PER CAPIRSI SERVE CONOSCERSI E
NON NASCONDERSI
È evidente che ormai i popoli
e le culture dei paesi del mondo sono vicini e in relazione tra
loro più di quanto non lo siano mai stati. E malgrado ciò,mai
come ora le intolleranze e le discriminazioni razziali sono così
presenti e cruente. Sempre più spesso i mass-media ci mettono al
corrente di fenomeni sempre più violenti di razzismo, nei
confronti di chi non può certo difendersi. Molti sono stati, e
sono ancora ora, gli studi effettuati sul razzismo, di natura
filosofica, morale, psicologica. Da questi è emerso che il
razzismo è un fenomeno che si manifesta per paura;la società
ospitante, infatti, ha paura che le minoranze etniche presenti
possano prendere il sopravvento, quindi, cerca di cancellare la
loro diversità per affermare la propria superiorità. Ma, allora,
“la sfida sarà tanto più dolorosa quanto più le tendenze
all’autoaffermazione assumono un carattere fondamentalistico e
reattivo”come afferma Habermas.
Credo, quindi, che le società
che si denominano multiculturali siano addirittura un po’
incoerenti, cercando ad ogni costo di affermare la propria
superiorità. Forse, proprio in questi paesi, gli studenti
dovrebbero ricevere un’educazione multiculturale. Cioè
dovrebbero essere messi a conoscenza delle caratteristiche,
almeno sommariamente, delle varie culture. Proprio perché, come
afferma Paul Richoeur, “per capirsi serve conoscersi e non
nascondersi”. Un’ottima massima da assumere quale meta da
raggiungere ad ogni costo, proprio nel nostro mondo, un mondo in
cui internet e i mass-media accorciano le distanze a tal punto
da essere in grado di farci comunicare con la parte opposta del
globo in tempo reale, e dove, quindi, la comprensione è alla
base di una pacifica convivenza. Forse, ognuno di noi dovrebbe
essere solo incoraggiato ad assumere la propria diversità, per
poter accettare quella altrui e arrivare così ad un reciproco
rispetto, valore fondamentale per la realizzazione di un dialogo
produttivo .
Non c’è,
però da dimenticare l’importanza dell’identità nazionale. Come,
infatti, la società maggioritaria deve rispettare le minoranze
etniche, così anche quest’ultime devono rispettare la cultura
della prima con tutti i suoi riti, le sue feste e i suoi
simboli.
Da ricordare è l’episodio del
crocefisso, quando musulmani hanno manifestato la loro
intolleranza nei confronti di un simbolo alquanto importante,
non della sola religione, ma dell’intera cultura italiana. Non
pochi sono stati gli avvenimenti di tal natura che magari, alle
volte, ci allontanano dalla voglia di lottare contro la
discriminazione.
È dunque difficile battersi,
ma sarebbe ancora più doloroso lasciare che la sola diversità
sociale riporti ad uno stato primitivo una società avanzata come
la nostra.
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