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Lettere alla Redazione 

20/12/2005   -   di Danilo Ingrosso

 

 

Il Natale, quando arriva arriva!

 

Ho chiesto a mio figlio che ha solo 7 anni, quale regalo vuole che Babbo Natale gli porti, e lui ingenuamente, pensando di fare cosa utile al padre, ha risposto: "Una cosa che costi molto, tanto Babbo Natale i regali non li compra, li fabbrica". Non vuole farmi spendere troppi soldi e perciò per natale si è improvvisato furbo.

Noi invece, che sappiamo che Babbo Natale non esiste ci stiamo organizzando. Fiumi di telefonini e lettori mp3, montagne di fotocamere che a stento riusciremo ad usare, videoregistratori, lettori dvd, navigatori satellitari, attirano l’attenzione e l’interesse molto più del pelo, e anche quest’anno finiranno ad  "impolpare" gli alberi di natale e ad infoltire l’esercito di “idioti tecnologici”. Come se l’acquisto di una fotocamera digitale, per fare un esempio, faccia diventare fotografo chi non lo è mai stato, o analogamente, una mega tastiera elettronica faccia diventare musicista chi non ha mai studiato la musica. E ancora, panettoni, ettolitri di spumante e di profumo, borse, libri che non leggeremo, inutili portachiavi, ...mutande!  Neanch’io, purtroppo, mi sento estraneo a queste contraddizioni.

Ritengo che la ricorrenza della natività di Gesù Cristo è proprio una gran bella festa pagana a tutti gli effetti. Anche se non c’è più Torquemada e l’Inquisizione, credere è più comodo che dirsi ateo. Anche quest’anno, a Natale, le chiese saranno affollate di tutte quelle persone che si dicono cattoliche praticanti ma che di fatto sono cattoliche per tradizione e per convenienza. Troveremo tra i primi banchi diversi medici, avvocati e professionisti locali, non mancheranno gli imprenditori e i (soliti) politici. Insomma una sfilata di gente che “conta”, ma anche di gente comune, sistematicamente accompagnata da attillatissime signore per dar la giusta parvenza di famiglia. L’omelia, che alla fine porterà loro sonnolenza e noia, farà da sottofondo ai pensieri per lo spezzatino e per l’arrosto e alla fine della messa  questa gente tornerà a casa felice e sicura di aver affrontato cristianamente la ricorrenza della natività.

Penso a tutte quelle persone che affannosamente si scambieranno gli auguri per il Natale e per il nuovo anno, in un rituale mostruoso e ricorrente. A quelle che non hanno mai fatto bene a nessuno, neanche alle loro anziane madri le quali giacciono nella solitudine e nell’indifferenza. Penso al commerciante disonesto che ha truffato, al politico che ha ingannato, all’assassino che ha ucciso, al ladro, al pedofilo. Penso all’amico, al parente, al collega che ti sorride e che invece brucia di odio e invidia . Penso al sig. Bush che ha comunicato i numeri della sua guerra in Iraq: 32140 morti ufficializzati. Penso a tutta quella gente che era d’accordo con la guerra di Bush e a quella che sarà d’accordo per la prossima, a tutte quelle persone che sono ancora commosse per i morti delle due torri e non per quelli afgani, iracheni, palestinesi, somali... Penso a chi inneggia al razzismo. Penso alla pena di morte e a chi la pratica. Penso a chi semina morte in nome di Dio. Penso a chi si arricchisce sfruttando chi ha bisogno, chi è povero, chi è malato. Penso a chi sfrutta la prostituzione. A Natale, con indifferenza,  invocando a Dio il perdono, si baceranno e si diranno “Auguri”. Chi non potrà farlo di persona, lo farà inviando sms con sterili frasi fatte, uguali per tutti, lette da qualche parte o reminiscenza dell’anno prima. Le cartoline natalizie, un bel ricordo del secolo scorso, un tempo tanto eleganti, oggi sono “lente”. 

Buon Natale, lo dico col cuore, a chi si trova dalla parte opposta, a chi è diverso, a chi è oppresso, a chi non riuscirà a guarire.

Buon Natale a quei ragazzi spinti dal miraggio dei soldi che si trovano a giocare con la guerra, a chi non riuscirà a vedere la fine della propria giovinezza, a chi cercando la vita troverà la morte.

Buon Natale ai bambini cinesi che non festeggeranno il Natale, ma che lavoreranno per garantire il superfluo a noi e ai nostri figli. Buone feste, infine, a tutti i BAMBINI che ancora non sono come noi siamo!