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Una
sana alimentazione
La
necessità dell’uomo di stabilire dei rapporti con gli altri lo spinge,
soprattutto in giovane età, a mangiare in modo affrettato per
privilegiare il contatto umano. Con questo atteggiamento egli finisce col
trascurare le proprie abitudini di vita e i propri ritmi per adeguarsi a
quelli del gruppo di cui aspira a fare parte. Conseguenza dannosa di ciò
è che si disimpara ad interpretare in modo appropriato gli stimoli di
fame, sete e sazietà: bevendo quando non si ha sete e mangiando quando
non si ha fame. Si instaura così un comportamento alimentare che è
discordante dalle reali necessità energetiche e plastiche
dell’organismo, ma che rispecchia invece una risposta al condizionamento
della società in cui si vive. È facile, infatti, che il momento del
pasto diventi, per alcuni, un obbligo del quale liberarsi quanto prima per
rientrare in società, per altri un momento di aggregazione nel quale il
mangiare è semplicemente un atto che appartiene alla scenografia
dell’incontro. Sarebbe perciò necessario rivalutare il pasto come
momento di vita familiare e di convivio, ma soprattutto, come attenzione
verso se stessi. Questo diventa a tutti più facile da comprendere se si
paragona l’organismo umano ad un’automobile. Infatti come questa si
serve della benzina per il suo funzionamento, così l’organismo per
svolgere le sue funzioni vitali, ha bisogno di energia e di sostanze
chimiche che ricava dagli alimenti.
Tuttavia
alimentarsi bene non corrisponde sempre a nutrirsi bene, in quanto il
segnale fisiologico dell’appetito da solo non basta ad indirizzare la
persona verso scelte nutrizionalmente giuste, corrispondenti cioè alle
esigenze nutritive del proprio corpo. Perché questo si verifichi, occorre
conoscere sia il tipo e la quantità di sostanze necessarie all'organismo
nelle diverse situazioni e condizioni fisiologiche, sia il tipo e la
quantità di sostanze presenti negli alimenti e gli apporti nutritivi che
con il loro consumo si possono realizzare. Il fatto che nel corpo umano
siano presenti proteine, grassi, carboidrati, minerali e vitamine (oltre
all'acqua che rappresenta il componente quantitativamente più importante:
circa il 60% del peso dell'adulto) indica che sono questi i nutrienti
fondamentali per l'organismo e che di questi sono composti gli alimenti le
cui funzioni nutritive sono:
1)
fornire energia
2)
fornire materiale per la crescita
3)
fornire materiale per i processi biologici.
Allora
alimentazione sana vuol dire soddisfare adeguatamente le richieste di
energia e di nutrienti del nostro corpo. Pertanto occorre evitare gli
sbagli principali e più comuni che solitamente si commettono a scopo
erroneamente dimagrante o per mancanza di tempo.
Un
errore molto diffuso è saltare i pasti, soprattutto la colazione che, al
contrario, deve essere considerata un pasto giornaliero molto importante,
perché è il primo che viene consumato dopo 9-12 ore di digiuno e, come
tale, assicura all’organismo una adeguata provvista di elementi
nutritivi per le ore scolastiche o lavorative. Una buona colazione, che
deve comprendere il 20% circa delle calorie totali giornaliere, si traduce
in un significativo miglioramento della vitalità, dell’attenzione,
della prestazione lavorativa e del controllo del peso. Coloro che cercano
di dimagrire, saltandola, tendono poi a mangiare in eccesso a pranzo,
recuperando in tal modo, e non solo, le calorie che speravano di assumere
in minore quantità.
Altro
errore molto comune è mangiare troppo e in fretta: il tempo necessario
perché lo stomaco avverta il senso di sazietà si aggira intorno ai 20
minuti, perciò impiegare un tempo inferiore a questo significa solo
abbuffarsi inutilmente.
Bisogna
anche evitare un’alimentazione monotona e poco varia, che non tiene
conto dei sette gruppi alimentari che classificano gli alimenti in base al
loro principio nutritivo prevalente. In natura non esiste infatti un
alimento che, da solo, contenga tutti i principali nutrienti e che quindi
sia in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali dell’organismo. Il
criterio di varietà, non solo tra i gruppi, ma anche all’interno degli
stessi, fa si poi che non si verifichino carenze di alcun tipo e
salvaguarda, allo stesso tempo, dal rischio della monotonia dei sapori. A
tutto ciò si aggiunga che suddividere la razione giornaliera in 5-6 pasti
permette di ottenere una migliore circolazione di glucosio e di ossigeno
nei tessuti e impedisce che l’apparato digerente si affatichi con pasti
troppo abbondanti.
A
conclusione, per alimentarsi in maniera razionale e corretta, non occorre
fare sforzi o sacrifici, basta attenersi a semplici regole quali:
1)
non saltare i pasti;
2)
non abolire il primo piatto dal nostro pranzo;
3)
usare condimenti di origine vegetale, in particolare olio
d’oliva;
4)
limitare il consumo di grassi saturi quali burro, carni grasse,
insaccati, formaggi;
5)
consumare in abbondanza prodotti ortofrutticoli, da scegliere ed
alternare in base alla stagione;
6)
limitare l’uso del sale da cucina;
7)
incrementare la quantità di fibre introdotte con gli alimenti
(per. es. frutta e verdura);
8)
aumentare l’assunzione dei legumi;
9)
privilegiare sempre gli alimenti freschi rispetto a quelli
conservati;
10) preferire l’acqua alle bibite gassate
che contengono anche notevoli quantità di zucchero.
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