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11/03/2005 - tratto dal sito il Salvagente.it |
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Suonerie e business
All’inizio era l’eccezione. Sentivi una musichetta leggermente stonata – “Eine Kleine Nachtmusik” di Mozart, per esempio, o la “Danza delle ore” di Ponchielli –, ti guardavi intorno per capire da dove venisse e, finalmente, vedevi il buontempone di turno estrarre il telefonino e rispondere. Sorrisetti, sguardi di leggera sufficienza o addirittura riprovazione, barlume di vergogna del colpevole. Alzi la mano chi, ascoltando qualche anno fa le suonerie del proprio cellulare per scegliere quale impostare, non ha detto neanche una volta: “La musichetta? Io la musichetta? Ma non fatemi ridere. Mai e poi mai.» E invece, oggi, eccoci tutti con colonne sonore, hit del momento, evergreen, brani barocchi, musiche etniche. Cancellato ogni ritegno, rispondiamo ai nostri telefoni richiamati da motivetti di ogni tipo, e non solo: suoni esotici, versi di animali, frasi celebri, languide voci di fidanzate o fidanzati. Tutto, tranne il classico – e ormai dimenticato – trillo. E naturalmente, i “ringtones”, ossia le suonerie per telefonino, sono rapidamente diventati un vero e proprio business. La Consect, azienda statunitense specializzata in ricerche di mercato nel campo della telefonia mobile, ha calcolato che nel 2003 gli utenti di tutto il mondo hanno speso in suonerie addirittura 3,1 miliardi di dollari, triplicando il giro di affari rispetto all’anno precedente. Non c’è da stupirsi. Qualunque sia il vostro gestore, provate a navigare tra le offerte disponibili in rete: vi accorgerete che per scaricare la vostra hit preferita, ormai, dovete sborsare una cifra che va da 1 a 3 euro. Che si tratti di un ghiotto affare se ne sono accorte non soltanto le compagnie telefoniche, ma anche le case discografiche. Universal Music, il maggiore gruppo mondiale, ha attivato già da due anni la sua “divisione suonerie”, Universal Music Mobile, che sforna novità a ritmo serrato, una gamma che spazia dalla classica melodia agli effetti sonori, fino a un imitatore che parla con la voce di George W. Bush (in esclusiva per il mercato cinese). Secondo gli esperti, siamo solo all’inizio. Già, perché la tecnologia progredisce, le generazioni di telefonini si susseguono senza sosta, e la musica può essere riprodotta con sempre maggiore fedeltà. Lo sgradevole effetto cui accennavo all’inizio (brani storpiati, tanto per intenderci), tipico delle suonerie monofoniche, è stato rapidamente cancellato dall’avvento delle suonerie polifoniche, quelle che somigliano molto da vicino all’originale. Ma il prossimo passo sarà la possibilità di usare come suoneria direttamente un brano della nostra canzone preferita nella sua versione originale: il che porterà le case discografiche a incassare diritti decisamente più cospicui (si passerà dal 10% delle suonerie odierne a un 50%). Per il lancio del nuovo album del gruppo punk Green Day, “American Idiot”, la Warner Bros. lancerà a giorni una campagna su Mtv incentrata proprio sui ringtones: un pacchetto di brani di canzoni e frasi scandite dai membri del gruppo per personalizzare il proprio cellulare. Tra le opzioni, anche la voce del bassista che ringhia: “Rispondi, è tua madre. Lo so per certo, sono con lei.” E noi che scuotevamo il capo a una semplice melodia…
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