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dal 30 giugno al 9 luglio 2006
Corigliano d’Otranto (Le)
Ingresso gratuito
Info 800242815 –
www.provincia.le.it
Teatro
direzione artistica Mandiaye N’Diaye
In collaborazione con Gianguido Palumbo
La sesta edizione di Salento Negroamaro, rassegna delle
culture migranti della Provincia di Lecce, nel suo viaggio
alla scoperta del continente africano dedica dieci giorni al teatro
sotto la direzione artistica dell’attore/autore senegalese
Mandiaye N'Diaye in collaborazione con Gianguido Palumbo.
Dal 30 giugno al 9 luglio
il Comune di Corigliano d’Otranto ospiterà la presentazione del
Progetto di Cooperazione Italo-Senegalese all’interno del quale sono
nati uno spettacolo teatrale e un film.
Mandiaye N'Diaye proporrà infatti in anteprima assoluta lo
spettacolo “Leebu Nawet ak Noor” (Il gioco della povertà e
della ricchezza), tratto dal Pluto di Aristofane riscritto in lingua
Wolof, con la partecipazione di numerosi abitanti del villaggio
senegalese Diol Kadd (in replica sino al 2 luglio) mentre lo
scrittore-regista Gianni Celati proporrà il documentario
“Passer la vie a Diol Kadd” che è parte integrante dello
spettacolo.
Mandiaye N'Diaye e Abdou Fall terranno inoltre un
“Laboratorio teatrale sulla tecnica narrativa dei Griot senegalesi”
(dal 3 al 5 luglio) che si concluderà con uno spettacolo itinerante
per il Centro Storico di Corigliano (6 luglio). É prevista inoltre
la partecipazione dello scrittore senegalese Pap Khouma (5
luglio) e dell’algerino Tahar Lamri che presenterà lo
spettacolo “Un narratore Tuareg” (dal 7 al 9 luglio).
Programma dettagliato
Il programma della sezione Teatro prenderà il via venerdì 30
giugno alle 21.00 sulle Terrazze del Castello di Corigliano
d’Otranto con la presentazione ufficiale. Dalle 22.00 nella Sala
della Cavallerizza andrà in scena la prima dello spettacolo
“Leebu Nawet ak Noor” (Il gioco della povertà e della
ricchezza) ideato e diretto da Mandiaye N’Diaye, tratto dal Pluto di
Aristofane riscritto in lingua Wolof, con la partecipazione di Mame
Asta Kandji, M’Baye Babacar N’Diaye, Moussa Ka, Mor N’Diaye e Mame
Abdou Fall protagonisti e abitanti del Villaggio senegalese Diol
Kadd, e dello scrittore-regista italiano Gianni Celati autore del
film “Passer la vie a Diol Kadd” interno allo spettacolo.
Nel 1983 Marco Martinelli, Ermanno Montanari, Luigi Dadina e
Marcella Nonni fondano a Ravenna il Teatro delle Albe, operante
stabilmente dentro Ravenna Teatro, un centro teatrale di innovazione
che intreccia, alla ricerca del “nuovo”, la lezione della tradizione
teatrale. Martinelli, drammaturgo e regista, scrive infatti i testi
ispirandosi agli antichi e, contemporaneamente, al presente,
pensando le storie per gli attori che diventano così veri e propri
co-autori. Nel 1987 la compagnia acquisisce al suo interno dei
griots senegalesi, tra cui Mandiaye N’Diaye, portando avanti da quel
momento un’esperienza di “intrecciato teatrale” unica nel panorama
teatrale italiano ed europeo, producendo spettacoli che hanno
riscosso successo di critica nazionale ed internazionale: I ventidue
infortuni di Mor Arlecchino, un arlecchino senegalese di una
reinventata commedia dell’Arte; I Polacchi, riscrittura dell’Ubu re
di Alfred Jarry; e poi ancora All’Inferno, un affresco ispirato alle
opere di Aristofane; I Refrattari. Tutti questi lavori sono nati
dall’intuizione di una Romagna africana, una specie di pezzo
d’Africa staccatosi dal continente madre per incastrarsi tra le
nebbie della Mitteleuropea: alla luce di questo, Aristofane diventa
l’antenato totem, sospeso tra Africa e Occidente. Queste intuizioni
hanno lavorato nell’immaginario delle Albe.
Ma oggi Aristofane rivive proprio tra gli asinelli, gli adolescenti
e le donne di Diol Kadd, un villaggio di 300 abitanti sorto alla
periferia di Thies, la seconda capitale del Senegal, dove è nata
l’associazione Takku Ligey Theatre, sotto la direzione artistica di
Mandiaye N’Diaye. Questa “casa del teatro” in Senegal intende creare
un Ravenna-Dakar che diventi punto di riferimento prezioso per
coloro che dall’Europa cerchino di avvicinarsi al continente vasto e
multiforme della teatralità africana o viceversa, per chi
dall’Africa voglia entrare in contatto con i fermenti teatrali
europei. Nello spettacolo Mandiaye N’Diaye, illustrerà la
“rinascita” di Aristofane in Senegal, ovvero il suo tentativo di
valorizzare le risorse di Diol Kadd, in una zona di etnia sérére,
dove sono ancora vive le tracce della tradizione animista. Le
religione ufficiale è islamica ma nella variante della dottrina
molto tollerante di Muride, ispirata essenzialmente ai principi
della carità islamica e dell’amore. Mandiaye N’Diaye intende
preservare la cultura animista locale e crearvi un polo d’attrazione
che freni l’esodo dei giovani. Questo è l’obiettivo che persegue
come direttore artistico di Takku Ligey Théatre anche con l’ultimo
progetto nell’ambito del quale ha riscritto Ploutos, una commedia di
Aristofane, adattandola alla vita africana e facendola rappresentare
dagli abitanti di Diol Kadd nei luoghi stessi della loro vita
quotidiana.
Sabato 1 luglio alle 21.00
nelle sale del Museo del Castello Mandiaye N'Diaye e Gianni Celati
racconteranno l’origine e la storia della loro collaborazione
all’interno del progetto mentre alle 22.00 (nella Sala della
Cavallerizza) si terrà la replica dello spettacolo “Leebu Nawet ak
Noor”.
Domenica 2 luglio alle 21.00
sulle terrazze del Castello incontro con lo scrittore e regista
Gianni Celati. Alle 22.00 nella Sala della Cavallerizza del
Castello replica dello Spettacolo "Leebu Nawet ak Noor". Gianni
Celati è nato a Sondrio nel 1937. Docente di letteratura
angloamericana all’Università di Bologna. Traduttore di Celine,
Melville, Swift, Twain, London, Stendhal, come autore ha pubblicato
diversi libri (tra gli altri "Lunario del paradiso", "Narratori
delle pianure"). Ha realizzato diversi documentari tra i quali
“Visioni di case che crollano”, una riflessione sull’arcaico e le
rovine in una società che smercia solo ciò che è nuovo, un film
senza discorsi che sembra un sogno, uno sguardo che si richiama a
Rossellini e Herzog per cercare l’inatteso, la dimensione esterna
dell’inconscio.
Lunedì 3 luglio dalle 19.00 alle 22.00
nella Sala Medioevale prende il via il Laboratorio teatrale sulla
tecnica narrativa dei Griot senegalesi, condotto da Mandiaye
N'Diaye e Abdou Fall. Il Laboratorio (3 ore al giorno per tre giorni
e 2 ore conclusive pubbliche il quarto giorno) è gratuito ed è
dedicato a chiunque, giovane e adulto sia interessato, con o senza
esperienze attoriali, senza limiti di età, per un massimo di 15
persone, con richiesta di iscrizione ( tel. 0832-683589). Dalle
22.00 nelle sale del museo sarà proiettato il “Passer la vie a Diol
Kadd” di Gianni Celati. Stesso programma per il giorno successivo
martedì 4 luglio (dalle 19 alle 22.00 laboratorio teatrale, a
seguire proiezione del film),
Mercoledì 5 luglio dopo
il laboratorio teatrale (dalle 19.00 alle 22.00), nel Giardino della
grande Quercia si terrà un incontro-dialogo con la partecipazione di
Gianguido Palumbo, cooperatore internazionale e scrittore, Mandiaye
N’Diaye e Pap Khouma. Senegalese di nascita e milanese di
adozione, Pap Khouma è direttore della rivista on-line di
letteratura della migrazione El-Ghibli. Vive a Milano e lavora in
libreria. Nel 2005, dopo quindici anni dal suo primo romanzo, ha
pubblicato con Baldini Castoldi Dalai “Nonno Dio e gli spiriti
danzanti”.
Giovedì 6 luglio alle
21.00 partendo dal portale del Castello si terrà un percorso guidato
di racconti in 15 angoli del Centro Storico di Corigliano dove i
partecipanti del Laboratorio teatrale proporranno 15 Storie brevi
elaborate con la conduzione di Mandiaye N’Diaye e Abdou Fall.
Da venerdì 7 a domenica 9 luglio
(dalle 21.30) presso la Sala della Cavallerizza del Castello verrà
proposto invece lo spettacolo “Un narratore Tuareg” che racchiude
due lavori dello scrittore algerino Tahar Lamri. Tuareg è un
racconto sugli “uomini blu”, È un dialogo immaginario dell’autore
con un uomo del deserto, che a poco a poco svela sé stesso e così
facendo racconta la storia di un popolo. È anche uno spunto che
serve all’autore per parlare di sé, della sua vita che è stata un
viaggiare nella geografia e nelle diverse identità. Lo spettacolo si
presenta come una lettura teatrale, accompagnata dalle immagini del
deserto percorso dai Tuareg, inframezzata da brani in arabo tratti
dal Corano e da antiche poesie in lingua araba. Il tutto
accompagnato dai magici canti “gnawa” e dal gumbri – antico
strumento a tre corde – del cantante Sid Ahmed Ben Bali.
Un’occasione per incontrare da vicino un testimone dell’Africa che
cambia, dell’Africa che non c’è più, dell’Africa tra noi.
Il pellegrinaggio della voce
è un testo che vuol essere uno scambio vitale delle radici antiche,
ruvido dialetto e gutturali parole arabe, rapinando, a piene mani,
il linguaggio dei cantastorie delle stalle della pianura, dei meddah
del nord Africa e dei griots senegalesi, per raccontare la nostra
Storia di tribù in viaggio e di diaspore stanziali. Lo spettacolo
che nasce da questo testo è un “trebbo” romagnolo, che come tutti i
trebbi, poiché basato sulla parola, è sempre mutevole, unico e
aperto alle improvvisazioni sceniche. Parole coricate, allineate su
diverse righe, ma in uno stato di continua veglia, che parlano
all’immaginazione, alcune comprensibili altre meno o per niente, che
possono essere accompagnate da musiche o tamburi o semplicemente
lette. Più che di un’esplorazione della memoria o un’evocazione
della nostalgia, è un intreccio di fili di convivenza che non si
volta mai a guardare il passato.
Tahar Lamri è nato ad
Algeri nel 1958. Laureato in Legge all’Università di Benghazi
(Libia), vive a Ravenna dal 1987. Ha partecipato a numerosi
incontri, seminari, conferenze e attività culturali. La sua
molteplice attività artistica si è concretizzata in particolare
nella produzione di un videoracconto dal titolo “La casa dei
Tuareg”, presentato al teatro Rasi di Ravenna, nella narrazione
teatrale Wolf o le elecubrazioni di un kazoo per Ravenna Teatro. Nel
giugno 1995 ha vinto il premio sezione narrativa del concorso
letterario Eks&Tra - Rimini (opere raccolte nel volume Le voci
dell'arcobaleno, Fara Editore) con il racconto “Solo allora sono
certo potrò capire”. Ha partecipato al CD musicale Metissage, con "I
Metissage" e Teresa De Sio, con il pezzo “La ballata di Riva” (SOS
Razzismo - Il Manifesto 1997). Lo spettacolo “Il pellegrinaggio
della voce” è stato presentato nel 2001 a Santarcangelo di Romagna
nell'ambito della rassegna "Eirene". A Malo ad AzioniInclementi con
la collaborazione di Ennio Sartori per i testi e di Stefano Bellanda
per la colonna sonora, a Mantova, Ravenna, all’Arena del Sole Teatro
Stabile di Bologna, a Cremona e in tante altre città italiane. Da
ottobre 2005 partecipa al progetto teatrale europeo “And The City
Spoke”, assieme a diversi scrittori e attori provenienti da diverse
città europee. Lo spettacolo è stato rappresentato a Londra, a
Varsarvia e a Gdinya. Reduce di una tournée negli Stati Uniti dove
ha rappresentato lo spettacolo “Il pellegrinaggio della voce”
nell’Auditorium del Colby College (Maine), il Wright Hall
Auditorium, Smith College, Northampton (Massachussetts) e
l’Auditorium del Dartmouth College, Hanover (New Hampshire).
Mandiaye N'Diaye
Il direttore artistico Mandiaye N'Diaye è nato a K. Diol N'Diaye in
Senegal. Nel 1989 entra a far parte del Teatro delle Albe di Ravenna
mettendo in scena numerosi spettacoli. Mandiaye N'Diaye è anche
autore/attore, insieme a Luigi Dadina, dello spettacolo Griot
Fulêr (pubblicato in volume per la casa editrice Aiep Guaraldi).
Nella stessa veste ha realizzato lo spettacolo Le due calebasse
ispirandosi a fiabe di tradizione africana. Ha partecipato a
numerosi convegni in Italia testimoniando la fecondità del dialogo
tra culture diverse. Ha partecipato inoltre come attore a La Casa
Del Sorriso di Marco Ferreri (1990), La vita in gioco di
Giuseppe Bertolucci (1992). Dal 2002 è impegnato nella realizzazione
di un progetto nel suo villaggio di origine in Senegal che intende
collegare la cooperazione internazionale fra comunità locali
italiane e senegalesi e la valorizzazione di tradizioni culturali
attraverso un suo impegno diretto come regista, attore, animatore
sociale sia in Italia che nel suo Paese. Il progetto vede coinvolto
anche lo scrittore e regista italiano Gianni Celati.
Gli spettacoli e i corsi si terranno presso il Castello di
Corigliano d’Otranto (Le)
Programma
Venerdi 30 giugno-Domenica 9 luglio
Corigliano d’Otranto
Direttore Artistico Mandiaye N’Diaye ( Senegal- Italia-
Ravenna )
In collaborazione con Gianguido Palumbo
Venerdi 30 giugno
Ore 21.00 Castello – Terrazze
Presentazione del Programma TEATRO e dello Spettacolo "Leebu Nawet
ak Noor "
( Il gioco della povertà e della ricchezza )
Ore 22.00 Castello - Sala della Cavallerizza
Prima dello Spettacolo Leebu Nawet ak Noor ( Il gioco della povertà
e della ricchezza ): ideazione e regia di Mandiaye N’Diaye , tratto
dal Pluto di Aristofane riscritto in lingua Wolof , con Mame Asta
Kandji,M’Baye Babacar N’Diaye,Moussa Ka,Mor N’Diaye e Mame Abdou
Fall protagonisti e abitanti del Villaggio senegalese Diol Kadd, e
la partecipazione dello scrittore-regista italiano Gianni Celati
autore del film Passer la vie a Diol Kadd interno allo spettacolo.
Sabato 1 luglio
Ore 21.00 Castello- Museo
Incontro con Mandiaye N'Diaye e Gianni Celati che
racconteranno l’origine e la storia della loro collaborazione
all’interno del progetto e del film Passer la vie a Diol Kadd.
Ore 22.00
Castello - Sala della Cavallerizza
Replica dello Spettacolo"Leebu Nawet ak Noor "
Domenica 2 luglio
Ore 21.00 Castello- Terrazze
Incontro con Gianni Celati, scrittore e regista.
Ore 22.00
Castello - Sala della Cavallerizza
Replica dello Spettacolo "Leebu Nawet ak Noor "
Lunedì 3 luglio
Ore 19.00- 22.00 Castello – Sala Medioevale
Inizio del Laboratorio teatrale ad iscrizione sulla
tecnica narrativa dei Griot senegalesi, condotto da Mandiaye N'Diaye
e Abdou Fall.
Il Laboratorio ( 3 ore al giorno per tre giorni e 2 ore conclusive
pubbliche il quarto giorno ) gratuito, è dedicato a chiunque,
giovane e adulto sia interessato, con o senza esperienze attoriali,
senza limiti di età, per un massimo di 15 persone, con richiesta di
iscrizione ( tel. 0832-683589)
Ore 22.00
Castello - Museo
Replica di proiezione del film di G.Celati Passer la vie a
Diol Kadd.
Martedì 4 luglio
Ore 19.00- 21.00 Castello – Sala Medioevale
Laboratorio teatrale
Ore 22.00
Castello - Museo
Replica di proiezione del film di G.Celati Passer la vie a
Diol Kadd.
Mercoledì 5 luglio
Ore 19.00- 22.00 Castello – Sala
Medioevale Laboratorio teatrale
Ore 22.00 Giardino della Grande Quercia
Assieme sotto la grande Quercia .
Incontro-Dialogo fra Italiani e Stranieri, con:
Gianguido Palumbo,
cooperatore internazionale e scrittore e Mandiaye N’Diaye,
attore e regista. Ospite d’onore lo scrittore senegalese
Pap Khouma, autore di “ Io venditore di elefanti” e “Nonno
Dio e le lingue di fuoco” ( Baldini e Castoldi ed.). Sono
invitate le Comunità Straniere di Corigliano e tutti i Cittadini
interessati.
Giovedì 6 luglio
Ore 21.00 Dalla Porta del Castello al Centro Storico e
ritorno.
Percorso guidato di Racconti in 15 angoli del Centro Storico di
Coregliano dove i partecipanti del Laboratorio teatrale
proporranno 15 Storie brevi elaborate con la conduzione di Mandiaye
N’Diaye e Abdou Fall.
Venerdi 7 luglio
Ore 21.00 Castello- Terrazze
Presentazione dello spettacolo Un narratore Tuareg
con Tahar Lamri, autore-attore algerino, che vive e lavora
in Italia da anni.
Ore 22.00 Castello - Sala della Cavallerizza
Prima dello spettacolo Un narratore Tuareg
Sabato 8 luglio
Ore 21.30 Replica dello
spettacolo Un narratore Tuareg
Domenica 9 luglio
Ore 21.30 Replica dello
spettacolo Un narratore Tuareg
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