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Lettere alla redazione 

06/04/2006   -   di Daniele Durante

 

 

( ndr - chiunque volesse intervenire per esprimere la propria opinione in proposito può farlo mandando una mail qui oppure utilizzando il guestbook )

 

IO, UN COGLIONE

 

Non sono mai stato così contento di definirmi coglione, anzi, ho quasi voglia di scendere in strada con un cartello che faccia sapere a tutti quanto mi senta simile a questa parte anatomica, vorrei gridare ai quattro venti che non mi  offenderò più per essere stato apostrofato in tal modo…questo termine ha da ieri un significato che prima ero così ottuso da non comprendere.

Dietro quest’espressione volgare si nascondono una miriade di significati positivi e lusinghieri.

Ve ne elencherò alcuni. Essere C… significa comprendere quanto il governo attuale abbia sperperato le (poche) risorse che ha ricevuto in consegna nel 2001. Ieri, mentre il nostro amato premier affermava all’assemblea di confcommercio che chi vota a sinistra è fondamentalmente un coglione (scusate la ripetizione ma è un termine che non ha sinonimi che rendano abbastanza l’idea) l’Istat rendeva noto lo stato dei nostri conti pubblici, a dir poco disastrati.

È ancora possibile affermare che la sinistra fa catastrofismo, che tutto è sotto controllo, quando il rapporto deficit/pil è al 4,1% contro il 3,4 %  del 2004 e l’avanzo primario cala allo 0,5%?

La finanza creativa di Tremonti non ha dato i frutti sperati, e ho paura che il buco nel bilancio che troverà il prossimo governo sarà da capogiro. Ma il significato  ell’aulico termine non si ferma solo all’economia. Sono dei C… tutti quelli che si rendono conto che Berlusconi ha tre televisioni e ne controlla indirettamente altre tre.

Come è possibile farsi ancora abbindolare dalle favole sui giornalisti tutti di  sinistra? I direttori dei due principali telegiornali RAI sono uomini di fiducia del premier, al punto che Mimun interviene direttamente a modificare i servizi del TG1 tra l’ira della redazione.

E vogliamo parlare della multa dell’Authority per la par condicio a studio aperto, al TG2 e a retequattro? E della puntata di Ballarò in cui il direttore del TG5 Carlo Rossella parlava di politica difendendo il Premier alla maniera di Bondi e Schifani? Non oso immaginare quanti saranno i coglioni che pensano che la guerra in Iraq è ingiusta, che nessuno ha dato il compito ai paesi occidentali di esportare la democrazia, che fare i leccapiedi di Bush ci ha fatto fare una magra figura agli occhi di Francia, Germania e della Storia.

Chissà quanti si saranno accorti delle leggi approvate dalla maggioranza parlamentare per evitare la miriade di guai giudiziari del presidente del consiglio, di Fininvest, dell’A.C.Milan, della Mondadori, e chi più ne ha più ne metta. È stato patetico vedere l’On. Pecorella,  ” l’avvocato con la prolunga “( definizione di Michele Serra su Repubblica), far approvare in parlamento le leggi che subito dopo andava ad invocare in aula.

Il bilancio di questo governo, eccetto alcune leggi (patente a punti, legge sul fumo) è semplicemente disastroso. Berlusconi ha preso in giro gli italiani e pretende di continuare a farlo, perché si considera il più furbo, il più forte, il capo e il padrone. Mi fa impressione pensare che è arrivato a governare il Paese con un partito artificiale e senza radici ideologiche, e con slogan puramente demagogici come “meno tasse per tutti”.

Questi cinque anni sono stati l’apice della politica dell’imbroglio e delle falsità gratuite, in sfregio all’intelligenza degli italiani.

Ma forse sono serviti. Il grande Indro Montanelli ci aveva avvertito dicendo che l’Italia non avrebbe compreso appieno la pericolosità di Berlusconi finchè non lo avesse provato, finchè non si fosse vaccinata. Quella di ieri è stata solo l’ennesima conferma dell’opinione che il premier ha dello scontro politico: lui è nel giusto, tutti gli altri sono dei c…

E sarà grandissima la valanga di voti che domenica 9 aprile i ciglioni rovesceranno addosso al governo, alla CDL e al Caimano megalomane. Io sarò uno di loro, uno di quelli che voteranno per l’Unione, un coglione orgoglioso di esserlo.