Mentre vi
scrivo, il mio turno notturno di lavoro in un reparto
ospedaliero di Reggio Emilia si accinge al termine... e credetemi non c'è sollievo
più grande che quello di poter leggere notizie, fatti, anche
nomi e cognomi di persone che si conoscono e, pur di non
staccare il cordone ombelicale con la terra natia, a volte
ci si accontenta di leggere anche più volte lo stesso
articolo.
Mi
piacerebbe che sul vostro sito fossero trattati maggiormente
argomenti rispetto alla sanità locale, non esente da difetti
di carattere organizzativo e forse anche culturale.
Non voglio
apparire come un soggetto che punta il dito verso qualcuno,
ma in fondo al mio cuore c'è una grossa ferita: a me fa
schifo - e scusate il modo dispregiativo con il quale mi
esprimo - pensare che pur di fare un corso di laurea
triennale per infermiere sono stato costretto ad emigrare al
nord; a me fa schifo constatare che quando ho terminato gli
studi sono stato costretto a lavorare al nord per svolgere
la mia professione che tanto amo.
Perchè?
Lo chiedo
ai politici e a tutti coloro che sanno bene di cosa sto
parlando... promesse di Concorsi fantasmi e poi nient'altro!
Grazie, avete contribuito ad arricchirmi dal punto di vista
professionale, ma avete contribuito anche ad impoverirmi
dagli affetti più cari.
Nonostante
tutto amo la mia terra, nonostante tutto spero un giorno...
forse è un' utopia... di poter svolgere la mia professione
nella mia terra natia.
Grazie.