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Il
Lecce vicino al cielo
La
squadra salentina, allenata da Zeman, è seconda in classifica
dietro la Juventus dopo la settima giornata di campionato, per aver
battuto fuori casa il Messina 4 a 1.
Lecce
batte Messina 4 -1
TABELLINO:
MESSINA (4-4-2): Storari 6.5; Zoro 6, Conte 5, Rezaei 5, Parisi 5;
Giampà 5.5 (12’ st Iliev 5), Donati 6.5, Coppola 6, Sullo 5.5 (20’ st
Yanagisawa 5.5); Zampagna 5.5 (27’ st Amoruso 5.5), Di Napoli 7. In
panchina: Eleftheropoulos, Aronica, Zanchi, Cucciari.
Allenatore: Mutti 5.
LECCE (4-3-3): Sicignano 6; Cassetti 6.5, Diamoutene 6, Stovini
6.5, Rullo 6; Giacomazzi 6 (41’ st Paci sv), Ledesma 6.5, Dalla Bona
6.5; Babù 6.5, Bjelanovic 7 (25’ st Bojinov 6.5), Vucinic 7 (20’ st
Eremenko 6.5). In panchina: Anania, Silvestri, Abruzzese, Marianini.
Allenatore: Zeman 7
ARBITRO: Farina di Novi Ligure 6
RETI: 5’ pt Vucinic, 38’ pt Bjelanovic, 43’ pt Di Napoli,
44’ pt Bjelanovic, 44’ st Dalla Bona.
NOTE: Ammoniti: Zoro, Dalla Bona, Rullo, Amoruso. Angoli: 11-4 per
il Messina. Recuperi: 2’ pt e 3’ st.
A
Messina passa solo il Lecce. Da 42 turni imbattuti in casa, i peloritani
si sono dovuti arrendere al Lecce, la squadra che il 28 settembre del 2002
violò l’allora Celeste, l’unica capace di vincere nella «Città
dello Stretto» negli ultimi due anni. Un’impresa che, in attesa del
derby di Milano di questa sera, regala il secondo posto solitario in
classifica ai ragazzi di Zeman, il tecnico boemo che dopo aver fatto
piangere la sua città adottiva, Palermo, battendo i rosanero domenica
scorsa, si è ripetuto oggi punendo con un severo 4-1 la squadra che guidò,
con ottimi risultati, nella stagione 88-89. Splendido il derby del Sud,
meritata la vittoria del Lecce che ha un attacco stellare (17 gol in 7
gare), il migliore del campionato, e che è stato bravo ad approfittare
dell’eccessiva «allegria» difensiva di un Messina che, comunque, non
ha mai smesso di lottare e che soprattutto nei primi 45 minuti ha messo in
difficoltà i salentini. Solito schema e 11 tipo per il Messina,
ovviamente 4-3-3 per Zeman, ma tridente offensivo modificato: in campo Babù,
Bjelanovic e Babù, in panchina Bojinov. La partita si mette subito in
discesa per il Lecce che prima fa sfogare il Messina e poi, al 5’, passa
con Vucinic che conferma il suo strepitoso momento di forma ribadendo in
rete una respinta di Storari sul tiro di Cassetti.
Il gioco del Lecce è il solito, offensivo e spettacolare, anche perché
gli schemi di Zeman un po’ di spazio agli avversari lo concedono. Il
Messina li cerca e li trova questi spazi, ma la squadra di Mutti paga la
giornata storta di Parisi, in parte Sullo e Zampagna, tre degli elementi
più importanti per il tecnico dei siciliani. Ma il vero problema di oggi,
per il Messina, è stata la coppia centrale difensiva, sia Conte che
Rezaei hanno concesso fin troppo agli attaccanti leccesi, in particolare a
Bjelanovic che ha firmato una doppietta segnando lo 0-2 al 38’ e
rispondendo immediatamente a Di Napoli (che al 43’ aveva riaperto la
gara accorciando le distanze), firmando l’1-3 con cui si è chiuso il
primo tempo. L’1-2 firmato da Di Napoli, il migliore dei suoi (ma bravo
ad approfittare di un errore dell’ex compagno di squadra al Palermo e
amico Sicignano), aveva illuso il Messina che si è subito risvegliata
quando, 60 secondi dopo Bjelanovic ha firmato l’1-3 approfittando della
dormita del suo marcatore diretto: Rezaei. Nella ripresa Mutti ha provato
a cambiare le carte in tavola, ha perso Giampà, anche lui oggi non in
giornata, e ha cominciato ad inserire mezzepunte (Yanagisawa e Iliev) e
attaccanti (Amoruso), ma senza riuscire a cambiare l’inerzia di una
gara. Anzi, il Messina è stato più pericoloso nel primo tempo, mentre
nella ripresa è apparso stanco e demotivato e il Lecce avrebbe potuto
dilagare (miracoli di Storari su Vucinic due volte, poi su Babù, quindi
traversa di Eremenko). Nel finale l’1-4 definitivo di Dalla Bona,
passivo eccessivo per il Messina, complimenti al Lecce di Zeman che,
adesso, può sognare ad occhi aperti.
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