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11/10/2004 - Dal sito Encanta.it |
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PEPERONCINO KILLER - LA LISTA DEI RITIRI
La nostra dispensa, il nostro frigorifero, ancora oggi, potrebbero contenere salumi, formaggi, sughi pronti e surgelati insaporiti dal peperoncino al Sudan, additivo cancerogeno e genotossico. Il ministero della Salute, guidato da Girolamo Sirchia, lo sa e conosce perfino i nomi e i numeri di lotto dei prodotti contaminati, eppure sceglie di non parlare e rinuncia a un intervento che tuteli la salute pubblica, rifiutandosi di avvisare i cittadini del grave rischio a cui sono sottoposti. Eppure l’emergenza, scoppiata quattordici mesi fa, è ben lontana dall’essere risolta, come ha ricostruito l’inchiesta del Salvagente. Dopo tanto tempo e con le dogane “ermeticamente chiuse” a ogni passaggio di peperoncino tossico dall’India o da paesi sospetti, nei negozi ancora “spuntano” alimenti contaminati. E non da aziendine di secondo piano, poco attente agli obblighi di legge e alla salute dei propri consumatori. A finire nell’occhio del ciclone, è stata nientemeno che la Arena una delle più grandi (e serie) industrie alimentari italiane. L’azienda, chiamata in causa dal Salvagente, non solo ha confermato punto per punto l’allarmante episodio che la sta coinvolgendo ma ha anche avviato un richiamo dei lotti coinvolti. Ma le due referenze in questione, la zuppa di pesce e il sugo alla marinara, entrambe surgelate ed entrambe firmate Mare Pronto, marchio di proprietà di Arena, sono solo la punta dell’iceberg. I cibi al peperoncino tossico ancora in circolazione sono tantissimi e spesso anche molto noti. Se si tenta di sapere quali sono, però, ci si scontra con un muro di silenzio. Da
un anno a questa parte continuano i ritiri silenziosi delle più grandi
aziende alimentari italiane a causa del peperoncino cancerogeno. Unici a
non saperlo sono i consumatori che non vengono avvertiti nè dalle aziende
nè dal ministero della Salute che considera top secret queste
informazioni. Il Salvagente ha scoperto alcuni dei nomi coinvolti in
questo scandalo. |
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