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29 settembre 2004 - dagli amici di retinoperasalento.it - articolo di Eleonora
SALUTO AD ELISA SPRINGER
Come non dire, o ridire “se questo è un uomo”… I
nostri occhi guardano attoniti, le nostre menti tornano a ritrovare
qualcosa che hanno già visto e di cui hanno sentito parlare. Passano
davanti a noi ogni giorno migliaia di immagini : uomini senza volto, corpi
straziati e accatastati, torture e sevizie, non certo a uomini di
nazionalità irachena, americana, italiana…non di certo…dettagli. Ciò
che vediamo è un uomo ormai privato della sua intima essenza, della sua
dignità, del corpo e dell’anima (per chi ci crede). E che dire dei
bambini di Beslan e che dire dei corpicini trucidati in braccio alle madri
straziate dal dolore… Oggi
il terrorismo internazionale, ieri il nazismo. Non sicuramente due
fenomeni vicini per ideologia,vicende storiche o altro, ma due fenomeni
che hanno fatto dell’uomo bersaglio da annientare e distruggere. Quante
testimonianze abbiamo ascoltato, quanti libri sono stati scritti. Il
17 Ottobre di un anno fa, Elisa Springer, giovane deportata nei campi di
concentramento, nell’aula consiliare del comune di San Pancrazio
Salentino, si rivolgeva con pacata mestizia ai ragazzi, ai giovani, a
tutti, portando la sua dolorosa esperienza dei campi di concentramento. La
sua vita, dopo aver vinto il silenzio, era testimonianza continua di ciò
che l’uomo era capace di fare nei
confronti di altri uomini. Ieri in nome di una razza superiore,di un
aberrante rifiuto della diversità, oggi ,fatti analoghi succedono in nome
di una diversa cultura e civiltà, di una diversa religione. Elisa, come
una sentinella nelle tenebre della notte avvertiva che tutto poteva
riaccadere, tutto poteva ritornare ad essere perfettamente uguale a prima. Ebbene
i fatti di ogni giorno ce lo confermano. Il terrorismo internazionale fa
oggi scempio della dignità umana, si vuol far cadere l’umanità in uno
scontro mondiale tra civiltà e religioni. “Ma noi non lo vogliamo”
dice il nostro Presidente Ciampi, e continua dicendo che bisogna lottare
con tutte le nostre forze contro
il terrorismo, favorendo il dialogo e l’integrazione. Ecco
questa è stata la missione di Elisa Springer nell’arco della sua
esistenza, fare testimonianza, portare a conoscenza le nuove generazioni
della sofferenza di migliaia di uomini, donne, bambini. Conoscere per
capire, conoscere per dialogare, per confrontarsi, per crescere insieme. Oggi
però, quella voce in quell’esile corpo non c’è più, il suo tempo
terreno è scaduto. Forte è stato il suo messaggio, continuo e
instancabile. Noi possiamo dire, con profonda gratitudine di averla
conosciuta, di aver assaporato, seppur con tristezza le sue ferme e forti
parole. Altro
non c’è da aggiungere, se non guardare, nella tragedia con
“ottimismo”, vedendo, come diceva nell’ultimo incontro di Retinopera
l’avvocato Morleo, “nell’altro”,l’altra parte di noi. A voi tutti, Eleonora.
ndr:
altri articoli su Elisa Springer li troverete sul sito: www.retinoperasalento.it
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