|
Anna
risponde alla mia lettera “Ma Sì a che cosa?” sul guestbook di:
www.comitatoreferendum.it
Ognuno
pensa e vede le cose a modo suo.
Chi vive il dramma di non poter
aver avere figli non può essere compreso da chi questo dramma non lo
vive, e così come chi non ha un male incurabile non può essere compreso
da chi non ce l' ha. Dobbiamo togliere
a queste persone la speranza? Se lo dobbiamo fare, facciamolo, io
personalmente, non me la sento. Poi volevo solo farti notare una cosa. La
legge attuale è solo per coppie sterili, se gli articoli di legge nei
referendum verranno abrogati, resterà comunque una tecnica attuabile solo
per le coppie sterili, non si farà solo perché uno ha voglia di fare
bimbi in provetta, informati meglio. Inoltre, il fatto che vengano
impiantati tre ovuli contemporaneamente, e quindi poi la donna possa
addirittura concepire tre figli, è dovuto solo al fatto che l'attuale
legge obbliga l'impianto contemporaneo dei tre ovuli, mentre prima ne
veniva impiantato uno, anche questo è un motivo per andare a votare.Poi
qualunque siano i risultai del referendum, all'estero,quello che si chiede
qua in Italia, è già vigente, quindi, non è che non si potrà fare
comunque, solo che potrà farlo solo chi mezzi economici per farlo, quindi
si penalizza al solito la classe povera.Inoltre , altra cosa che avrei
inserito nei referendum e che non viene detto nelle varie tribune
elettorali, è che prima gli impianti embrionali erano a carico della
sanità, adesso invece si pagano, qui in Italia, forma di speculazione
sulle sofferenze degli altri. Avrei posto senz'altro un altro referendum
per abrogare
anche il pagamento. Inoltre, i referendum sono solo abrogativi e si ha
troppa paura del dopo e di quello che potrebbero fare con gli embrioni, clonazioni
ecc.., ma sono cose esplicitamente vietate dalla legge in vigore e non
sono state richieste abrogazioni per questo genere di cose. Prima di
decidere se votare o no, se votare si o no, di dovrebbe conoscere la legge
40 per intero e poi gli articoli di cui è richiesta abrogazione e quindi
fare la scelta,secondo me non corriamo pericoli, anzi, possiamo
solo tranne dei vantaggi. E poi le leggi, se non piacciono o non vanno
bene possono sempre essere cambiate, sono leggi , mica hanno valore
perenne una volta fatte, altrimenti staremmo ancora allo statuto albertino.
E poi scusa, non avevo finito, dici che non sarebbero figli nati da un
atto d'amore? Ma tu hai idea di quante vicissitudini debba affrontare una
coppia sterile per averne, a cosa si sottopone la donna e i suoi piccoli
drammi interni prima dell'impianto e durante i giorni immediatamente
successivi per sapere se l'impianto è riuscito?Pensi che il coraggio che
hanno queste donne, queste coppie, non sia un atto d'amore verso i figli
che forse riusciranno ad avere? Sono figli veramente voluti e desiderati.Non
so se hai figli, se ne hai puoi renderti conto da sola di quanto forte sia
l'istinto materno in una donna, e non è certo per capriccio ed egoismo
che si fanno figli.Inoltre è una cosa unica e insostituibile portare
dentro di se i propri figli dentro la pancia, durante quei nove mesi,
sentirli crescere, muoversi e calciare dentro di sé. No, io non me la
sento proprio di privare queste persone di questa gioia, non so come andrà
il referendum, ma spero per loro e sono con loro, mi dispiace per quelli
che si astengono o votano scheda bianca, magari proveranno soddisfazione
se il referendum andrà male, ma io proverei tanta gioia se invece andasse
bene, insieme a tanti altri, che non sono una minoranza, sono persone che
hanno problemi, soffrono e stanno male. Spero non vincano i menefreghisti.
Risposta per Anna
Cara Anna, forse sei tu a non
conoscere gli articoli in questione. La legge attuale prevede la Pma solo
per le coppie sterili o infertili accertate e per quelle per le quali non
sia possibile avere figli ricorrendo ad altri metodi. Con l'abrogazione
questa tecnica potrebbe essere applicata anche in assenza di queste cause
e a coppie che non presentano nessun problema particolare. Ti prego di
leggere fino in fondo la mia risposta, anche dopo gli articoli che ti
riporto:
Art. 1.
1.Al
fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla
sterilita' o dalla infertilita' umana e' consentito il ricorso alla
procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le
modalita' previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i
soggetti coinvolti, compreso il concepito.
2.
Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita e' consentito qualora
non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di
sterilita' o infertilita'.
commento:
Così com’è la norma consente di ricorrere alle tecniche di
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) solo alle coppie affette da
sterilità o infertilità di uno dei coniugi e non a quelle fertili che
vogliono, con l’utilizzo di questa tecnica, assicurarsi che l’embrione
sia sano fin dal concepimento.
Art.
1.
1.
Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla
sterilita' o dalla infertilita' umana e' consentito il ricorso alla
procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le
modalita' previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i
soggetti coinvolti, compreso il concepito.
2.
Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita e' consentito qualora
non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di
sterilita' o infertilita'.
commento:
Il secondo comma
impedisce di scegliere il ricorso alla PMA, in presenza di altri metodi
terapeutici efficaci. L’ abrogazione di questo articolo dà
all’individuo ed al suo medico la libertà terapeutica doi ricorrere
alla PMA anche quando ci sarebbe metodi terapeutici alternativi.
Art.
4.
1.
Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e'
consentito solo quando sia accertata l'impossibilita' di rimuovere
altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e' comunque
circoscritto ai casi di sterilita' o di infertilita' inspiegate
documentate da atto medico nonche' ai casi di sterilita' o di infertilita'
da causa accertata e certificata da atto medico.
2.
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base
ai seguenti principi: a) gradualita', al fine di evitare il ricorso ad
interventi aventi un grado di invasivita' tecnico e psicologico piu'
gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore
invasivita'; b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo
6.
3.
E' vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di
tipo eterologo.
commento:
Valgono le stesse
considerazioni già fatte a proposito dell’articolo 1. Qui si aggiunge:
per trattare una patologia diventa necessario accertarne la causa e
certificarla. Oppure documentare con atto medico la impossibilità di
spiegarla. La abrogazione di questo articolo dà all’individuo ed al suo
medico la libertà terapeutica di ricorrere alla PMA anche quando non c’è
una causa certificata o documentatamene inspiegata.
Art.
4.
1.
Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e'
consentito solo quando sia accertata l'impossibilita' di rimuovere
altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e' comunque
circoscritto ai casi di sterilita' o di infertilita' inspiegate
documentate da atto medico nonche' ai casi di sterilita' o di infertilita'
da causa accertata e certificata da atto medico.
2.
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base
ai seguenti principi: a) gradualita', al fine di evitare il ricorso ad
interventi aventi un grado di invasivita' tecnico e psicologico piu'
gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore
invasivita'; b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo
6.
3.
E' vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di
tipo eterologo.
commento:
La lettera a) del secondo
comma non consente di attuare una PMA senza aver prima percorso tutte le
opzioni terapeutiche meno invasive. L’abrogazione della stessa lo
consentirebbe.
Per quanto riguarda gli embrioni
la legge attuale prevede "al massimo" l'impianto di 3 embrioni.
Abrogando questo comma, la legge consentirebbe di impiantarne anche più
di 3 e di ricreare quelle situazioni di parti gemellari multipli che si
sono avute in passato, con coppie di 5-6 e passa figli, almeno che la
coppia non decida di portare a termine la gravidanza solo di alcuni di
questi embrioni ed uccidere gli altri, cosa che già oggi avviene con
l'impianto massimo di 3 embrioni. Ti vorrei ricordare poi che le
possibilità di successo della tecnica, che non consente di curare i
problemi di sterilità o infertilità, sono bassissime: nella migliore
delle ipotesi solo 12 coppie su 100 riescono a portare a termine la
gravidanza, dopo tutto il travaglio psicologico e fisico subito, con danni
a volte permanenti e non solo fisici, ma anche psicologici. E' un atto
d'amore il decidere di sottoporsi a stress fisici e psicologici di questo
tipo? E' un atto d'amore accanirsi contro la natura, violentarsi
fisicamente e psicologicamente per non accettare i propri limiti umani,
quando nel mondo ci sono tanti bambini soli, orfani, abbandonati che altro
non vorrebbero che essere amati, che avere una famiglia? E' un atto
d'amore uccidere tanti embrioni per riuscire a portarne fino alla fine
uno? Perché per ogni tentativo se ne sacrificano tanti... E' un atto
d'amore riuscire a mettere al mondo un figlio con questa tecnica, che per
il fatto di essere nato grazie ad una serie di manipolazioni che di
naturale hanno ben poco, rischierà in futuro di avere dei seri problemi
di salute? E' un atto d'amore decidere che il bambino da avere debba
essere necessariamente sano? Non sono degne di essere amate anche le
persone sofferenti? E' amore vero tutto questo? Non è per caso
egoismo allo stato puro, voglia di avere a tutti i costi un figlio
proprio, visto e vissuto come estensione di sé e del proprio ego,
soprattutto quando pur di avere questo figlio, si è disposti a sottoporsi
alla fecondazione eterologa, lasciando fuori il compagno di vita da una
comunione così grande come quella che porta al concepimento di un figlio?
Io sono mamma, certo, di due
bambine. Capisco benissimo quale dono immenso sia la maternità, quale
gioia profonda e indimenticabile ti procurino i movimenti del tuo piccolo
nel tuo grembo, quale dolcezza e tenerezza accompagnino i nove mesi della
gravidanza... Ma proprio perché mamma, so bene che i nove mesi di
gestazione sono solo una parte della gioia infinita che può donare la
maternità, una piccola parte che prelude ad una gioia ancora più grande,
che è quella di stringere tra le proprie braccia una fragile creatura, di
crescerla, accudirla, imparare a conoscerla, difenderla, accompagnarla nella vita,
insegnarle a vivere, condividere con lei i momenti di felicità e quelli
di sofferenza... e tutto con amore, amore che cresce ogni giorno di più
verso quella vita di cui diventi responsabile, di cui hai scelto di
prenderti cura. La maternità è anche e soprattutto questo. E' la
crescita amorosa di un figlio, è dono d'amore vero e totale che ti porta
ad amare incondizionatamente il tuo bambino, sia esso frutto del tuo
sangue, sia esso, invece, adottato con amore e per amore. Questo è vero
amore per me!
Mi dirai che per me è facile
parlare così perché ho già dei figli miei, ma ti posso dire che quello
che ti ho detto deriva da un qualcosa che ho sempre sentito dentro e
pensato e che trova conferma nell'esperienza che vivono alcune coppie che
conosco, che hanno adottato dei bambini che amano come fossero figli loro
(perché sono figli loro: i figli non sono di chi li fa, ma di chi li
cresce, ricordatelo!). Questa è maternità e paternità vera. La
gestazione è solo un aspetto, un momento, bellissimo, meraviglioso, ma
nulla in confronto ad una vita intera dedicata ad un'altra creatura. E'
questo il vero tipo di gioia che deve essere ricercato e che si può
trovare anche nell'adozione, che ti permettere di rendere un bimbo solo e
infelice, un essere amato e realizzato.
|