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Mukhtar
Mai
la
donna violentata due volte

Per
punire suo fratello, un tribunale tribale l'ha condannata a essere
stuprata da 6 ignobili aguzzini. Lei li ha denunciati e ora il Pakistan le
vieta di andare negli Stati Uniti: ha "infangato" il suo
Paese...
Mukhtar Mai è una donna pakistana di 33 anni. Una
ragazza bellissima e forte, che trascorre la vita facendo la maestra ai
bambini del suo villaggio. Ora è diventata la scossa elettrica che
attraversa il mondo islamico. Ed è un simbolo: di dignità e di
speranza per tante donne islamiche; di pericolo e sovversione per le parti
più arretrate e conservatrici della società musulmana. La sua storia è
purtroppo simile a quella di TROPPE altre donne, e inizia nel suo
villaggio, quando suo fratello, allora tredicenne, viene
"avvistato" insieme a una ragazzina che si scopre far parte di
un potentissimo clan locale. I Mastoi, non gradiscono affatto la cosa e
reputano sospetta la relazione fra i due adolescenti, un'offesa
enorme.
Si rivolgono dunque al panchayat, la giustizia tribale, una sorta
di tribunale parallelo, illegale, ma purtroppo ancora
"ascoltato" in gran parte del Pakistan. La sentenza è
allucinante, la pena la più infame e la più vigliacca: per vendicarsi si
decide di colpire la famiglia umiliando la sua rappresentante più bella e
forte, quella ragazza che cerca di insegnare ai bambini del villaggio che
l'Islam è tolleranza e che donne e uomini hanno gli stessi diritti.
Mukhtar viene prelevata a casa da 6 aguzzini e portata in strada, dove
viene violentata con crudeltà davanti a decine di uomini che assistono e
approvano, mentre le donne si nascondono in casa, impotenti e
completamente indifese. Ma la famiglia di Mukhtar, contrariamente a ogni
previsione, decide di non tacere, di non sopportare in silenzio, di non
far parte del numero di donne colpite e impossibilitate a reagire (l'anno
scorso 151 pakistane sono state vittime di stupri DI GRUPPO e 176 sono
state UCCISE per "questioni d'onore").
La notizia esce dal villaggio, arriva a Islamabad, e da qui si diffonde in
tutto il mondo islamico e oltre. Accade allora qualcosa di impensabile: la
giustizia pakistana, forse messa sotto pressione dalle associazioni
internazionali, condanna i sei violentatori alla pena più dura, quella di
morte. Mukhtar riceve in risarcimento 10mila dollari e la possibilità di
trovare rifugio a Islamabad. Ma lei, più forte che mai, ancora più
motivata e irriducibile nelle sue convinzioni, decide di investire quei
soldi per creare nel suo villaggio una nuova scuola aperta sia ai maschi
che alle femmine e poco dopo, apre un centro di accoglienza per le donne
vittime di violenza. Ma la mentalità maschilista e radicata e il
pregiudizio sono difficili da sconfiggere, così che, in appello, cinque
violentatori vengono assolti e uno solo viene condannato all'ergastolo.
Pochi giorni dopo questa sentenza, però, 3mila donne della regione
marciano in corteo e dicono BASTA. Basta alla sopraffazione, alla
violenza, all'ingiustizia.
Mukhtar, a questo punto, decide di non arrendersi e si rivolge alla Corte
Suprema pakistana. Le viene affidata una scorta, per difenderla dal clan
che ha promesso nuove ritorsioni. Ma il calvario di Mukhtar, di questa
donna che ha saputo fare della propria tragedia personale uno strumento
per denunciare e condannare la sorte di altre vittime come lei, non è
finito. Invitata negli Stati Uniti da un'associazione di moderati
islamici, scopre che, per volere del presidente Pervez Musharraf, il suo
nome è stato inserito in una lista speciale, e appare vicino a quelli di
terroristi legati ad Al Qaeda. Praticamente Mukhtar viene associata a un
pericolo pubblico, poiché la pubblicità che è stata fatta alla sua
storia danneggia all'estero il "buon nome" del Pakistan. Per
questo motivo le viene impedito di partire, viene messa in isolamento e
poi rispedita a casa sotto scorta, come una criminale. E questo è
l'ennesimo autogol delle autorità, però. Mukhtar è diventata un
simbolo, suo malgrado e per fortuna. Si mobilita il Time, che, beffardo e
caustico, proclama: "Ma come? Il presidente pakistano non riesce a
trovare Osama Bin Laden, però non si fa scrupoli ad arrestare una ragazza
brutalmente violentata?".
Mukhtar ora vive nel suo villaggio, circondata dai bambini a cui insegna i
principi in cui continua fermamente a credere, nella scuola dove vanno
anche i figli dei suoi violentatori.
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