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Notizie 

08/07/2005   -   a cura della dott.ssa Paola Toma specialista in scienze dell'alimentazione.

 

 

 Una sana alimentazione

La necessità dell’uomo di stabilire dei rapporti con gli altri lo spinge, soprattutto in giovane età, a mangiare in modo affrettato per privilegiare il contatto umano. Con questo atteggiamento egli finisce col trascurare le proprie abitudini di vita e i propri ritmi per adeguarsi a quelli del gruppo di cui aspira a fare parte. Conseguenza dannosa di ciò è che si disimpara ad interpretare in modo appropriato gli stimoli di fame, sete e sazietà: bevendo quando non si ha sete e mangiando quando non si ha fame. Si instaura così un comportamento alimentare che è discordante dalle reali necessità energetiche e plastiche dell’organismo, ma che rispecchia invece una risposta al condizionamento della società in cui si vive. È facile, infatti, che il momento del pasto diventi, per alcuni, un obbligo del quale liberarsi quanto prima per rientrare in società, per altri un momento di aggregazione nel quale il mangiare è semplicemente un atto che appartiene alla scenografia dell’incontro. Sarebbe perciò necessario rivalutare il pasto come momento di vita familiare e di convivio, ma soprattutto, come attenzione verso se stessi. Questo diventa a tutti più facile da comprendere se si paragona l’organismo umano ad un’automobile. Infatti come questa si serve della benzina per il suo funzionamento, così l’organismo per svolgere le sue funzioni vitali, ha bisogno di energia e di sostanze chimiche che ricava dagli alimenti.

Tuttavia alimentarsi bene non corrisponde sempre a nutrirsi bene, in quanto il segnale fisiologico dell’appetito da solo non basta ad indirizzare la persona verso scelte nutrizionalmente giuste, corrispondenti cioè alle esigenze nutritive del proprio corpo. Perché questo si verifichi, occorre conoscere sia il tipo e la quantità di sostanze necessarie all'organismo nelle diverse situazioni e condizioni fisiologiche, sia il tipo e la quantità di sostanze presenti negli alimenti e gli apporti nutritivi che con il loro consumo si possono realizzare. Il fatto che nel corpo umano siano presenti proteine, grassi, carboidrati, minerali e vitamine (oltre all'acqua che rappresenta il componente quantitativamente più importante: circa il 60% del peso dell'adulto) indica che sono questi i nutrienti fondamentali per l'organismo e che di questi sono composti gli alimenti le cui funzioni nutritive sono:

1)       fornire energia

2)       fornire materiale per la crescita

3)       fornire materiale per i processi biologici.

Allora alimentazione sana vuol dire soddisfare adeguatamente le richieste di energia e di nutrienti del nostro corpo. Pertanto occorre evitare gli sbagli principali e più comuni che solitamente si commettono a scopo erroneamente dimagrante o per mancanza di tempo.

Un errore molto diffuso è saltare i pasti, soprattutto la colazione che, al contrario, deve essere considerata un pasto giornaliero molto importante, perché è il primo che viene consumato dopo 9-12 ore di digiuno e, come tale, assicura all’organismo una adeguata provvista di elementi nutritivi per le ore scolastiche o lavorative. Una buona colazione, che deve comprendere il 20% circa delle calorie totali giornaliere, si traduce in un significativo miglioramento della vitalità, dell’attenzione, della prestazione lavorativa e del controllo del peso. Coloro che cercano di dimagrire, saltandola, tendono poi a mangiare in eccesso a pranzo, recuperando in tal modo, e non solo, le calorie che speravano di assumere in minore quantità.

Altro errore molto comune è mangiare troppo e in fretta: il tempo necessario perché lo stomaco avverta il senso di sazietà si aggira intorno ai 20 minuti, perciò impiegare un tempo inferiore a questo significa solo abbuffarsi inutilmente.

Bisogna anche evitare un’alimentazione monotona e poco varia, che non tiene conto dei sette gruppi alimentari che classificano gli alimenti in base al loro principio nutritivo prevalente. In natura non esiste infatti un alimento che, da solo, contenga tutti i principali nutrienti e che quindi sia in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali dell’organismo. Il criterio di varietà, non solo tra i gruppi, ma anche all’interno degli stessi, fa si poi che non si verifichino carenze di alcun tipo e salvaguarda, allo stesso tempo, dal rischio della monotonia dei sapori. A tutto ciò si aggiunga che suddividere la razione giornaliera in 5-6 pasti permette di ottenere una migliore circolazione di glucosio e di ossigeno nei tessuti e impedisce che l’apparato digerente si affatichi con pasti troppo abbondanti.

A conclusione, per alimentarsi in maniera razionale e corretta, non occorre fare sforzi o sacrifici, basta attenersi a semplici regole quali:

1)       non saltare i pasti;

2)       non abolire il primo piatto dal nostro pranzo;

3)       usare condimenti di origine vegetale, in particolare olio d’oliva;

4)       limitare il consumo di grassi saturi quali burro, carni grasse, insaccati, formaggi;

5)       consumare in abbondanza prodotti ortofrutticoli, da scegliere ed alternare in base alla stagione;

6)       limitare l’uso del sale da cucina;

7)       incrementare la quantità di fibre introdotte con gli alimenti (per. es. frutta e verdura);

8)       aumentare l’assunzione dei legumi;

9)       privilegiare sempre gli alimenti freschi rispetto a quelli conservati;

        10)      preferire l’acqua alle bibite gassate che contengono anche notevoli quantità di zucchero.