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IO, UN COGLIONE
Non sono mai stato così contento di definirmi coglione,
anzi, ho quasi voglia di scendere in strada con un cartello
che faccia sapere a tutti quanto mi senta simile a questa
parte anatomica, vorrei gridare ai quattro venti che non mi
offenderò più per essere stato apostrofato in tal
modo…questo termine ha da ieri un significato che prima ero
così ottuso da non comprendere.
Dietro quest’espressione volgare si nascondono una miriade
di significati positivi e lusinghieri.
Ve ne elencherò alcuni. Essere C… significa comprendere
quanto il governo attuale abbia sperperato le (poche)
risorse che ha ricevuto in consegna nel 2001. Ieri, mentre
il nostro amato premier affermava all’assemblea di
confcommercio che chi vota a sinistra è fondamentalmente un
coglione (scusate la ripetizione ma è un termine che non ha
sinonimi che rendano abbastanza l’idea) l’Istat rendeva noto
lo stato dei nostri conti pubblici, a dir poco disastrati.
È ancora possibile affermare che la sinistra fa
catastrofismo, che tutto è sotto controllo, quando il
rapporto deficit/pil è al 4,1% contro il 3,4 % del 2004 e
l’avanzo primario cala allo 0,5%?
La finanza creativa di Tremonti non ha dato i frutti
sperati, e ho paura che il buco nel bilancio che troverà il
prossimo governo sarà da capogiro. Ma il significato ell’aulico
termine non si ferma solo all’economia. Sono dei C… tutti
quelli che si rendono conto che Berlusconi ha tre
televisioni e ne controlla indirettamente altre tre.
Come è possibile farsi ancora abbindolare dalle favole sui
giornalisti tutti di sinistra? I direttori dei due
principali telegiornali RAI sono uomini di fiducia del
premier, al punto che Mimun interviene direttamente a
modificare i servizi del TG1 tra l’ira della redazione.
E vogliamo parlare della multa dell’Authority per la par
condicio a studio aperto, al TG2 e a retequattro? E della
puntata di Ballarò in cui il direttore del TG5 Carlo
Rossella parlava di politica difendendo il Premier alla
maniera di Bondi e Schifani? Non oso immaginare quanti
saranno i coglioni che pensano che la guerra in Iraq è
ingiusta, che nessuno ha dato il compito ai paesi
occidentali di esportare la democrazia, che fare i
leccapiedi di Bush ci ha fatto fare una magra figura agli
occhi di Francia, Germania e della Storia.
Chissà quanti si saranno accorti delle leggi approvate dalla
maggioranza parlamentare per evitare la miriade di guai
giudiziari del presidente del consiglio, di Fininvest, dell’A.C.Milan,
della Mondadori, e chi più ne ha più ne metta. È stato
patetico vedere l’On. Pecorella, ” l’avvocato con la
prolunga “( definizione di Michele Serra su Repubblica), far
approvare in parlamento le leggi che subito dopo andava ad
invocare in aula.
Il bilancio di questo governo, eccetto alcune leggi (patente
a punti, legge sul fumo) è semplicemente disastroso.
Berlusconi ha preso in giro gli italiani e pretende di
continuare a farlo, perché si considera il più furbo, il più
forte, il capo e il padrone. Mi fa impressione pensare che è
arrivato a governare il Paese con un partito artificiale e
senza radici ideologiche, e con slogan puramente demagogici
come “meno tasse per tutti”.
Questi cinque anni sono stati l’apice della politica
dell’imbroglio e delle falsità gratuite, in sfregio
all’intelligenza degli italiani.
Ma forse sono serviti. Il grande Indro Montanelli ci aveva
avvertito dicendo che l’Italia non avrebbe compreso appieno
la pericolosità di Berlusconi finchè non lo avesse provato,
finchè non si fosse vaccinata. Quella di ieri è stata solo
l’ennesima conferma dell’opinione che il premier ha dello
scontro politico: lui è nel giusto, tutti gli altri sono dei
c…
E sarà grandissima la valanga di voti che domenica 9 aprile
i ciglioni rovesceranno addosso al governo, alla CDL e al
Caimano megalomane. Io sarò uno di loro, uno di quelli che
voteranno per l’Unione, un coglione orgoglioso di esserlo.