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Nota alla Stampa
Dieci ore di
consiglio comunale tutte di fila, senza pause e senza
interruzioni. Qualcosa di disumano e di inspiegabile.
Per tre mesi
(dal 30 gennaio 2006) la maggioranza guidata da Fai non ha
sentito il dovere di convocare un consiglio comunale. Il 30
marzo i sette consiglieri di minoranza hanno chiesto la
convocazione del consiglio comunale per discutere, ad un
anno dall’insediamento dell’attuale maggioranza, della
verifica delle linee programmatiche ed, in particolare, dei
ritardi nell’ampliamento della zona PIP.
Costretta
dalla richiesta della minoranza, il venerdì santo, 14
aprile, la maggioranza ha convocato il consiglio comunale
con 16 punti all’ordine del giorno: due delibere di
approvazione di verbali di sedute precedenti, sette
interpellanze su argomenti diversi unificate in un solo
punto, due mozioni, modifiche sostanziali a regolamenti,
modifiche allo Statuto dell’Union3, adesione a un Consorzio,
emissioni di B.O.C., riconoscimento di debiti fuori
bilancio…ecc., con l’evidente scopo di nascondere e fare
scomparire l’ordine del giorno presentato dalla minoranza.
Senza il
tempo necessario per almeno leggere le delibere da
approvare, con le feste pasquali di mezzo, il consiglio
comunale del 20 aprile è stato un polpettone che la
maggioranza ha affrontato con grande impreparazione e la
solita superficialità.
Gli esiti
sono stati disastrosi.
Nonostante i
gruppi di minoranza, uniti, avessero offerto per l’intero
consiglio collaborazione e mai ostruzionismo, con un
dibattito serrato e con proposte puntuali, sui due argomenti
più importati dell’ordine del giorno per il futuro della
comunità (emissione di BOC per € 7.500.000,00 e il
riconoscimento di un debito fuori bilancio per € 215.000,00)
sono state segnalate irregolarità e illegittimità. La
maggioranza, con reticenze e/o risposte evasive, ha voluto
approvare le due delibere. I consiglieri di minoranza, non
ascoltati, sono stati costretti a presentare, subito dopo,
due esposti ai Carabinieri della Stazione di Veglie per
accertamenti sulle due delibere, per quanto di competenza.
Di essi si allegano i testi.
Da un punto
di vista politico, inoltre, è da sottolineare il dato che la
maggioranza di Fai, che da tempo aveva consumato la sua luna
di miele, pur senza dichiarazioni ufficiali, si è presentata
in Consiglio con soli 12 (su 14) consiglieri e ha approvato
alcuni punti dell’ordine del giorno con solo 11 voti
favorevoli, fra cui la delibera di estinzione di mutui ed
emissione di BOC per € 7.500.000,00. Una maggioranza
risicata e traballante ha ipotecato il futuro di Veglie per
20 anni.
Nel corso
del Consiglio la minoranza ha anche chiesto, con ampie
motivazioni, le dimissioni di Antonio Cascione da assessore
ai lavori pubblici e di Cosimo Mangia da Presidente della
seconda commissione consiliare.
Il bilancio
di un anno dell’amministrazione Fai appare del tutto
negativo per la confusione nella gestione, per errori,
omissioni e ritardi. Quel che Fai vanta di attività
amministrativa è solo il retaggio di ciò che hanno fatto le
passate amministrazioni, frutti che Fai raccoglie, senza
neppure il coraggio di riconoscerne la provenienza.
Veglie 23
aprile 2006