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Lettere 

 10/06/2005 di Daniela Della Bona

 

Anna risponde alla mia lettera “Ma Sì a che cosa?” sul guestbook di: www.comitatoreferendum.it

Ognuno pensa e vede le cose a modo suo.

 

Chi vive il dramma di non poter aver avere figli non può essere compreso da chi questo dramma non lo vive, e così come chi non ha un male incurabile non può essere compreso da chi non ce l' ha. Dobbiamo  togliere a queste persone la speranza? Se lo dobbiamo fare, facciamolo, io personalmente, non me la sento. Poi volevo solo farti notare una cosa. La legge attuale è solo per coppie sterili, se gli articoli di legge nei referendum verranno abrogati, resterà comunque una tecnica attuabile solo per le coppie sterili, non si farà solo perché uno ha voglia di fare bimbi in provetta, informati meglio. Inoltre, il fatto che vengano impiantati tre ovuli contemporaneamente, e quindi poi la donna possa addirittura concepire tre figli, è dovuto solo al fatto che l'attuale legge obbliga l'impianto contemporaneo dei tre ovuli, mentre prima ne veniva impiantato uno, anche questo è un motivo per andare a votare.Poi qualunque siano i risultai del referendum, all'estero,quello che si chiede qua in Italia, è già vigente, quindi, non è che non si potrà fare comunque, solo che potrà farlo solo chi mezzi economici per farlo, quindi si penalizza al solito la classe povera.Inoltre , altra cosa che avrei inserito nei referendum e che non viene detto nelle varie tribune elettorali, è che prima gli impianti embrionali erano a carico della sanità, adesso invece si pagano, qui in Italia, forma di speculazione sulle sofferenze degli altri. Avrei posto senz'altro un altro referendum per abrogare
anche il pagamento. Inoltre, i referendum sono solo abrogativi e si ha troppa paura del dopo e di quello che potrebbero fare con gli embrioni, clonazioni ecc.., ma sono cose esplicitamente vietate dalla legge in vigore e non sono state richieste abrogazioni per questo genere di cose. Prima di decidere se votare o no, se votare si o no, di dovrebbe conoscere la legge 40 per intero e poi gli articoli di cui è richiesta abrogazione e quindi fare la scelta,secondo me non corriamo pericoli, anzi, possiamo
solo tranne dei vantaggi. E poi le leggi, se non piacciono o non vanno bene possono sempre essere cambiate, sono leggi , mica hanno valore perenne una volta fatte, altrimenti staremmo ancora allo statuto albertino. E poi scusa, non avevo finito, dici che non sarebbero figli nati da un atto d'amore? Ma tu hai idea di quante vicissitudini debba affrontare una coppia sterile per averne, a cosa si sottopone la donna e i suoi piccoli drammi interni prima dell'impianto e durante i giorni immediatamente successivi per sapere se l'impianto è riuscito?Pensi che il coraggio che hanno queste donne, queste coppie, non sia un atto d'amore verso i figli che forse riusciranno ad avere? Sono figli veramente voluti e desiderati.Non so se hai figli, se ne hai puoi renderti conto da sola di quanto forte sia l'istinto materno in una donna, e non è certo per capriccio ed egoismo che si fanno figli.Inoltre è una cosa unica e insostituibile portare dentro di se i propri figli dentro la pancia, durante quei nove mesi, sentirli crescere, muoversi e calciare dentro di sé. No, io non me la sento proprio di privare queste persone di questa gioia, non so come andrà il referendum, ma spero per loro e sono con loro, mi dispiace per quelli che si astengono o votano scheda bianca, magari proveranno soddisfazione se il referendum andrà male, ma io proverei tanta gioia se invece andasse bene, insieme a tanti altri, che non sono una minoranza, sono persone che hanno problemi, soffrono e stanno male. Spero non vincano i menefreghisti.

 

 

Risposta per Anna

 

Cara Anna, forse sei tu a non conoscere gli articoli in questione. La legge attuale prevede la Pma solo per le coppie sterili o infertili accertate e per quelle per le quali non sia possibile avere figli ricorrendo ad altri metodi. Con l'abrogazione questa tecnica potrebbe essere applicata anche in assenza di queste cause e a coppie che non presentano nessun problema particolare. Ti prego di leggere fino in fondo la mia risposta, anche dopo gli articoli che ti riporto:

  Art. 1.

1.Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilita' o dalla infertilita' umana e' consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalita' previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.

2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita e' consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilita' o infertilita'.

commento: Così com’è la norma consente di ricorrere alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) solo alle coppie affette da sterilità o infertilità di uno dei coniugi e non a quelle fertili che vogliono, con l’utilizzo di questa tecnica, assicurarsi che l’embrione sia sano fin dal concepimento.

Art. 1.

1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilita' o dalla infertilita' umana e' consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalita' previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.

2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita e' consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilita' o infertilita'.

commento:

   Il secondo comma impedisce di scegliere il ricorso alla PMA, in presenza di altri metodi terapeutici efficaci. L’ abrogazione di questo articolo dà all’individuo ed al suo medico la libertà terapeutica doi ricorrere alla PMA anche quando ci sarebbe metodi terapeutici alternativi.

Art. 4.

1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e' consentito solo quando sia accertata l'impossibilita' di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e' comunque circoscritto ai casi di sterilita' o di infertilita' inspiegate documentate da atto medico nonche' ai casi di sterilita' o di infertilita' da causa accertata e certificata da atto medico.

2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti principi: a) gradualita', al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasivita' tecnico e psicologico piu' gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasivita'; b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo 6.

3. E' vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.

commento:

  Valgono le stesse considerazioni già fatte a proposito dell’articolo 1. Qui si aggiunge: per trattare una patologia diventa necessario accertarne la causa e certificarla. Oppure documentare con atto medico la impossibilità di spiegarla. La abrogazione di questo articolo dà all’individuo ed al suo medico la libertà terapeutica di ricorrere alla PMA anche quando non c’è una causa certificata o documentatamene inspiegata.

Art. 4.

1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e' consentito solo quando sia accertata l'impossibilita' di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e' comunque circoscritto ai casi di sterilita' o di infertilita' inspiegate documentate da atto medico nonche' ai casi di sterilita' o di infertilita' da causa accertata e certificata da atto medico.

2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti principi: a) gradualita', al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasivita' tecnico e psicologico piu' gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasivita'; b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo 6.

3. E' vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.

commento:

  La lettera a) del secondo comma non consente di attuare una PMA senza aver prima percorso tutte le opzioni terapeutiche meno invasive. L’abrogazione della stessa lo consentirebbe.

Per quanto riguarda gli embrioni la legge attuale prevede "al massimo" l'impianto di 3 embrioni. Abrogando questo comma, la legge consentirebbe di impiantarne anche più di 3 e di ricreare quelle situazioni di parti gemellari multipli che si sono avute in passato, con coppie di 5-6 e passa figli, almeno che la coppia non decida di portare a termine la gravidanza solo di alcuni di questi embrioni ed uccidere gli altri, cosa che già oggi avviene con l'impianto massimo di 3 embrioni. Ti vorrei ricordare poi che le possibilità di successo della tecnica, che non consente di curare i problemi di sterilità o infertilità, sono bassissime: nella migliore delle ipotesi solo 12 coppie su 100 riescono a portare a termine la gravidanza, dopo tutto il travaglio psicologico e fisico subito, con danni a volte permanenti e non solo fisici, ma anche psicologici. E' un atto d'amore il decidere di sottoporsi a stress fisici e psicologici di questo tipo? E' un atto d'amore accanirsi contro la natura, violentarsi fisicamente e psicologicamente per non accettare i propri limiti umani, quando nel mondo ci sono tanti bambini soli, orfani, abbandonati che altro non vorrebbero che essere amati, che avere una famiglia? E' un atto d'amore uccidere tanti embrioni per riuscire a portarne fino alla fine uno? Perché per ogni tentativo se ne sacrificano tanti... E' un atto d'amore riuscire a mettere al mondo un figlio con questa tecnica, che per il fatto di essere nato grazie ad una serie di manipolazioni che di naturale hanno ben poco, rischierà in futuro di avere dei seri problemi di salute? E' un atto d'amore decidere che il bambino da avere debba essere necessariamente sano? Non sono degne di essere amate anche le persone sofferenti? E' amore vero tutto questo? Non è per caso egoismo allo stato puro, voglia di avere a tutti i costi un figlio proprio, visto e vissuto come estensione di sé e del proprio ego, soprattutto quando pur di avere questo figlio, si è disposti a sottoporsi alla fecondazione eterologa, lasciando fuori il compagno di vita da una comunione così grande come quella che porta al concepimento di un figlio?

Io sono mamma, certo, di due bambine. Capisco benissimo quale dono immenso sia la maternità, quale gioia profonda e indimenticabile ti procurino i movimenti del tuo piccolo nel tuo grembo, quale dolcezza e tenerezza accompagnino i nove mesi della gravidanza... Ma proprio perché mamma, so bene che i nove mesi di gestazione sono solo una parte della gioia infinita che può donare la maternità, una piccola parte che prelude ad una gioia ancora più grande, che è quella di stringere tra le proprie braccia una fragile creatura, di crescerla, accudirla, imparare a conoscerla, difenderla, accompagnarla nella vita, insegnarle a vivere, condividere con lei i momenti di felicità e quelli di sofferenza... e tutto con amore, amore che cresce ogni giorno di più verso quella vita di cui diventi responsabile, di cui hai scelto di prenderti cura. La maternità è anche e soprattutto questo. E' la crescita amorosa di un figlio, è dono d'amore vero e totale che ti porta ad amare incondizionatamente il tuo bambino, sia esso frutto del tuo sangue, sia esso, invece, adottato con amore e per amore. Questo è vero amore per me!

Mi dirai che per me è facile parlare così perché ho già dei figli miei, ma ti posso dire che quello che ti ho detto deriva da un qualcosa che ho sempre sentito dentro e pensato e che trova conferma nell'esperienza che vivono alcune coppie che conosco, che hanno adottato dei bambini che amano come fossero figli loro (perché sono figli loro: i figli non sono di chi li fa, ma di chi li cresce, ricordatelo!). Questa è maternità e paternità vera. La gestazione è solo un aspetto, un momento, bellissimo, meraviglioso, ma nulla in confronto ad una vita intera dedicata ad un'altra creatura. E' questo il vero tipo di gioia che deve essere ricercato e che si può trovare anche nell'adozione, che ti permettere di rendere un bimbo solo e infelice, un essere amato e realizzato.