QUELLA DI FAI E'
UNA VITTORIA DI PIRRO

«Noi
abbiamo vinto ugualmente; quella del sindaco, invece, è
paragonabile alla vittoria di Pirro». Questo, in sostanza, il
commento dei sette consiglieri di minoranza all'indomani
dell'ordinanza del Consiglio di Stato che ha «bocciato», per
così dire, il Tar di Lecce che aveva imposto al sindaco Fernando
Fai la nomina di una donna in Giunta. I consiglieri del
centrodestra Valerio Armonico, Govanni Carlà, Claudio Paladini,
Salvatore Vetrano e del centrosinistra Alessandro Aprile,
Antonio Greco e Fabrizio Stefanizzi, stigmatizzano la decisioni
dei giudici amministrativi di secondo grado. «Se il sindaco ha
affermato - dicono i sette esponenti della minoranza - che la
composizione della Giunta, in cui è presente una donna, non sarà
modificata, è lecito chiedersi se, con il ricorso al Consiglio
di Stato e con il risultato ottenuto, ha inteso spendere i soldi
dei contribuenti solo per farsi un quadretto privo di qualsiasi
rilievo pratico. Chi come noi - affermano ancora i consiglieri
dell'opposizione - è interessato non a sterili vittorie ma al
risultato pratico di promuovere la presenza delle donne nelle
istituzioni, è ovviamente soddisfatto della composizione
dell'attuale Giunta. Le motivazioni con cui il sindaco ha
tentato di sottrarsi agli obblighi imposti dal Tar di Lecce
erano un'offesa ai cittadini e alle cittadine di Veglie. Ma,
ormai conosciamo la volubilità di Fai. Ad Ottobre, infatti,
aveva dichiarato di condividere la pronuncia del Tar di Lecce e
poco dopo l'ha impugnata. E, affinchè il risultato ottenuto non
sia posto nel nulla - aggiugono ancora i consiglieri
dell'opposizione - non potremo perciò evitare di far giungere
alla pronuncia di merito il giudizio tuttora pendente davanti al
Tar di Lecce». E per finire: «Non capiamo - spiegano i
consiglieri di minoranza - quali sono le calunnie in questa
vicenda. Il discredito nazionale sul piccolo paese, che Fai dice
esserne derivato, non può essere imputato all'opposizione, che
fa il suo dovere, ma a lui stesso che non ha saputo e non sa
ancora gestire questa vicenda».