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Lettere alla redazione 

15/02/2006   -   di Daniele Durante

 

 

CONSIDERAZIONI DI UN LETTORE

 

Salve, vorrei complimentarmi con voi per il vostro giornale e per il vostro sito. Sono un ragazzo vegliese che per lavoro vive nella capitale e apprezzo come la vostra attenzione non sia rivolta esclusivamente alle vicende della nostra cittadina ma anche a quello che succede al di fuori e che spesso guardando il telegiornale percepiamo come qualcosa di lontano e di poco attinente con la nostra vita quotidiana. In questa categoria rientrano sicuramente i gravi fatti che stanno succedendo nei paesi a religione islamica a causa delle ormai famose vignette satiriche sul profeta Maometto. Sicuramente si è detto e scritto tanto, forse anche troppo su questo argomento ma credo che sia necessario mettere l'accento su alcuni aspetti in particolare. Chi vi scrive è un convinto sostenitore della supremazia della ragione sulla fede e dell'opinone (molto diffusa) che le varie Chiese non disdegnino l'idea di influenzare in qualche modo il potere politico. Ma è un errore deridere le religioni. Bisogna guardare la realtà di questo mondo in maniera oggettiva e prendere atto del fatto che i fedeli sono miliardi, perché l'uomo ha per sua natura il bisogno (razionale o spirituale?) di credere in qualcosa di intangibile, in un Essere al di là del reale, un aiuto nelle difficoltà. L' uomo a differenza degli animali ha una coscienza chelo porta a sperare e ad aver fede in qualcosa di intangibile e metafisico. E qui ci si può fermare perché non mi propongo di risolvere in  tre righe il problema che si pongono i filosofi da piu di 2000 anni. Si è sviluppato da qualche tempo un clima negativo e per certi versi surreale, si sta arrivando forse involontariamente a quello scontro di religioni che sembra una contraddizione in termini. Ogni religione ha infatti come suo pilastro portante la tolleranza, l'amore verso l'altro. Eppure continuiamo a sentir parlare di terrorismo islamico, a vedere uomini barbuti con accanto fucili che promettono la distruzione degli infedeli. L'occidente ha sempre dato l'impressione di comprendere che queste minacce non giungevano dall'Islam dalla religione del profeta Maometto, della pietra nera e della Mecca, ma da gruppi di fanatici religiosi che in determinate zone del vicino Oriente ancora sopravvivono, e ha sempre rifiutato di porsi sullo stesso piano. Ma qualche giorno fa abbiamo fatto l'errore di reagire. Ebbene si, ho detto abbiamo perché a mio parere è tutta la società occidentale che dovrebbe vergognarsi di quelle vignette e perché i popoli islamici hanno percepito l'occidente come l'autore della derisione del personaggio che (a torto o a ragione) ogni musulmano mette al centro della propria vita. Hanno sbagliato i vignettisti, ha sbagliato il direttore del giornale a pubblicare quelle immagini. Dovrebbe farci riflettere il fatto che non paesi estremisti come Iran o Siria, ma la laicissima Turchia abbia visto insurrezioni popolari contro (udite udite) l'occidente. Dovevamo tutti noi lasciare gli istigatori all'odio religioso nel proprio delirio, non dare loro nuovi argomenti per acquisire popolarità presso le popolazione. Forse a ruoli invertiti avremmo reagito diversamente, essendo la nostra una società laica, forse non avremmo bruciato l'ambasciata Saudita o quella Siriana, ma si dovevano capire le conseguenze di quello scempio pubblicato sul giornale francese. Non si devono toccare le religioni, specie in questo clima, un clima in cui (notizia di oggi) dei bambini di terza elementare costringono una loro compagna musulmana in lacrime a baciare il crocefisso. È brutto dirlo ma abbiamo fatto un passo indietro, il nostro futuro può essere solo nella tolleranza.