lanciarla, si sono ben
cautelati stipulando un’assicurazione che li rimborsasse in caso di
vittoria della Nazionale.
E l’ad racconta della sfida lanciata
alla fine dell’anno scorso durante un incontro tra tutti i vertici
del grande gruppo tedesco che in Europa ha 558 punti vendita sparsi
in 12 Stati tra cui Germania, Italia, Francia, Spagna, Portogallo,
Polonia. «Si parlò della possibilità di legare una promozione ai
Mondiali di calcio — spiega —, ma alla fine solo noi italiani
decidemmo di osare: vendere tv rimborsandone il prezzo in buoni
d’acquisto se la Nazionale vinceva». I tedeschi non se la sono
sentita.
Magari anche solo per scaramanzia,
ma loro hanno
preferito volare più bassi e regalare solo un buono da dieci euro
per ogni gol segnato dalla loro squadra. E nonostante il rischio
(per l’azienda), «ho sempre tifato Italia», dice Bernasconi. Anzi,
«ci abbiamo talmente creduto che la nostra campagna è continuata
anche dopo l’8 giugno invitando chi aveva comprato la tv a tifare
Italia, e sul palazzo di vetro della nostra sede centrale (a Curno,
Bergamo) abbiamo appeso decine di Tricolori».
È anche vero che alla grande catena,
l’idea ha fruttato «vendite più che raddoppiate solo per le tv dai
32 pollici in su» e un aumento generale del 30% di tutti gli altri
prodotti. Ora bisogna solo incrociare le dita. |