L'infibulazione
è una pratica tradizionale diffusa soprattutto nei Paesi dell'Africa
centrale che, contrariamente a quanto spesso si crede, non è in alcun
modo legata ai precetti coranici.
Cos'è
l'infibulazione: con il termine «infibulazione» (da latino
fibula, che significa spilla) si intende una procedura mutilativa con la
quale la vagina viene parzialmente chiusa con una sutura e durante il
processo di guarigione viene inserita nella vagina una scheggia di legno
per poter permettere il passaggio dell’urina e del sangue mestruale. A
seconda dei diversi costumi, la ferita viene cucita con un filo di seta o
con delle spine d’acacia. Per aiutare la guarigione vengono arse sotto
la ragazza delle erbe aromatiche tradizionali o della linfa essiccata, che
sono spesso causa di infezioni violente. In seguito all’operazione, le
gambe della ragazza vengono legate e lei viene immobilizzata per diverse
settimane finché la ferita della vulva non guarisce. Gli strumenti per
compiere l’infibulazione sono spesso coltelli, lame di rasoi, forbici e
pezzi di vetro. L’anestesia non viene quasi mai praticata.
La
prima notte di nozze la donna viene deinfibulata per consentire la
penetrazione, e reinfibulata dopo ogni parto per ripristinare la
situazione prematrimoniale.
Perché
viene praticata: l'obiettivo è quello di impedire l'accoppiamento
e mantenere la verginità prima del matrimonio; dopo le nozze la sutura
viene rimossa dallo sposo o dalle parenti della sposa per consentire di
consumare il matrimonio.
Le
donne mutilate: secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della
sanità (Oms), attualmente nel mondo risultano circa centotrenta milioni
di donne con mutilazioni sessuali e almeno due milioni di bambine sono a
rischio ogni anno.
Dove viene praticata: la mutilazione dei genitali femminili
è la normalità in almeno ventotto Paesi africani (in pratica tutti
quelli dell'area centrale del continente), ma anche in nazioni asiatiche
come Yemen, Indonesia e Malesia.
Di recente, si è scoperto che la pratica è diffusa anche tra le comunità
di immigrati africani in Europa (Italia compresa), Canada, Australia,
Nuova Zelanda e Usa.