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Lettere alla Redazione 

21/11/2005   -   di Gianni Albano

 

 

Pensieri e parole: considerazioni di un "osservatore"

L' Italia è sempre più un gioco, purtroppo; un giocattolino per bambini un po' cresciuti che, pazzi per quello, inizialmente sgomitano tra il lecito e l' illecito per ottenerlo, poi avutolo, lo tengono stretto assiduamente, sfruttandolo come meglio credono.

Tante promesse, garanzie, propositi caratterizzano le parole dei "POLITICI" quando si tratta di "VINCERE" quel giocattolo e poi dopo, il buio più totale e l' impossibilità di agire la fanno da padrone.

La mia è una critica all' attuale Governo Nazionale nel quale un tempo credevo e che ora ha tutto il mio disconoscimento e disprezzo. Vivo in una piccola  realtà comunale  e in questa gli "sbocchi " professionali sono dei veri e propri miraggi. E' sempre stato così, figuriamoci oggi con il "fardello" della "finanziaria", ormai triste realtà. Da totale inesperto e semplice cittadino , mi chiedo perché debbano essere le autonomie locali a venir immolate all' altare della programmata gestione amministrativa subendo delle decurtazioni economiche che inevitabilmente determinano l' inoperabilità interna. Mi chiedo altresì perché le parole "spese" per " comprare" le preferenze, in campagna elettorale, debbano essere puntualmente tradite. Domande  che mai avranno le giuste risposte perché se avessi la possibilità di rivolgerle a chi di competenza, mi si risponderebbe  ubriacandomi di dati, di piani, di carta e burocrazia che servirebbero solo a mascherare i problemi e il padre di questi, vale a dire l' INCAPACITA' di amministrare lo Stato, la vecchia RES PUBLICA Romana , che come ci suggerisce l' etimologia  della parola, deve essere "cosa di tutti", non di pochi eletti, manipolatori di un bene per il quale uomini sicuramente più eccelsi tanto hanno dato e speso. La mia semplice esternazione a niente porterà forse. Però credo che il mio pensiero sia condiviso da un consistente numero di persone che cinque anni or sono riposero le loro speranze, aspettative, la loro FAME di una Nazione più sana, in soggetti che si pensava  potessero agire da "ILLUMINATI" e che invece si sono rivelati SPENTI, di un buio che appiattisce e consuma tristemente. Quindi, riprendendo WINSTON CHURCHILL: "CI SONO UOMINI CHE CAMBIANO IDEE PER IL LORO PARTITO, ALTRI CHE CAMBIANO PARTITO PER LE LORO IDEE".

Tenendo bene in mente tale frase, che non ci si meravigli di eventuali ribaltoni e cambiamenti; forse questi potranno essere l' indice di un fallimento governativo e del risveglio delle ideologie, per troppo tempo volutamente offuscate e decontestualizzate dalla realtà nazionale.