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In ricordo di Antonio Catamo
Ieri si è tenuta presso il Convento dei
Francescani di Veglie l’ultima serata in programma per la IV
Settimana della Cultura vegliese, dedicata ad Antonio Catamo, a
dieci anni dalla morte, ed al nuovo libro “Pagine e ricordi, scritti
di Antonio Catamo” raccolta curata da Dino Levante.
Presenti alla serata, tra gli altri,
l’Assessore alla Cultura di Veglie Antonio De Bartolomeo, il Sindaco
di Veglie Fernando Fai, il figlio di Tonino Catamo, Lorenzo, e
l’Onorevole Adriana Poli Bortone, invitata in qualità di amica di
Antonio Catamo e di compagna di partito e di lotte politiche.
Ad allietare la serata, attraverso momenti
musicali d’eccezione, il bravissimo fisarmonicista vegliese
Alessandro Gazza, altra gloria e vanto di questo paese e del Salento.
Straordinaria ed affascinante come sempre
l’Onorevole Adriana Poli Bortone, degna rappresentante non solo del
nostro Salento, ma dell'intelligenza, della capacità e grazia
femminile, la quale, con il suo mirato e puntuale intervento,
ha tracciato i caratteri fondamentali della personalità politica ed
umana dell’amico scomparso.
Io non ho avuto modo di conoscere Antonio
Catamo, in quanto non essendo originaria di Veglie, ma “importata”
ed “adottata”, sono qui da quasi 9 anni, mentre Tonino è morto 10
anni fa. Ho potuto, però, farmene un’idea precisa ieri sera,
grazie a tutte le parole spese in ricordo di quest’uomo eccezionale
che ha saputo far uscire l’erudizione locale dalla sua minorità,
regalando scritti, saggi, articoli, ricostruzioni storiografiche
puntuali sulla Terra d’Otranto.
L’Onorevole Poli Bortone ha voluto ricordarne
la passione politica, quella culturale e letteraria, l’attaccamento
ai valori più profondi della cultura e della storia di Veglie e, più
in generale, del Salento; l’amore per le proprie radici e
tradizioni, la volontà di ricostruire e scoprire identità nascoste
dal tempo, attraverso il recupero dei particolari, delle cose
piccole che possono sembrare insignificanti ai molti, ma che se
attentamente osservate, rivelano passaggi, momenti, segni
preziosissimi della nostra storia.
Nel leggere il libro, la Poli Bortone si è poi
dichiarata stupita dalla padronanza dimostrata dal Catamo
nell’utilizzare un linguaggio tecnico-artistico degno di un vero
maestro e dottore dell’Arte e, nello stesso tempo, stupita della sua
sensibilità, non solo artistica, ma anche umana, che regala ai suoi
scritti ed alle sue poesie quella delicatezza che solo un animo
gentile e buono può possedere e lui aveva un animo così, dominato da
una profonda religiosità e da forte attaccamento alle radici e alla
famiglia, valori di cui lui non aveva bisogno di parlare, perché
vissuti in prima persona, nella quotidianità della sua vita.
Dopo l’esaustivo intervento dell’Onorevole, che
ha voluto anche leggere ai presenti due brani ed una poesia tratti
dal libro, la parola è passata al figlio di Tonino Catamo, Lorenzo,
il quale ha voluto ricordare del padre il rigore con il quale ha
sentito e vissuto la vita; l’onestà, la schiettezza, la correttezza,
il rispetto degli altri, fossero anche avversari politici, e tutti
gli altri valori che ne hanno strutturato la persona e che ancora
vivono nel ricordo di tutti coloro che lo hanno conosciuto, amato e
stimato.
Come ha sottolineato ieri sera Dino Levante,
che ha curato la stesura del libro, si può morire due volte: la
prima volta fisicamente e la seconda quando muore il ricordo che una
persona lascia.
Non è il caso di Antonio Catamo, il cui ricordo
rimarrà per sempre, perché lui è uno di quegli uomini che hanno
lasciato un segno indelebile del loro passaggio su questa terra,
poiché con la sua intensa attività culturale, di ricerca ed
informazione ha regalato una “memoria storica” di importanza
fondamentale per comprendere meglio gli aspetti più variegati e
nascosti della storia del nostro Salento.
Sono state donate circa 350 copie del libro al
Sindaco, il quale provvederà a farle avere a tutti coloro che ne
facessero richiesta.
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