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News 

07/07/2005   -   a cura di Daniela Della Bona

 

 

06/07/2005 - L'infibulazione è reato. Dopo il sì del Senato, le ultime modifiche alla Camera

L’assemblea di Palazzo Madama ha dato il suo sì al disegno di legge anti-infibulazione che la Camera aveva già approvato lo scorso maggio. Chiunque praticherà l’infibulazione sarà punito con la reclusione da 4 a 12 anni. La pena sarà aumentata di un terzo se la mutilazione sarà compiuta su una minore e in tutti i casi in cui viene eseguita per fini di lucro. I medici scoperti a praticare l’infibulazione, oltre la pena, rischiano anche la cancellazione dall’ordine per un massimo di 10 anni.
La legge italiana colpirà i colpevoli anche nel caso in cui l’infibulazione viene eseguita all’estero.
La legge prevede anche che lo stato si impegni ad avviare una serie di campagne di informazione rivolte agli immigrati, in Italia e nei paesi di origine.

 

Ma che cos'è l'Infibulazione?

 

L'infibulazione è una pratica tradizionale diffusa soprattutto nei Paesi dell'Africa centrale che, contrariamente a quanto spesso si crede, non è in alcun modo legata ai precetti coranici.

Cos'è l'infibulazione: con il termine «infibulazione» (da latino fibula, che significa spilla) si intende una procedura mutilativa con la quale la vagina viene parzialmente chiusa con una sutura e durante il processo di guarigione viene inserita nella vagina una scheggia di legno per poter permettere il passaggio dell’urina e del sangue mestruale. A seconda dei diversi costumi, la ferita viene cucita con un filo di seta o con delle spine d’acacia. Per aiutare la guarigione vengono arse sotto la ragazza delle erbe aromatiche tradizionali o della linfa essiccata, che sono spesso causa di infezioni violente. In seguito all’operazione, le gambe della ragazza vengono legate e lei viene immobilizzata per diverse settimane finché la ferita della vulva non guarisce. Gli strumenti per compiere l’infibulazione sono spesso coltelli, lame di rasoi, forbici e pezzi di vetro. L’anestesia non viene quasi mai praticata.

La prima notte di nozze la donna viene deinfibulata per consentire la penetrazione, e reinfibulata dopo ogni parto per ripristinare la situazione prematrimoniale.

Perché viene praticata: l'obiettivo è quello di impedire l'accoppiamento e mantenere la verginità prima del matrimonio; dopo le nozze la sutura viene rimossa dallo sposo o dalle parenti della sposa per consentire di consumare il matrimonio.

Le donne mutilate: secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), attualmente nel mondo risultano circa centotrenta milioni di donne con mutilazioni sessuali e almeno due milioni di bambine sono a rischio ogni anno.
Dove viene praticata: la mutilazione dei genitali femminili è la normalità in almeno ventotto Paesi africani (in pratica tutti quelli dell'area centrale del continente), ma anche in nazioni asiatiche come Yemen, Indonesia e Malesia.
Di recente, si è scoperto che la pratica è diffusa anche tra le comunità di immigrati africani in Europa (Italia compresa), Canada, Australia, Nuova Zelanda e Usa.