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Lettere 

09/06/2005   -   di Daniela Della Bona

 

Sempre più vicini al 12 e 13 giugno e sempre più bombardati dai mass media che, palesemente o in maniera “subliminale”, lanciano i loro messaggi che invitano, in genere, a votare per il sì.

Ho fatto pervenire questa mia lettera ai vari siti a favore del sì, e ad alcuni dei testimonials del sì, ai quali ho chiesto se hanno deciso di schierarsi per motivi economici (alti compensi) o per convinzione. Se è per il secondo motivo, ho chiesto di conoscere le loro convinzioni... (gli indirizzi dei siti e i nomi dei testimonials potete trovarli tra le notizie reali sull'home page).

 

Ma “sì” a che cosa?

·                    Sì alla ricerca scientifica sugli embrioni, destinati a perdere la loro dignità di vita umana per divenire sempre più cavie da laboratorio, allo scopo ufficiale di trovare le cure adatte alle malattie ancora oggi incurabili. Ma come stanno realmente le cose? In realtà sono già diversi decenni che vengono effettuate sperimentazioni sugli embrioni, negli stati in cui questo è consentito, senza che ciò abbia mai dato alcun risultato. Perché allora accanirsi su una vita appena sbocciata, quando si può investire nella ricerca sulle cellule staminali adulte (prelevate da midollo osseo, per esempio), che è l’unica ad aver dato invece risultati apprezzabili e concreti? E poi, se proprio si vuol continuare la ricerca, sinora sterile, sugli embrioni, lo si può fare utilizzando quelli donati dalle donne che hanno subito un aborto, senza bisogno di creare dei veri e propri allevamenti da laboratorio. Insomma, stiamo parlando di vita umana, del principio della vita di un uomo o di una donna, che ha origine col concepimento e che già da allora ha dignità umana e diritto alla tutela. Chiediamoci poi, se dietro a tutto questo interesse sugli embrioni non ci siano invece motivi economici più che scientifici. Non avete idea di quanti personaggi e industriali si arricchirebbero dietro questa disumana sperimentazione… Non avete idea di come diventi semplicissimo passare dalla clonazione degli animali a quella dell’uomo… alla creazione di un uomo transgenico… di un mondo che di naturale non ha più niente… La scienza deve essere a servizio della vita umana e non la vita umana a servizio della scienza. NO allora, votiamo NO, o meglio, NON VOTIAMO AFFATTO, per far fallire questo referendum assurdo, su di una legge che già è inammissibile così come è, per impedire che si raggiunga il quorum, per impedire all’imperante sistema socio-economico-culturale, fatto di abbattimento dei più alti valori umani, etici, morali e cristiani, di consolidarsi e di portarci col tempo all’autodistruzione.

·                    Ma sì a che cosa? Sì alla tutela e salute della donna, al suo diritto di decidere liberamente di ricorrere alla cosiddetta procreazione assistita (PMA o FIVET), anche nei casi in cui non sia stata accertata la sterilità o l’infertilità della coppia, anche nei casi in cui sia possibile intervenire con altri metodi per avere un bambino. Che significa esattamente tutto questo? Significa consentire al medico di praticare indiscriminatamente la Fivet, anche nei casi in cui una coppia può trovare una soluzione diversa e meno invasiva ai propri problemi, anche nei casi in cui non esista alcun problema. Significa fare in modo che i medici senza scrupoli si arricchiscano a dismisura, utilizzando questa tecnica con la stessa frequenza con cui ormai si pratica il parto cesareo al posto di quello naturale, e tutto perché ad ogni intervento il medico intasca fior di euro. Siamo sicuri dunque che dicendo sì al secondo e terzo quesito si tuteli la donna? E poi è bene che si sappia che la tecnica di procreazione in oggetto ha possibilità di successo variabili solo tra il 3-12% dei casi (come emerge dai dati ufficiali pubblicati sulle più prestigiose riviste mediche americane), e che per ogni figlio nato, si sacrificano centinaia di embrioni, centinaia di esseri con un patrimonio genetico unico e irripetibile. Per non parlare degli effetti collaterali che rischiano le donne sottoposte a PMA o FIVET oltre alle scarse possibilità di portare a termine una gravidanza così cominciata, e i figli nati in seguito a queste tecniche, i quali presentano rischi di patologie gravi triplicati rispetto ai bambini nati naturalmente. Sì a che cosa allora? Alla libertà della donna di avere un figlio anche al di fuori di un rapporto di amore? Un figlio nato non dall’amore, ma dall’egoismo! Alla libertà della donna di farsi impiantare in utero anche più di tre embrioni, per decidere in qualsiasi momento, anche a gravidanza avanzata, di volerne solo uno o due ed eliminare tutti gli altri come fossero pesi inutili? Alla libertà di fare ciò che si vuole per puro egoismo, spesso per capriccio, sì, capriccio di decidere magari se il figlio deve avere gli occhi blu o neri, deve essere alto o basso? Pensateci su un attimo: ciò non è pericolosamente vicino alle teorie del superuomo, della razza perfetta…?  La libertà di ognuno, medico, donna, uomo, finisce laddove incomincia quella degli altri, embrione compreso, con il suo diritto a continuare a vivere e a svilupparsi come gli embrioni che hanno generato tutti noi. Proprio perché più debole, l’embrione ha bisogno di maggiore tutela e difesa da parte della legge. NO allora, votiamo NO, o meglio, NON VOTIAMO AFFATTO, per far fallire questo referendum assurdo, su di una legge che già è inammissibile così come è, per impedire che si raggiunga il quorum, per impedire all’imperante sistema socio-economico-culturale, fatto di abbattimento dei più alti valori umani, etici, morali e cristiani, di consolidarsi e di portarci col tempo all’autodistruzione.

       Sì alla fecondazione eterologa? Ma stiamo scherzando? ”Io creo un figlio con lo sperma di un donatore sconosciuto. Domani mio figlio mi chiede chi è il padre. Ed io cosa rispondo? Non lo so, ti ho fatto con il primo che mi è capitato, senza sesso e senza amore. Uno qualsiasi doveva essere, l’importante è che io abbia avuto un figlio, abbia soddisfatto il mio ego, anche se tu ora non hai un padre, quantomeno un padre naturale”. “Se invece sono sposata e decido di avere un figlio con un donatore sconosciuto di sperma, perché mio marito non ne può avere, bene, non c’è problema, un padre comunque a mio figlio l’ho assicurato, fermo restando che mio figlio, al momento opportuno, sarà solo “mio” figlio, perché il padre, quello sociale, mio marito per intenderci, non ci ha messo nulla di suo…”.  Ora tutto ciò per far capire quante implicazioni psicologiche può avere la faccenda, oltre a quelle etiche e morali. Non sottovalutiamo poi il rischio di disordini sociali, dovuti al fatto che i figli nati da donatori volontari potrebbero, un domani, incontrarsi, innamorarsi, senza sapere di essere figli dello stesso padre e quindi fratelli. Pensa te che torre di babele! Ma insomma, è giusto che una coppia che si ama faccia l’impossibile per avere dei figli propri, possa godere appieno del dono della maternità e paternità, ma laddove non si riesca con metodi naturali o con un aiuto medico rispettoso e meno invasivo possibile (come nel caso dell’inseminazione artificiale), la strada da percorrere per non perdere la possibilità di vivere il proprio desiderio di maternità e paternità è quella meravigliosa dell’adozione. Un figlio né mio, né tuo, ma di entrambi. Un figlio a cui dare amore, famiglia, casa, accudimento, coccole, attenzioni. Un figlio che grazie a noi non sarà più solo e infelice e grazie al quale noi non saremo più soli e infelici. NO allora, votiamo NO, o meglio, NON VOTIAMO AFFATTO, per far fallire questo referendum assurdo, su di una legge che già è inammissibile così come è, per impedire che si raggiunga il quorum, per impedire all’imperante sistema socio-economico-culturale, fatto di abbattimento dei più alti valori umani, etici, morali e cristiani, di consolidarsi e di portarci col tempo all’autodistruzione.