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Lettere alla redazione 

15/03/2006   -   di Antiacido

 

 

Lettera aperta

Mentre vi scrivo, il mio turno notturno di lavoro in un reparto ospedaliero di Reggio Emilia si accinge al termine...  e credetemi non c'è sollievo più grande che quello di poter leggere notizie, fatti, anche nomi e cognomi di persone che si conoscono e,  pur di non staccare il cordone ombelicale con la terra natia, a volte ci si accontenta di leggere anche più volte lo stesso articolo.

Mi piacerebbe che sul vostro sito fossero trattati maggiormente argomenti rispetto alla sanità locale, non esente da difetti di carattere organizzativo e forse anche culturale.

Non voglio apparire come un soggetto che punta il dito verso qualcuno, ma in fondo al mio cuore c'è una grossa ferita: a me fa schifo - e scusate il modo dispregiativo con il quale mi esprimo - pensare che pur di fare un corso di laurea triennale per infermiere sono stato costretto ad emigrare al nord; a me fa schifo constatare che quando ho terminato gli studi sono stato costretto a lavorare al nord per svolgere la mia professione che tanto amo.

Perchè?

Lo chiedo ai politici e a tutti coloro che sanno bene di cosa sto parlando... promesse di Concorsi fantasmi e poi nient'altro! Grazie, avete contribuito ad arricchirmi dal punto di vista professionale, ma avete contribuito anche ad impoverirmi dagli affetti più cari.

Nonostante tutto amo la mia terra, nonostante tutto spero un giorno... forse è un' utopia... di poter svolgere la mia professione nella mia terra natia.

                                                                                                           Grazie.

08/03/2005