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Notizie 

25/02/2006   -   dalla Gazzetta del Mezzogiorno - di Katia manca

 

 

QUELLA DI FAI E' UNA VITTORIA DI PIRRO

 

«Noi abbiamo vinto ugualmente; quella del sindaco, invece, è paragonabile alla vittoria di Pirro». Questo, in sostanza, il commento dei sette consiglieri di minoranza all'indomani dell'ordinanza del Consiglio di Stato che ha «bocciato», per così dire, il Tar di Lecce che aveva imposto al sindaco Fernando Fai la nomina di una donna in Giunta. I consiglieri del centrodestra Valerio Armonico, Govanni Carlà, Claudio Paladini, Salvatore Vetrano e del centrosinistra Alessandro Aprile, Antonio Greco e Fabrizio Stefanizzi, stigmatizzano la decisioni dei giudici amministrativi di secondo grado. «Se il sindaco ha affermato - dicono i sette esponenti della minoranza - che la composizione della Giunta, in cui è presente una donna, non sarà modificata, è lecito chiedersi se, con il ricorso al Consiglio di Stato e con il risultato ottenuto, ha inteso spendere i soldi dei contribuenti solo per farsi un quadretto privo di qualsiasi rilievo pratico. Chi come noi - affermano ancora i consiglieri dell'opposizione - è interessato non a sterili vittorie ma al risultato pratico di promuovere la presenza delle donne nelle istituzioni, è ovviamente soddisfatto della composizione dell'attuale Giunta. Le motivazioni con cui il sindaco ha tentato di sottrarsi agli obblighi imposti dal Tar di Lecce erano un'offesa ai cittadini e alle cittadine di Veglie. Ma, ormai conosciamo la volubilità di Fai. Ad Ottobre, infatti, aveva dichiarato di condividere la pronuncia del Tar di Lecce e poco dopo l'ha impugnata. E, affinchè il risultato ottenuto non sia posto nel nulla - aggiugono ancora i consiglieri dell'opposizione - non potremo perciò evitare di far giungere alla pronuncia di merito il giudizio tuttora pendente davanti al Tar di Lecce». E per finire: «Non capiamo - spiegano i consiglieri di minoranza - quali sono le calunnie in questa vicenda. Il discredito nazionale sul piccolo paese, che Fai dice esserne derivato, non può essere imputato all'opposizione, che fa il suo dovere, ma a lui stesso che non ha saputo e non sa ancora gestire questa vicenda».