 |
“Così
percossa e attonita la terra al nunzio sta…”
In
questi ultimi giorni non si fa altro che parlare del nostro
amatissimo Papa Giovanni Paolo II, come è giusto che sia, essendo
stato un uomo grande e santo, meritevole di tanto onore, ricordo e
segni di rispetto per la sua agonia
e morte, segni come quello di sospendere in Italia tutte le
gare sportive, non solo quelle calcistiche.
Eppure
ho ascoltato in televisione l’intervista ad un dirigente del
settore sportivo italiano, il cui nome sfortunatamente non ricordo,
un uomo talmente piccolo e stupido, che ha affermato di essere
contrario alla decisione presa dal Coni di sospendere le gare
sportive, perchè questa è una mancanza di rispetto nei
confronti di coloro che professano religioni differenti da
quella cristiana.
Il
suo intervento mi è sembrato quanto mai fuori luogo, perché, al
contrario di quanto lui possa credere, il mondo intero, i capi delle
altre religioni (fatta eccezione per i soli capi religiosi cinesi) e
persino gli atei si sono dichiarati in lutto, dinanzi alla morte di
un uomo che ha segnato la storia, dinanzi ad un “Grande tra le
nazioni”, dinanzi ad un Uomo di Pace, che è stato nel mondo
emblema di forza, coraggio, virtù.
Davanti
a tanta grandezza come si può restare indifferenti?
Io
non avrei fermato solo lo sport, ma ogni tipo e forma di attività
lavorativa, per favorire la preghiera e la meditazione.
Come
è giusto che sia quando muore un grande uomo, le televisioni hanno
trasmesso in questi ultimi giorni immagini su immagini che
ritraggono il grande Papa; hanno seguito minuto per minuto la sua
lenta agonia e la sua morte, fissando nella memoria e nella storia
il calore e l’affetto delle migliaia di fedeli e di giovani
accorsi da ogni parte del mondo, ai quali il papa, dal suo letto di
morte, ha fatto giungere il suo ultimo saluto e ringraziamento,
facendo sentire viva e concreta la sua invisibile presenza e la sua
instancabile preghiera. Io non mi sento di giudicare se tutto questo
interesse mediatico sia stato giusto o sbagliato e non voglio
nemmeno chiedermi se dietro a tutto questo ci sia stata o no una
strumentalizzazione della morte del Papa. Voglio partire dal
presupposto che tutto quello che è stato fatto e si farà sia
soltanto amore per questo uomo, che si è mostrato al mondo intero
non soltanto in tutto il suo vigore dei giorni migliori, ma anche in
tutta la sua sofferenza e caducità, con un grande coraggio che gli
ha permesso di vincere il dolore, di rialzarsi dopo ogni caduta e di
presentarsi con umiltà davanti al suo popolo per non farlo sentire
solo, per onorarlo, consolarlo sia pur con la sola presenza fisica,
vincendo i malanni provocati dalla malattia.
Mi
è rimasto impresso il suo gesto quasi di stizza, ultimo alito di
quello spirito combattivo che lo ha accompagnato per tutta la vita,
durante una delle ultime apparizioni dalla finestra, quando non è
riuscito a pronunciare una sola parola di ciò che avrebbe voluto
dire.
“…
Un uomo inabile, che ha trasmesso attraverso i mezzi di
comunicazione un messaggio: la vita non ha momenti privi di senso,
se è tesa a dare senso alla vita degli altri”.
Il
Papa, con la sua volontà di “farsi vedere” a tutti i costi, ha
costretto il mondo a “concentrarsi lungo una frontiera fra
l’aldiquà e l’aldilà che la frastornata cultura contemporanea
tende a cancellare, per abolizione di ogni parte invisibile della
realtà”.
Questi
ultimi giorni “hanno costretto l’opinione pubblica della
Terra, inchiodata alle cronache televisive, a constatare la
visibilità dell’invisibile, a comprendere che c’è qualcosa di
più del successo, nella vicenda di quest’uomo. Il profeta che se
ne va lascia un vuoto percepito con eguale sensibilità anche dai
non credenti”. (parole in corsivo tratte dal Corriere della
Sera).
Nella
mia mente confusa oggi risuonano insistenti le parole scritte da
Alessandro Manzoni per Napoleone Bonaparte, mentre guardo le
immagini del Papa, irriconoscibile nella sua immobilità… “Ei
fu. Siccome immobile dato il mortal sospiro, stette la spoglia
immemore, orba di tanto spiro. Così percossa e attonita la terra al
nunzio sta. Muta pensando all’ultima ora dell’uom fatale, né sa
quando una simile orma di piè mortale, la sua cruenta polvere a
calpestar verrà” (Manzoni).
Ora
tutti ci chiediamo, come ai tempi della morte di Napoleone, se mai
ci sarà un altro Papa di tale grandezza.
|