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NOTIZIE 

28/06/2006   -   di Daniela Della Bona

 

 

In ricordo di Antonio Catamo

Ieri si è tenuta presso il Convento dei Francescani di Veglie l’ultima serata in programma per la IV Settimana della Cultura vegliese, dedicata ad Antonio Catamo, a dieci anni dalla morte, ed al nuovo libro “Pagine e ricordi, scritti di Antonio Catamo”  raccolta curata da Dino Levante.

Presenti alla serata, tra gli altri, l’Assessore alla Cultura di Veglie Antonio De Bartolomeo, il Sindaco di Veglie Fernando Fai, il figlio di Tonino Catamo, Lorenzo, e l’Onorevole Adriana Poli Bortone, invitata in qualità di amica di Antonio Catamo e di compagna di partito e di lotte politiche.

Ad allietare la serata, attraverso momenti musicali d’eccezione, il bravissimo fisarmonicista vegliese Alessandro Gazza, altra gloria e vanto di questo paese e del Salento.

Straordinaria ed affascinante come sempre l’Onorevole Adriana Poli Bortone, degna rappresentante non solo del nostro Salento, ma dell'intelligenza, della capacità e grazia femminile,  la quale, con il suo mirato e puntuale intervento, ha tracciato i caratteri fondamentali della personalità politica ed umana dell’amico scomparso.

Io non ho avuto modo di conoscere Antonio Catamo, in quanto non essendo originaria di Veglie, ma “importata” ed “adottata”, sono qui da quasi 9 anni, mentre Tonino è morto 10 anni fa. Ho potuto, però,  farmene un’idea precisa ieri sera, grazie a tutte le parole spese in ricordo di quest’uomo eccezionale che ha saputo far uscire l’erudizione locale dalla sua minorità, regalando scritti, saggi, articoli, ricostruzioni storiografiche puntuali sulla Terra d’Otranto.

L’Onorevole Poli Bortone ha voluto ricordarne la passione politica, quella culturale e letteraria, l’attaccamento ai valori più profondi della cultura e della storia di Veglie e, più in generale, del Salento; l’amore per le proprie radici e tradizioni, la volontà di ricostruire e scoprire identità nascoste dal tempo, attraverso il recupero dei particolari, delle cose piccole che possono sembrare insignificanti ai molti, ma che se attentamente osservate, rivelano passaggi, momenti, segni preziosissimi della nostra storia.

 Nel leggere il libro, la Poli Bortone si è poi dichiarata stupita dalla padronanza dimostrata dal Catamo nell’utilizzare un linguaggio tecnico-artistico degno di un vero maestro e dottore dell’Arte e, nello stesso tempo, stupita della sua sensibilità, non solo artistica, ma anche umana, che regala ai suoi scritti ed alle sue poesie quella delicatezza che solo un animo gentile e buono può possedere e lui aveva un animo così, dominato da una profonda religiosità e da forte attaccamento alle radici e alla famiglia, valori di cui lui non aveva bisogno di parlare, perché vissuti in prima persona, nella quotidianità della sua vita.

Dopo l’esaustivo intervento dell’Onorevole, che ha voluto anche leggere ai presenti due brani ed una poesia tratti dal libro, la parola è passata al figlio di Tonino Catamo, Lorenzo, il quale ha voluto ricordare del padre il rigore con il quale ha sentito e vissuto la vita; l’onestà, la schiettezza, la correttezza, il rispetto degli altri, fossero anche avversari politici, e tutti gli altri valori che ne hanno strutturato la persona e che ancora vivono nel ricordo di tutti coloro che lo hanno conosciuto, amato e stimato.

Come ha sottolineato ieri sera Dino Levante, che ha curato la stesura del libro, si può morire due volte: la prima volta fisicamente e la seconda quando muore il ricordo che una persona lascia.

Non è il caso di Antonio Catamo, il cui ricordo rimarrà per sempre, perché lui è uno di quegli uomini che hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio su questa terra, poiché con la sua intensa attività culturale, di ricerca ed informazione ha regalato una “memoria storica” di importanza fondamentale per comprendere meglio gli aspetti più variegati e nascosti della storia del nostro Salento.

Sono state donate circa 350 copie del libro al Sindaco, il quale provvederà a farle avere a tutti coloro che ne facessero richiesta.