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29/10/2004 - di Mariastella Gatto |
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IL POTERE DEL DENARO
Ritocchi alla coda e alle orecchie:arriva il chirurgo estetico per cani
“Ai
miei pazienti non altero i tratti naturali. Però gli faccio vincere i
concorsi di bellezza” Questo il titolo di un articolo apparso il 26 -10- 2004 sul Corriere della Sera del quale vorrei riportare alcuni paragrafi:
SAN
PAOLO - Prima o poi doveva arrivare. Nel Paese che più al mondo esalta la
bellezza, la chirurgia
plastica
e, ultimamente, tutte le più assurde inutilità per animali domestici, il
veterinario Edgard Brito ha trovato il suo filone d' oro. «Sì, sono un
chirurgo estetico per cani
- spiega nel suo studio a San Paolo, in Brasile - E non ci trovo niente di
male. Se le tecniche e i prodotti consentono di applicare agli animali
quello che funziona per gli uomini, perché non farlo?». Brito, 44 anni,
ha già guadagnato una certa notorietà in Brasile, come testimoniano le
foto appese nel suo studio… … Tra i servizi
più gettonati, spiega il veterinario, ci sono i ritocchi alle orecchie,
alla coda,
la rimozione dell' eccesso di pelle attorno agli occhi… …Infine, conclude il veterinario, c' è sempre qualche svitata che sostiene che il suo rottweiler ha troppe rughe, se si può fare qualcosa. «Cerco di farla desistere, ma si sa come sono i padroni degli animali...». Si sa. In pochi posti al mondo come il Brasile passeggiano per la strada cagnolini con le babbucce, con eleganti cappottini contro il freddo (il temibile freddo di 15 gradi...), profumati e infiocchettati dalle orecchie alla coda. Lo scorso anno a San Paolo, una panetteria ha venduto 10.000 panettoni per cani, ovviamente salati. Anche nel prezzo…
Dopo
la lettura di questa notizia mi è venuto spontaneo chiedermi: “ Dove
andremo a finire?” Ho
provato una profonda e immensa pietà per tutte le povere bestiole vittime
di ricchi e opulenti padroni i quali credono che il denaro renda tutto
lecito e non esitano a sottoporre ad intervento chirurgico i loro
“amici” animali, pur di vincere un concorso di bellezza. Certo! Lo
scopo è proprio questo: vincere. Costi quel che costi ( e che costi!).
Animati da un brutale e spietato egoismo i padroni saranno soddisfatti e
fieri di poter affermare: “ Il MIO cane ha vinto”. Ma
se è da biasimare il comportamento di tali padroni che dire dell’ancor
più esecrabile comportamento del veterinario? Mi chiedo come possa il
desiderio di facili guadagni infangare l’etica professionale di un uomo
il cui unico scopo dovrebbe essere quello di guarire gli animali e non di
soddisfare capricci e chimere di “qualche svitata”, come lui stesso
definisce coloro che richiedono simili interventi per i loro cani. Qualcuno
mi ha detto: “ Spendono i loro soldi, perché tela prendi tanto?” Perché?
Perché condannare queste situazioni significa riconoscere che ingoiati
nel vortice della vita moderna sempre più frenetica, convulsa e volta al
consumismo, ci stiamo trasformando in una schiera di automi programmati
per lavorare, produrre e consumare. Perché il principio del buono è
sempre più calpestato dal principio del bello. Perché l’egoismo domina
sovrano nella nostra era e pensiamo che tutto sia lecito se grazie al
denaro, possiamo appagare i nostri desideri e capricci. Perché non vi è
rispetto alcuno per la vita, che è il dono più grande che il Signore ci
ha fatto, e non esitiamo ad abbandonare bambini appena nati, se mai li
facciamo nascere, a
trasformare in operai, in soldati, in strumenti di piacere sessuale i
ragazzi, a uccidere i nostri fratelli in guerre inutili (se mai esista una
guerra utile). Perché
non ci sforziamo di vedere ad un palmo dal nostro naso e restiamo
indifferenti di fronte ad un mondo in cui il divario tra ricchi e poveri
si fa sempre più accentuato e, se esistono persone che possono
permettersi di spendere migliaia di euro per interventi di chirurgia
estetica che migliorino il proprio aspetto e quello dei loro amici a
quattro zampe, esistono purtroppo anche tantissime persone che non sanno
come sfamare i loro figli, e non è necessario allungare lo sguardo sino
al terzo mondo, dove tale situazione è senza dubbio più evidente e
accentuata . Capiamo bene che, se non c’è rispetto per la vita degli stessi uomini, non si può sperare nel rispetto degli animali e della natura . Continuando egoisticamente a tenere gli occhi chiusi, l’ uomo che pur si ritiene intelligente, evoluto, civilizzato continuerà a distruggere la vita del nostro pianeta e lascerà insoluti tutti i problemi che affliggono l’umanità.
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