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27/01/2005   -   tratto da sapere.it 

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 L'ORRORE NELL'ORRORE

Fare soldi con la Shoà

Nella foto: Il Krematorium IICamere a gas, forni crematori, violenza gratuita, esperimenti medici che di scientifico non avevano nulla. Ad Auschwitz non successe soltanto questo, ma avvenne anche qualcos’altro, magari meno grave, ma non per questo meno odioso: qualcuno cercò di diventare ricco con e grazie all’Olocausto. Non stiamo parlando dell’esproprio dei beni che appartenevano agli ebrei, o quantomeno non solo. Le SS si resero presto conto che grazie ai lager (che raggiunsero la cifra di 10 mila unità) - fossero essi di sterminio, di semplice prigionia, di lavoro o di semplice transito – erano in possesso di una sconfinata forza lavoro, totalmente gratuita. Himmler non era solo un nazista esaltato, ma anche un opportunista, e decise di servirsi di questa manodopera affinché le SS si dotassero di un apparato industriale vero e proprio, gestito direttamente da loro. Una specie di Stato nello Stato, che rispondesse esclusivamente a logiche interne alle SS.

In questa maniera, le camice nere avrebbero acquistato nuova forza economica e quindi politica. I risultati sperati da Himmler, però, non arrivarono; un po’ per la durata del progetto (troppo breve l’arco di anni che va dal 1940 al ’45) un po’ perché le stesse SS erano le principali responsabili della veloce diminuzione di quella stessa forza lavoro che avrebbe dovuto arricchirle. I detenuti servivano al loro “piano industriale”, ma morivano come mosche (o, alla meno peggio, vedevano diminuite enormemente le loro capacità fisiche) proprio per mano delle SS.

Nella foto: L'ingresso di Auschwitz, oggi 

Che fossero Hitler, Himmler, la Gestapo e le SS a volersi arricchire, non stupisce nessuno. Meno giustificabile è invece quello che fecero non pochi gruppi industriali tedeschi: investire grandi capitali e somme ingenti nei campi di lavoro, di concentramento e di sterminio affinché potessero impiantarvi dei veri stabilimenti dove questa manodopera gratuita avrebbe potuto lavorare per loro. Le SS furono così inondate di finanziamenti e mazzette. E il famoso esempio di Oskar Schindler non deve trarre in inganno: gli “stabilimenti felici”, dove la vita era più tollerabile e meno rischiosa, se certamente vi furono, sono comunque da ascrivere a una piccolissima percentuale.

Il gruppo privato che per primo e che maggiormente intervenne nei lager fu la I. G. Farben, industria chimico-farmaceutica che dopo la guerra si è prima sciolta e poi diventata Bayer e Basf. Primo obiettivo era la produzione di una particolare gomma sintetica, ma detenuti-cavie vennero utilizzati anche nella ricerca di un nuovo vaccino contro il tifo. È comunque bene sottolineare come quasi nessuno alla Farben avesse la volontà, o più semplicemente l’interesse, di cooperare nella “soluzione finale”. Ma questo non toglie che di fatto gruppi come la Farben, la Siemens-Schukert, la Krupp – vale a dire il gotha delle industrie tedesche del tempo – abbiano in qualche modo collaborato con chi la “soluzione finale” l’aveva ideata e aveva cercato di realizzarla.

 

 

ESPERIMENTI MEDICI

 

Foto: L'arrivo al lager di un gruppo di prigionieriTra i mille orrori di Auschwitz, bisogna registrare anche la sperimentazione medica. In piccolissima parte, si trattò di ricerca scientifica “normale” (i motivi degli esperimenti rientravano davvero nel campo della medicina, ma i pazienti non erano certo consenzienti), ma per la quasi totalità dei casi siamo in presenza della follia peggiore che si sia mai vista nel corso della storia umana. I primi passi in tal senso vennero mossi nel marzo del 1941, quando, da ambienti vicini a Himmler, cominciarono ad arrivare “inviti” non solo per la sperimentazione di nuovi prodotti farmaceutici, ma anche – per esempio – la sterilizzazione degli ebrei attraverso l’uso dei raggi X.

La situazione era anche peggiore: era sufficiente che una qualunque SS avesse una qualsivoglia curiosità medica, biologica, vagamente scientifica per dare il via a esperimenti e “tentativi” ripugnanti. In prima fila, a spingere perché questi esperimenti procedessero di gran lena, c’era Himmler in persona: non solo seguì passo passo i test, le teorie e i risultati di questi esperimenti, ma fu prodigo di consigli e suggerimenti. E se qualche medico si faceva prendere dagli scrupoli si assumeva la totale responsabilità. L’importante era che gli esami proseguissero senza sosta.

Quello della sterilizzazione di ebrei, zingari, omosessuali era il problema più sentito dalle SS, ed era percepito come assolutamente propedeutico alla Soluzione Finale. Raggi X, uso di piante fatte arrivare direttamente dal Sudamerica, acidi e veleni di ogni genere e tipo furono utilizzati a più riprese, senza ottenere praticamente mai nessun risultato se non quello di menomare, procurare dolore gratuito e spesso la morte dei pazienti. Il dottor Werner Fischer cercò invece di dimostrare che il sangue di slavi, ebrei e zingari era diverso da quello dei tedeschi: durante i suoi esperimenti morirono centinaia di uomini. Qualcun altro invece decise di raccogliere decine di crani per dimostrare la superiorità degli ariani.