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Lettere 

28/10/2005   -   di Daniela Della Bona

 

 

 

Rock Politik: è rock o è lento?

Ho assistito ieri alla seconda puntata di Rock Politik, il programma condotto da Adriano Celentano su Raiuno il giovedì sera. Ho perso la prima puntata, quindi  non posso stabilire quale tra le due sia stata la migliore. In quanto ad ascolti, la seconda ha battuto la prima con uno share di quasi il 50% e circa 12,5 milioni di telespettatori. Un vero record!

Della puntata di ieri ho trovato davvero simpatico il giochetto “rock/lento”;  eccezionale, invece,  nella sua esuberanza e nella sua solita voglia di strafare anche Roberto Benigni, il quale, più che per le sue battute contro Berlusconi, di buon livello satirico, mi è piaciuto per la capacità di fare spettacolo  facendo ridere con argute battutine e una mimica degna di Totò (straordinario nell’interpretazione della canzone “Siamo la coppia più bella del mondo”!) sfruttando l’opportunità di rendere omaggio agli insegnamenti di Voltaire e Socrate in fatto di civiltà, democrazia e virtù, attraverso quei brevi momenti di alta cultura che sa regalare tra una risata e l’altra.

E grazie proprio alla citazione di Voltaire: “Non condivido quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire!” e a quella più articolata di Socrate, i politici italiani di destra e sinistra, ospiti della puntata di Porta a Porta, andata in onda subito dopo il programma di Celentano, non hanno più litigato sui contenuti dello spettacolo.

A differenza della settimana scorsa, durante la quale i toni della destra sono stati infuocati per le battute di Celentano e company su Berlusconi, ieri sera, erano tutti contenti della performance di Benigni, definita dagli uomini di destra “vera satira”. Eppure Benigni non ci è andato tanto leggero! Ma dopo la citazione di Voltaire, grande esempio di vera democrazia, i politici non hanno potuto fare altro che la parte dei democratici.

Di nuovo : “Grande Benigni!”, perché ha saputo mettere a tacere tutte le polemiche, facendo in modo che la seconda puntata, pur velenosa, non alzasse veleni come la prima. Quale politico, davanti alle affermazioni di Voltaire e  Socrate, avrebbe avuto il coraggio di ribattere qualcosa?

Per quel che riguarda Adriano, lo trovo originale nella sua banalità! Ha ragione chi afferma che va avanti un po’ per luoghi comuni, ma ieri non si è lasciata sfuggire l’occasione di lanciare dei messaggi comunque forti e pieni di verità, come quello relativo alla costruzione del nuovo grattacielo al posto delle Torri Gemelle, simbolo ancora una volta dell’arroganza del potere americano e schiaffo in faccia ai popoli che muoiono di fame. Ho condiviso poi il suo concetto di modernità  (anche se espresso in maniera molto ingarbugliata e sintatticamente scorretta), quale sintesi di tradizioni, buon senso e poesia del passato e di evoluzione,  progresso e proiezione nel futuro.

Trovo il programma, nel suo complesso, un po’ troppo di parte. Si chiama Rock Politik, ma mi sembra soltanto uno strumento per fare propaganda politica, più che per parlare di politica.

Stupende come sempre le canzoni di Celentano, che fanno passare in secondo piano la sua voce non proprio intonata e la sua labile memoria nel ricordare le parole delle stesse.

Bella emozione nel vedere i Sud Sound System cantare su una rete nazionale una delle loro canzoni più significative. Forza ragazzi, siete grandi!

Mi piacerebbe, ora, conoscere le vostre opinioni in merito, per avere uno scambio di idee. Vi ricordo che il nostro indirizzo email è: redazione@controvoci.com.

Felicità a tutti.