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Sempre
più vicini al 12 e 13 giugno e sempre più bombardati dai mass media che,
palesemente o in maniera “subliminale”, lanciano i loro messaggi che
invitano, in genere, a votare per il sì.
Ho
fatto
pervenire questa mia lettera ai vari siti a favore del sì, e ad alcuni
dei testimonials del sì, ai quali ho chiesto se hanno deciso di schierarsi per motivi economici (alti compensi) o per convinzione. Se è per il
secondo motivo, ho chiesto di conoscere le loro convinzioni... (gli
indirizzi dei siti e i nomi dei testimonials potete trovarli tra le
notizie reali sull'home page).
Ma
“sì” a che cosa?
·
Sì alla ricerca scientifica sugli embrioni, destinati a perdere la
loro dignità di vita umana per divenire sempre più cavie da laboratorio,
allo scopo ufficiale di trovare le cure adatte alle malattie ancora oggi
incurabili. Ma come stanno realmente le cose? In realtà sono già diversi
decenni che vengono effettuate sperimentazioni sugli embrioni, negli stati
in cui questo è consentito, senza che ciò abbia mai dato alcun
risultato. Perché allora accanirsi su una vita appena sbocciata, quando
si può investire nella ricerca sulle cellule staminali adulte (prelevate
da midollo osseo, per esempio), che è l’unica ad aver dato invece
risultati apprezzabili e concreti? E poi, se proprio si vuol continuare la
ricerca, sinora sterile, sugli embrioni, lo si può fare utilizzando
quelli donati dalle donne che hanno subito un aborto, senza bisogno di
creare dei veri e propri allevamenti da laboratorio. Insomma, stiamo
parlando di vita umana, del principio della vita di un uomo o di una
donna, che ha origine col concepimento e che già da allora ha dignità
umana e diritto alla tutela. Chiediamoci poi, se dietro a tutto questo
interesse sugli embrioni non ci siano invece motivi economici più che
scientifici. Non avete idea di quanti personaggi e industriali si
arricchirebbero dietro questa disumana sperimentazione… Non avete idea
di come diventi semplicissimo passare dalla clonazione degli animali a
quella dell’uomo… alla creazione di un uomo transgenico… di un mondo
che di naturale non ha più niente… La scienza deve essere a servizio
della vita umana e non la vita umana a servizio della scienza. NO
allora, votiamo NO, o meglio, NON VOTIAMO AFFATTO, per far fallire questo
referendum assurdo, su di una legge che già è inammissibile così come
è, per impedire che si raggiunga il quorum, per impedire all’imperante
sistema socio-economico-culturale, fatto di abbattimento dei più alti
valori umani, etici, morali e cristiani, di consolidarsi e di portarci col
tempo all’autodistruzione.
·
Ma sì a che cosa? Sì alla tutela e salute della donna, al suo
diritto di decidere liberamente di ricorrere alla cosiddetta procreazione
assistita (PMA o FIVET), anche nei casi in cui non sia stata accertata la
sterilità o l’infertilità della coppia, anche nei casi in cui sia
possibile intervenire con altri metodi per avere un bambino. Che significa
esattamente tutto questo? Significa consentire al medico di praticare
indiscriminatamente la Fivet, anche nei casi in cui una coppia può
trovare una soluzione diversa e meno invasiva ai propri problemi, anche
nei casi in cui non esista alcun problema. Significa fare in modo che i
medici senza scrupoli si arricchiscano a dismisura, utilizzando questa
tecnica con la stessa frequenza con cui ormai si pratica il parto cesareo
al posto di quello naturale, e tutto perché ad ogni intervento il medico
intasca fior di euro. Siamo sicuri dunque che dicendo sì al secondo e
terzo quesito si tuteli la donna? E poi è bene che si sappia che la
tecnica di procreazione in oggetto ha possibilità di successo variabili
solo tra il 3-12% dei casi (come emerge dai dati ufficiali pubblicati
sulle più prestigiose riviste mediche americane), e che per ogni figlio
nato, si sacrificano centinaia di embrioni, centinaia di esseri con un
patrimonio genetico unico e irripetibile. Per non parlare degli effetti
collaterali che rischiano le donne sottoposte a PMA o FIVET oltre alle
scarse possibilità di portare a termine una gravidanza così cominciata, e i figli nati in seguito a
queste tecniche, i quali presentano rischi di patologie gravi triplicati
rispetto ai bambini nati naturalmente. Sì a che cosa allora? Alla libertà
della donna di avere un figlio anche al di fuori di un rapporto di amore?
Un figlio nato non dall’amore, ma dall’egoismo! Alla libertà della
donna di farsi impiantare in utero anche più di tre embrioni, per
decidere in qualsiasi momento, anche a gravidanza avanzata, di volerne
solo uno o due ed eliminare tutti gli altri come fossero pesi inutili?
Alla libertà di fare ciò che si vuole per puro egoismo, spesso per
capriccio, sì, capriccio di decidere magari se il figlio deve avere gli
occhi blu o neri, deve essere alto o basso? Pensateci su un attimo: ciò
non è pericolosamente vicino alle teorie del superuomo, della razza
perfetta…? La libertà di ognuno, medico, donna, uomo, finisce laddove
incomincia quella degli altri, embrione compreso, con il suo diritto a
continuare a vivere e a svilupparsi come gli embrioni che hanno generato
tutti noi. Proprio perché più debole, l’embrione ha bisogno di
maggiore tutela e difesa da parte della legge. NO allora, votiamo NO, o meglio, NON
VOTIAMO AFFATTO, per far fallire questo referendum assurdo, su di una
legge che già è inammissibile così come è, per impedire che si
raggiunga il quorum, per impedire all’imperante sistema
socio-economico-culturale, fatto di abbattimento dei più alti valori
umani, etici, morali e cristiani, di consolidarsi e di portarci col tempo
all’autodistruzione.
Sì alla fecondazione
eterologa? Ma stiamo scherzando? ”Io creo
un figlio con lo sperma di un donatore sconosciuto. Domani mio figlio mi
chiede chi è il padre. Ed io cosa rispondo? Non lo so, ti ho fatto con il
primo che mi è capitato, senza sesso e senza amore. Uno qualsiasi doveva essere,
l’importante è che io abbia avuto un figlio, abbia soddisfatto il mio
ego, anche se tu ora non hai un padre, quantomeno un padre naturale”.
“Se invece sono sposata e decido di avere un figlio con un donatore
sconosciuto di sperma, perché mio marito non ne può avere, bene, non
c’è problema, un padre comunque a mio figlio l’ho assicurato, fermo
restando che mio figlio, al momento opportuno, sarà solo “mio”
figlio, perché il padre, quello sociale, mio marito per intenderci, non
ci ha messo nulla di suo…”. Ora tutto ciò per far capire quante
implicazioni psicologiche può avere la faccenda, oltre a quelle etiche e morali. Non sottovalutiamo poi il rischio di disordini sociali,
dovuti al fatto che i figli nati da donatori volontari potrebbero, un
domani, incontrarsi, innamorarsi, senza sapere di essere figli dello
stesso padre e quindi fratelli. Pensa te che torre di babele! Ma insomma,
è giusto che una coppia che si ama faccia l’impossibile per avere dei
figli propri, possa godere appieno del dono della maternità e paternità,
ma laddove non si riesca con metodi naturali o con un aiuto medico
rispettoso e meno invasivo possibile (come nel caso dell’inseminazione
artificiale), la strada da percorrere per non perdere la possibilità di
vivere il proprio desiderio di maternità e paternità è quella
meravigliosa dell’adozione. Un figlio né mio, né tuo, ma di entrambi.
Un figlio a cui dare amore, famiglia, casa, accudimento, coccole,
attenzioni. Un figlio che grazie a noi non sarà più solo e infelice e
grazie al quale noi non saremo più soli e infelici. NO allora, votiamo NO, o meglio, NON
VOTIAMO AFFATTO, per far fallire questo referendum assurdo, su di una
legge che già è inammissibile così come è, per impedire che si
raggiunga il quorum, per impedire all’imperante sistema
socio-economico-culturale, fatto di abbattimento dei più alti valori
umani, etici, morali e cristiani, di consolidarsi e di portarci col tempo
all’autodistruzione.
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